David Ferrer, il ruggito del leone

David Ferrer, il ruggito del leone

Il tennista spagnolo, dopo un lungo periodo fatto di tanti insuccessi, sta tornando alle luci della ribalta, conquistando un titolo ATP a distanza di un anno e mezzo ed ottenendo anche tanti ottimi risultati, risalendo varie posizioni in classifica, sta tornando il vero Ferru?

di Lino Di Bonito

Fino ad un anno fa David Ferrer era stabile in top ten, raggiungeva i quarti di finale in uno slam e si qualificava alle ATP Finals di Londra. Nel giro di 12 mesi molte cose sono cambiate: l’uscita tra i primi 10 al mondo, le numerose sconfitte e delle eliminazioni cocenti all’esordio. Nell’ultimo periodo qualcosa sembra esser cambiato, a Bastad è arrivato il primo titolo ATP, a 21 mesi di distanza dall’ultima volta, Vienna 2015 ed sta disputando anche degli ottimi tornei, cercando di ottenere una discreta testa di serie per gli Us Open.

IL 2017 – Un anno fatto di luci ed ombre quello dello spagnolo, fino ad ora. Un inizio di stagione non proprio dei migliori, con tante eliminazioni all’esordio e solo un mediocre terzo turno agli Australian Open. Per vedere il primo buon risultato dobbiamo attendere fino a Maggio, dove ad Estoril ha raggiunto la semifinale, persa poi con il connazionale Carreno Busta. Nonostante quel convincente piazzamento, la stagione del tennista di Javea non è migliorata, fino a che non ha disputato il torneo di Bastad, lì è arrivata la svolta per lo spagnolo: un ottima settimana lo hanno spinto fino in finale, dove lì si è imposto sull’ucraino Dolgopolov, conquistando un trofeo che sa tanto di boccata d’aria per il 35enne.

LA STAGIONE NORDAMERICANA – Successivamente al successo in Svezia, la programmazione di Ferrer si è spostata in Nordamericana, come preparazione per gli Us Open, prima a Montreal e poi sempre nel Master 1000 di Cincinnati, ancora in corso. Il torneo canadese è stato più che positivo per l’iberico, il quale ha prima ottenuto due convincenti vittorie contro Kyle Edmund e Jack Sock e poi ha impegnato il futuro finalista del torneo, Roger Federer, ad un duro match di tre sets. A Cincinnati ha raggiunto i quarti di finale, e non è finita qui, un piazzamento così ottimo in un torneo di questo calibro non lo raggiungeva da Parigi Bercy 2015, dove in quell’occasione centrò la semifinale. Al prossimo turno ci sarà Dominic Thiem, l’austriaco non è stato proprio convincente in questa tournée, perdendo a Washington da Anderson, in Canada, al secondo turno, da Schwartzman ed infine nell’Ohio è giunto fin qui senza giocare brillantemente.

IL PROSEGUO – Subito dopo gli Us Open comincerà la stagione asiatica che si concluderà con il torneo di Shangai. Successivamente le attenzioni si sposteranno sulla superfice indoor, dove Ferrer non è proprio un esperto, nonostante abbia conquistato 5 titoli con queste condizioni di gioco, una fra tutti il Master 1000 di Parigi Bercy in finale sul Polacco Janowicz. Sicuramente le chance di qualificarsi alle ATP Finals quest’anno sono ridotte a zero, anche se un lottatore come Ferrer cercherà di ottenere i migliori risultati possibili per iniziare al meglio il 2018.

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  1. Angelo Di Spirito - 2 anni fa

    Sta tornando ma per poco, massimo un altro anno poi purtroppo si ritirerà

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  2. Gianluca Gotto - 2 anni fa

    Trovo sconcertante quanto sia cambiato il suo stato di forma negli ultimi mesi

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