Dall’anno scorso sono cambiati tutti

Dall’anno scorso sono cambiati tutti

Nessun tennista che lo scorso anno è arrivato in finale in uno Slam è riuscito a confermarsi anche nel 2017. Le NextGen sono già alla finestra con panorama sugli US Open.

di Jacopo Crivellari, @JacoCrivellari

Era solo l’anno scorso eppure sembra essere passato un secolo. Nel 2016 Claudio Ranieri vinceva la Premier League con il Leicester compiendo la più grande impresa nella storia del calcio moderno, l’Inghilterra votava per la brexit e Donald Trump veniva eletto Presidente degli Stati Uniti d’America. E poi ancora, il Portogallo vinceva gli Europei e gli Stadio il festival di Sanremo. Per dirne un’altra, i finalisti degli Slam del 2016 erano tutti diversi rispetto a quelli di quest’anno. Ebbene si: se dal 2015 al 2016 il cambiamento era stato meno evidente grazie alla costante (quasi fissa) Djokovic, nell’anno corrente il serbo non ha partecipato a nessuna delle finali Slam disputate, e non lo farà neanche a Flushing Meadows visto il suo annunciato forfait per guai fisici. Ma andiamo con ordine.

Nel 2016 a vincere gli Australian Open era stato proprio Novak Djokovic che, saldissimo al numero uno del mondo, aveva disputato la finale contro Andy Murray. Quest’anno il serbo è stato eliminato al secondo turno dalla Wild Card uzbeka Denis Istomin in cinque set, mentre il finalista inglese è riuscito a raggiungere solo il quarto turno, in cui ha perso da Mischa Zverev. All’ultimo giorno del torneo ci sono arrivati Roger Federer e Rafael Nadal, ed ha trionfare è stato lo svizzero, che ha iniziato a costruirsi l’aura di immunità dal panta rei in cui sembra essere tuttora immerso.

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L’ edizione 2016 dell’Open di Francia vide ancora Djokovic e Murray come finalisti (e anche in questo caso vinse Nole), mentre nel 2017 i due hanno perso rispettivamente da Thiem ai quarti e da Wawrinka in semifinale. Il vincitore del Roland Garros di quest’anno è stato Rafa, battendo in finale proprio Stanimal, che alla seconda domenica di Parigi era già arrivato nel 2015.

Anche trasferendoci sui verdissimi prati di Wimbledon, nel 2017 ci siamo ritrovati con una finale tutta nuova rispetto a quella del precedente luglio: a dominare la scorsa edizione fu Andy Murray, che battè in finale uno scintillante Raonic. Quest’anno il campione in carica ha forzatamente abdicato ai quarti contro Querrey anche a causa dei problemi all’anca, e anche il canadese è stato battuto ai quarti in tre set da Roger, che avrebbe poi vinto il torneo in finale contro Marin Cilic.

Murray triste

Manco a dirlo, anche gli US Open avranno una finale con dei protagonisti nuovi rispetto allo scorso anno, quando ad arrivarci furono Wawrinka e Djokovic che quest’anno lo Slam newyorkese non lo giocheranno nemmeno.

Tutti questi dati ci danno dei segnali importanti, oltre a quelli che già conosciamo (e cioè che dai Fab Four per il momento non si scappa, a parte alcune sporadiche ottime prestazioni di top ten come Wawrinka, Raonic e Cilic), anche sulle NextGen, che in questo periodo di continui mutamenti potrebbero inserirsi in uno Slam bloccando il ricircolo dei soliti noti, e dando così inizio quasi definitivamente alla nuova era del tennis. Magari già dagli US Open.

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  1. Danilo Pomponio - 3 anni fa

    Con il ritiro anche di Milos, vedo Federer avanti! MOLTO AVANTI! Nole deve aspettare ancora un bel po’!

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    1. Consuelo Fabbri - 3 anni fa

      Nooo non molto

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    2. Danilo Pomponio - 3 anni fa

      Mah!

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    3. Consuelo Fabbri - 3 anni fa

      Vedrai. …

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  2. Consuelo Fabbri - 3 anni fa

    Noleeeeeeee tornerà più forte di prima !!

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