Australian Open: i 10 momenti più memorabili di sempre

[tps_title]IL SIGNORE DELL’ARENA[/tps_title]

1969, semifinali di singolare maschile. È la primissima edizione dell’Open australiano e Rod Laver si gioca l’opportunità di entrare nella storia contro Tony Roche dopo aver abbattuto in sequenza l’italiano Massimo Di Domenico e i due giocatori di casa Roy Emerson e Fred Stolle. Sotto un sole cocente i semifinalisti si sfidano in un match massacrante durato 5 set (nel secondo parziale si giocarono 40 games) e conclusosi per 7-5 22-20 9-11 1-6 6-3, punteggio che conduce “Rocket” alla finale con Andres Gimeno.

[tps_title]NAVRATILOVA vs EVERT ’81[/tps_title]

Ad oggi risulta quasi impossibile immaginare un’edizione dell’open del Pacifico senza plexicushion, eppure nel 1981 quello aussie, oltre ad essere l’ultimo Slam in calendario, si disputava sull’erba. È in questa cornice che si inserisce una delle rivalità più intense della storia degli sport individuali; quella tra Chris Evert e Martina Navrátilová. Con un record di ben 80 scontri diretti, di cui 60 avvenuti finale (14 negli Slam) queste due signore del tennis non potevano che occupare un posto d’eccezione in questa classifica. Tra i tanti match leggendari fra le due, ricordiamo qui il numero 45, il quarto a livello Slam. Pensate che questo epico testa a testa è stato definito dallo storico Steve Flink (autore del libro “The Greatest Tennis Matches of All Time”), insieme alla finale del Roland Garros del 1985, il match più significativo di sempre. A vincere fu la Navratilova, che portò a casa il primo Slam da cittadina americana e da icona gay dopo aver fatto coming out pochi mesi prima.

[tps_title]LA SQUALIFICA DI MCENROE[/tps_title]

Gennaio 1990, quarto turno di singolare maschile. Prima di Kyrgios c’era Jon McEnroe a portare scompiglio nel circuito. Lo statunitense, conosciuto in tutto il mondo per il suo temperamento, così come per i titoli nel palmares, si fa squalificare dal torneo per aver commesso tre violazioni durante il quarto set del match contro Mikael Pernfors. McEnroe, che al momento dell’espulsione non era a conoscenza del cambio regolamentare (fino all’anno prima erano quattro le violazioni necessarie per la squalifica) diventò il primo giocatore a dover abbandonare un torneo dello Slam per squalifica in 27 anni.

[tps_title]L’INONDAZIONE[/tps_title]

Gennaio 1995, a causa delle disastrose condizioni meteorologiche che anticiparono la finale femminile di doppio, un blackout manda in tilt il sistema di drenaggio della struttura allagando il campo centrale. L’inondazione si estese a ogni angolo di Melbourne Park costringendo gli organizzatori dello Slam ad operazioni di recupero che durarono fino al mattino seguente.

[tps_title]LE LACRIME DI SAMPRAS[/tps_title]

Gennaio 1995, vigilia dei quarti di finale di singolare maschile. Tim Gullikson, coach di Pete Sampras, collassa a terra colpito da un infarto. Non si tratta del primo episodio da quando gli è stato diagnosticato un tumore al cervello nel dicembre del 1994, questa volta, però, il malore gli è fatale. La notizia fa il giro del mondo in poche ore, Sampras è sotto shock. Il giorno seguente lo statunitense detentore del titolo decide di scendere in campo comunque per affrontare Jim Courier, avversario, connazionale, amico. Pete appare deciso, durante il match, piazza addirittura 37 ace. Tutto procede normalmente fino a quando un tifoso, per incitarlo, gli grida: “Vinci per il tuo coach!”. A quel punto Sampras scoppia in lacrime ripensando forse a tutti i momenti trascorsi insieme a Tim, sotto la cui ala protettiva aveva vinto quattro prove dello Slam, diventando il numero uno. Sampras, tra una lacrima e l’altra uscirà dal campo vittorioso e raggiungerà la finale in quell’edizione.

[tps_title]SISTER ACT[/tps_title]

Gennaio 2003, nella finale del singolare femminile si affrontano Serena e Venus Williams. La sorella minore s’impone per 7-6(4), 3-6, 6-4 e completa il cosiddetto “Serena Slam” diventando la quinta donna della storia a vincere i quattro tornei dello Slam consecutivamente. In quell’occasione le sorelle Williams disputarono la quarta finale Slam di fila con Serena vincente nel minimo dei parziali al Roland Garros (2002), a Wimbledon (2002), all’US Open e al già citato major australiano.

[tps_title]LA PRIMA VOLTA DI NOLE[/tps_title]

Gennaio 2008, Novak Djokovic (21 anni) decide di iniziare la sua stagione direttamente all’Australian Open. Il serbo arriva clamorosamente in finale senza perdere un set, abbattendo in sequenza ostacoli quali: Benjamin Becker, Simone Bolelli, Sam Querrey, Lleyton Hewitt, David Ferrer ed il defending champion Roger Federer. All’atto decisivo trova l’outsider del torneo, Jo-Wilfried Tsonga (nessun titolo ATP al tempo). Al termine di un primo set travagliato, il nativo di Belgrado riesce a girare il match a suo favore e chiude tutto al tie-break del quarto parziale per 4–6, 6–4, 6–3, 7–6(7–2). È il primo titolo del Grande Slam per Djokovic.

[tps_title]LA LEONESSA NELLA STORIA[/tps_title]

24 gennaio 2011, c’è anche un’italiana fra i momenti più memorabili della storia degli Australian Open, si tratta di Francesca Schiavone. Durante il match di quarto turno, la leonessa si batte per quasi cinque ore contro la russa Svetlana Kuznetsova. È record per il match più lungo nella storia degli Slam in gonnella. La milanese la spuntò esattamente in 4 ore e 44 minuti per 16-14 al terzo set annullando ben 6 match point.

[tps_title]LEGGENDE A CONFRONTO[/tps_title]

8 gennaio 2014, durante l’evento organizzato dalla Roger Federer Foundation si assiste ad un incontro che rimarrà per sempre negli annali dello sport. Il diciassette volte campione Slam Roger Federer ed il leggendario Rod Laver si esibiscono dianzi a un pubblico di 14mila spettatori all’interno dell’arena intitolata all’ex-tennista che nel 1969 riuscì nell’impresa di completare due volte il Grand Slam.L’incontro è stato realizzato anche per festeggiare il decimo anniversario da quando Federer divenne per la prima volta numero uno, vinse il primo dei suoi quattro Australian Open e fondò la sua associazione. Nel corso della serata vengono raccolti circa un milione di dollari.

[tps_title]FAREWELL RUSTY[/tps_title]

21 gennaio 2016, la corsa al titolo di Lleyton Hewitt si arresta al secondo round, e così anche la sua carriera. “Rusty” è chiamato a deporre le armi, 6-2 6-4 6 4 lo score finale, un boato rimbomba nell’aria e l’australiano non contiene le lacrime. Cori e applausi accompagnano Hewitt verso il net. Dall’altro lato c’è David Ferrer, giustiziere del più giovane numero 1 al mondo (19 novembre 2001, appena 20 anni, ha trascorso 75 settimane al top del ranking). Hewitt ha debuttato nel Major nel 1997, aveva soltanto 15 anni. Quattordici anni e due Slam più tardi (US Open 2001, Wimbledon 2002), il nativo di di Adelaide saluta il tennis alla 20esima partecipazione all’Australian Open.

Di Arianna Nardi

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