Auguri a Adelchi Virgili, talento unico e fragile

Adelchi Virgili e il tennis, un amore nato come lui esattamente 25 anni fa e destinato a sopravvivere ad una carriera difficile, falcidiata da infortuni e da una dose incredibile di sfortuna, con un talento puro e tangibile che lo hanno fatto entrare nella storia del tennis italiano senza ancora aver ottenuto i giusti risultati in rapporto a quanto lui stesso abbia già dato al tennis.

Toscano classe ’90, fratello di Alexia e Augusto, anche loro tennisti, Adelchi fa parlare la racchetta ed il suo raggiante sorriso, che lo accompagna ancora nonostante i tanti problemi fisici che hanno minato la sua carriera: dal 2004 iniziano i primi problemi che riguardano spalla, ginocchio e la maledetta schiena che lo condizionerà tantissimo, sia nel 2005 che nel biennio 2006-2007, quando limiterà moltissimo la sua attività agonistica per cercare di porre rimedio ai continui dolori.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Nel 2008, nonostante le terapie, i dolori si riacutizzano e a complicare il tutto si mette la mononucleosi, causa di un ulteriore stop di quasi sette mesi. Tanti problemi in una carriera così breve e mai ancora sbocciata avrebbero minato le certezze di chiunque, ma Adelchi ed il tennis sono una cosa sola, e non si sarebbero separati così facilmente. Nuovi problemi di sciatica, che lo hanno afflitto per molto tempo, ed uno sfortunato infortunio all’occhio durante il riscaldamento in un Open toscano (anche se lo stesso Virgili si è definito fortunato perché sarebbe potuto rimanere cieco da un occhio) lo portano nuovamente a combattere su più fronti, quando dovrebbe essere solo il campo a misurare le sue ambizioni e la portata del suo futuro.

Solo 6 match disputati in ben tre anni lo fanno giungere fino al 2010, anno durante il quale Adelchi trova quantomeno un po’ di continuità, riuscendo perfino a qualificarsi al Challenger di San Marino battendo nel turno finale il colombiano Alejandro Gonzalez. Arrivano tante qualificazioni per i main draw e decine di partecipazioni a vari Challenger, che spesso non riescono a regalargli punti utili in classifica, e da lì prende forma una infinita diatriba riguardo il suo poco feeling con i tornei ITF, sicuramente fonte più generosa rispetto ai complicati eventi Challenger. Carriera fatta di infortuni, questo si, ma anche di grandi speranze: dice di lui Blaz Kavcic, giustiziere di Virgili al Challenger di San Marino del 2013 dove già l’azzurro aveva battuto tennisti del calibro di Krajinovic, Daniel e Nedovyesov <<Non ho mai giocato contro un giocatore che avesse dritto e rovescio migliori di Virgili. I suoi colpi valgono sicuramente i primi 10 al mondo>>.

Nel corso del 2014, l’anno delle nuove possibilità e del ritorno ai risultati che contano, Virgili è stato capace di sconfiggere giocatori come Zopp, Machado ed Eriksson e di lottarsela punto su punto con il redivivo Troicki e lo spagnolo Albert-Ramos, oltre a sfiorare la vittoria nel Future di Rodez in Francia, sconfitto solo dal belga Maxime Authom dopo tre combattuti set.

Il 2015 gli darà la possibilità di confermare quello che ormai da tempo è la grande speranza del panorama italiano, ovvero che il nuovo feeling con i tornei minori ed una maggiore continuità di rendimento potrebbero finalmente dare voce al talento inestimabile di cui è dotato Adelchi, grazie anche alla collaborazione con Umberto Rianna che lo ha visto meritevole di entrare a far parte del programma per Over18 al Centro Federale di Tirrenia. Un nuovo capitolo per la vita sportiva di Adelchi Virgili, che ci auguriamo sarà molto diverso da quelli precedenti, ma sempre con il suo sorriso a fare da cornice alla sua straordinaria attitudine a stupire.

Senza più infortuni, solamente tennis, viaggi ed un futuro ancora tutto da scrivere. Auguri Adelchi!

Exit mobile version