Il tennis in balia degli eventi

Il tennis femminile è ripartito, tra qualche polemica, a Palermo mentre il tennis maschile è ancora al palo. Si dovrebbe ripartire, ormai il condizionale è sempre d’obbligo, il 22 agosto col Master 1000 di Cincinnati che si giocherà nella bolla di New York e sucessivamente lo Us Open che la USTA vuole fortissimamente organizzare per motivi strettamente economici.

Incrociamo le dita, ormai il circuito ATP è fermo da più di 5 mesi e le nuvole all’orizzonte sono sempre più nere. La cancellazione del Master 1000 di Madrid è stata una doccia gelata ed improvvisa. Il torneo doveva svolgersi dal 12 al 20 settembre, era già stato pubblicizzato in pompa magna dal direttore Feliciano Lopez che parlava di pubblico sugli spalti e della sicura presenza di Rafael Nadal ed invece è bastata una richiesta di cancelazione del governo spagnolo, terrorizzato da un rialzo dei contagi, per far saltare tutto.

Rafael Nadal e Feliciano Lopez

Non è stata presa neanche in considerazione l’idea di giocarlo a porte chiuse e di costruire una bolla. No, nulla di tutto questo. Si cancella e basta, come hanno già gettato la spugna numerosi tornei (vedi Basilea ad esempio). Venendo a mancare l’incasso diretto della biglietteria e indiretto degli stands , uniti a protocolli di sicurezza molto costosi, gli organizzatori possono prendere la palla al balzo e facilmente cancellare il torneo per evitare di perdere tanti quattrini.

Dicevamo di Palermo dove si sta giocando, il direttore del torneo Oliviero Palma ha parlato affermando che l’organizzazione del torneo è un atto d’amore verso il tennis e le  perdite saranno di circa 50mila euro. E stiamo parlando di un torneo piccolo , solo femminile. Quanti soldi sono disposti a perdere tutti gli altri tornei? avrà convenienza organizzare tornei nel futuro prossimo? La risposta è no, a meno che tu non sia lo US Open che salverà i 70 milioni di dollari che la sola ESPN versa per i diritti televisivi.

Ci troviamo in mezzo ad un paradosso che lo sport più sicuro al mondo, dove due giocatori giocano a 20 metri di distanza, senza toccarsi mai, è lo sport più difficile da far ripartire. Ormai è ripartito tutto, dal calcio al basket ai motori in giro per l’Europa, ma il tennis no. Piegato alle logiche del business e non solo. Troppi comandano e nessuno comanda realmente. ATP e ITF fanno la voce grossa, ma la realtà è che non hanno grandissimi poteri.

Ogni torneo fa un po’ quel che gli pare così come le singole federazioni e poi ci sono i giocatori che comunque hanno spesso il coltello dalla parte del manico. Un vero e proprio pollaio dove alla fine della fiera regna il caos. Il povero Andrea Gaudenzi, diventato presidente dell’ATP nel peggior momento storico possibile, in ogni intervista cerca di manifestare ottimismo dicendo che cercherà di salvare il salvabile mettendo dentro più tornei possibili. Ma quali? Cincinnati, Us Open , Roma, Roland Garros e poi? e poi boh…

stiamo lavorando su una stagione europea indoor fino ad arrivare alle Finals da Londra. Stiamo facendo del nostro meglio ma purtroppo ogni settimana succede qualcosa, cerchiamo di gestire come possiamo.”

Vedremo chi si farà avanti per organizzare dei tornei, l’impressione è che non ci sia la fila, ma che chiunque si faccia avanti sia ben accetto e lo potrà organizzare. Poi siamo così certi si giocherà a Roma se non verrà permesso l’accesso al pubblico? Non ci giureremmo.

Paradossalmente i tornei più sicuri oggi sono Cincinnati e New York che erano i meno certi fino a poco fa e quelli che sembravano più sicuri uno è già stato cancellato mentre gli altri navigano a vista. Va anche detto che su chi parteciperà ai due tornei a New York ci sono molti dubbi dovuti alla quarantena di ritorno. Purtroppo è già arrivata la rinuncia di Rafael Nadal che ha deciso di giocarsi le sue fiches tutte su Parigi, oltre all’assenza di Federer infortunato. Il timore è che le rinunce possano fioccare nei prossimi giorni ed azzoppare ulteriormente questi tornei.

Quel che è certo è che bisogna ripartire, al di là della nostalgia per il tennis degli appassionati, c’è il forte rischio che ci sia poco tennis in futuro e pochi tornei disposti ad organizzarsi. Oltre al fatto che uno sport che sparisce dai radar per molto tempo non si fa una grande pubblicità.

Rimaniamo in attesa, sperando in buone novelle.

 

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