Na Li e una nuova vita all’orizzonte

Ad un anno di distanza dalla vittoria del suo secondo Slam, sui campi del complesso che ospita il primo Slam stagionale, Na Li torna in veste di ospite, o forse, di semplice appassionata. Ritiratasi lo scorso settembre, la tennista che ha rivoluzionato la concezione del tennis in Cina, appare senza dubbio appagata dalla sua vita extra-tennistica ed i rumors non si fanno attendere.

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Baciata da un bagno di folla, incredula ma al contempo estasiata dall’amore riservatole dal pubblico australiano, che tanto l’aveva supportata nella finale del 2013 contro Victoria Azarenka, Na Li, un mix di talento e fragilità emotive, realizza un sogno che supera ogni aspettativa. Resuscitata, in extremis, contro Lucie Safarova, nel terzo turno, grazie al suo magistrale rovescio, si trasforma da brutto anatroccolo a cigno, spadroneggiando senza indugi fino all’ultimo atto del torneo, assaporando così ogni minima essenza dell’essere una plurivincitrice di Slam.

Emozionata e malinconica, conscia forse dei suoi progetti futuri, alza il trofeo sotto gli occhi estasiati di una platea. Melbourne Park applaude le gesta della vincitrice più anziana di sempre degli Australian Open. 31 anni e 334 giorni di agonia, ripagati da altrettanta felicità.

“Questo è il mio torneo favorito, dopo essere andata vicina due volte a vincerlo, è una grande gioia esserci riuscita. Ringrazio tutti, il mio staff e il pubblico: tornerò l’anno prossimo per provare a vincerlo di nuovo“, ha ammesso durante la premiazione. La promessa di ritornare a difendere il titolo non l’ha mantenuta, ma ci accontentiamo di essere stati partecipi di un’emozionante pagina di storia. Una delle più belle e ricche di significato degli ultimi anni.

Qualcosa, in realtà, si stava già concretizzando, forse inconsciamente, nella mente della giocatrice cinese. Lo scorso Settembre, dopo numerose indiscrezioni che si erano susseguite sui social network e sui più famosi siti di tennis, Na Li, come un fulmine a ciel sereno, tuona sul mondo del tennis, annunciando il suo ritiro definitivo ed imminente dalle competizioni professionistiche. Stupore, misto a tristezza e nostalgia, affliggono i cuori degli appassionati di tutti i continenti.

“Ci sono voluti diversi mesi di sofferenza per arrivare alla decisione che i miei infortuni cronici non mi avrebbero permesso di tornare a essere la tennista che sono. Dopo quattro interventi e centinaia di infiltrazioni per alleviare il dolore, il mio corpo mi sta chiedendo di fermarmi. E se in passato sono sempre tornata in campo dopo un’operazione, stavolta è diverso. Per quanto provi a tornare al 100%, il mio corpo mi dice che non potrò più competere ad alti livelli”. Queste le parole della tennista asiatica più forte di sempre, un’icona assoluta per una nazione, e non solo, che fino ad allora vedeva il tennis come una disciplina sulla quale non poter riporre speranze: prima cinese a vincere un torneo dello Slam, il Roland Garros 2011 in finale contro Francesca Schiavone.

Li Na aveva cominciato la sua carriera nel badminton prima di passare al tennis e vincere, nel 2004, il suo primo titolo nel circuito a Guangzhou. Prima cinese anche a raggiungere i quarti di uno Slam (Wimbledon 2006), è entrata nella Top 10 nel 2010, mentre l’anno dopo ha giocato la sua prima finale in uno Slam, perdendo a Melbourne contro Kim Clijsters.

Per la cinese, Melbourne e l’Australia hanno rappresentato da sempre un luogo felice, ricco di momenti belli e brutti; un luogo dove si sente a casa, grazie all’affetto del pubblico che la sostiene ed in cui ha versato lacrime di gioia e di dolore, senza mai sembrare stucchevole, anzi con la semplicità di una tennista graziosa dall’animo pulito. Irrequieta in campo, a spese del povero marito che la sosteneva dalle tribune, socievole ed auto-ironica al di fuori, tanto da guadagnarsi la stima e l’affetto delle sue colleghe. “Mi sono sempre trovata bene con il direttore del torneo e tutti i tifosi, con i quali sento di condividere un legame speciale. Qui ho trovato anche un sacco di cinesi. Ho anche conquistato a Melbourne la mia prima semifinale.”

A testimonianza di ciò, sembrerebbe proprio che abbia scelto l’Australia come luogo in cui fare un importante annuncio. Questo quanto rivelato dalla cinese al giornale Shanghai Daily, nei giorni scorsi, parlando anche dei suoi obiettivi dopo l’ormai annunciato ritiro, sia a livello lavorativo che familiare.

Nel corso dell’intervista, un giornalista, notando probabilmente nella tennista un accenno di pancia sospetto, ha ben pensato di domandare a Na Li se fosse incinta. La giocatrice non ha nè confermato nè negato, lasciando perciò presagire che un pizzico di verità ci sia. Ha anzi ambiguamente risposto: “Lo hai notato?”, lasciando il sospetto. Gli appassionati più attenti, e maliziosi, avevano già colto un particolare da non sottovalutare, quando, in un evento sponsorizzato dalla banca svizzera UBS, la Li si era presentata senza tacchi e con un vestito nero.

Nulla di strano, se non fosse per il fatto che la cinese si sia sempre dichiarata un amante delle scarpe con il tacco. Questi gli indizi che hanno fatto chiacchierare il mondo del tennis, ovviamente in ansia, per quel sano spirito di gossip, in attesa della “calda” dichiarazione della Li. “Ci siamo messi d’accordo, con mio marito Jiang Shan di crescere il bambino fino all’età di 18 anni. Dopo di che, lui o lei potrà decidere il suo futuro. Jiang Shan e anch’io ci siamo trovati d’accordo di non continuare più a crescere nostro figlio quando saremo grandi. Vivremo in una casa di riposo con le persone della nostra stessa età.”

Ora la cinese è in procinto di realizzare la “Li Na Tennis Academy”, ma ancora non ha deciso il luogo in cui collocarla. Forse Wuhan, ma è ancora in alto mare. Il suo obiettivo è quello di realizzare una struttura polifunzionale, con campi da tennis ma anche aree ricreative per far sì che i ragazzi crescano in modo sano ed equilibrato. Rispetto a quando ha esordito sul circuito, molte cose sono cambiate e probabilmente lei ne è stata l’artefice principale, grazie al suo esempio ed alla sua immagine. La Cina ora è molto più conscia del potenziale del tennis e della cultura sportiva che vi è dietro. Passi in avanti sono stati fatti, ma c’è ancora molto su cui lavorare.

Giorgio Lupi (Twitter: lupi_giorgio)

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