Wimbledon preview: Federer vs Djokovic, la finale delle finali

Al termine della finale della scorsa edizione dei Championships tra Djokovic e Federer, ancora estasiati ed increduli, non potevamo fare a meno di subissarci di domande, gia’ consci di quanto l’esperienza ultraterrena appena vissuta fosse inarrivabile ed irripetibile. In fondo fa parte della natura dell’essere umano, la capacità di mutilare un piacere supremo in corso per cominciare a rimpiangerlo, ancor prima che esaurisca la sua benefica scia.
Ci sarà vita oltre questa partita? Riusciremo ancora toccare certe vette del piacere? D’ora in poi potremo vedere un incontro di Raonic senza essere dominati dai conati di vomito?
Questi gli interrogativi che ci hanno angustiato per 364 giorni. Nel corso di questo arco temporale ci siamo arrabattati in svariati modi, ognuno all’affannosa ricerca di una diversa fonte di appagamento.
Palliativi, surrogati ed emozioni consolatorie, questo ci ha garantito il tennis nel corso dell’ultimo anno. Ci siamo anche divertiti, a tratti persino esaltati, ma in noi ormai si era sedimentata un’insuperabile rassegnazione tennistica.
Questo arcipelago di amarezze e frustrazioni però sta per essere polverizzato.Tra poche ed interminabili ore potremo nuovamente sgranare le pupille innanzi alla più incontestabile dimostrazione della superiorità del gioco del tennis rispetto a qualsiasi altro diletto esistenziale (fatta eccezione per un paio di posizioni del Kamasutra e la Sacher Torte).

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Federer e Djokovic ripartono da dove si erano lasciati. E’ vero, nel frattempo si sono incontrati altre volte, ma la sfida tra il serbo e lo svizzero sul centrale dell’All England Club fa storia a se. Fa storia e basta.
Sarebbe pleonastico ripercorrere le tappe che hanno consentito ai due di ritrovarsi sul luogo del deliquio, a beneficio dei più distratti però provvederemo ad un succinto sunto del percorso dei due protagonisti.
Senza voler sottrarre meriti a Federer si può dire che il torneo dello svizzero sia iniziato in semifinale. Sembra un’affermazione paradossale ma non si discosta molto dalla realtà. Il numero due del mondo già in partenza sapeva di poter contare su un tabellone ammiccante, le cui principali insidie si annidavano all’altezza dei quarti di finale. La prematura eliminazione di Berdych ha garantito al pluridecorato un ulteriore turno di quiete.
Nel corso delle prime cinque esibizioni Roger ha devoluto un solo set ai più disagiati rivali. Il beneficiario di questo commovente slancio filantropico è stato l’australopiteco Groth.
Dicevamo della semifinale, ovvero la partita più attesa dall’istante in cui si è delineato il tabellone, quella con il dolente Murray.

Il match si presentava all’insegna dell’equilibrio assoluto, il cui esito sarebbe stato determinato da minuzie e sfumature. Ciò che è andato in scena sul centrale di Wimbledon, in realtà, è stata una dimostrazione di sfavillante superbia tennistica da parte dello svizzero, capace di mortificare Murray con infinita grazia ed incessante perfidia.
Il cammino di Djokovic, almeno alla vigilia, si presentava  altrettanto accomodante. Il precoce infortunio di Nishikori, suo papabilissimo avversario nei quarti, lo ha reso più soffice di un Marshmallow. Proprio quando il serbo pensava di poter raggiungere la finale con il minimo sforzo possibile il demone di Wimbledon ha pensato bene di regarargli un’escursione all’inferno. Negli ottavi Nole si è trovato sotto di due set contro Kevin Anderson, solitamente remissivo nei confronti di avversari più quotati. Nell’occasione invece il sudafricano ha trascinato Novak in un abisso dal quale il serbo è uscito solo grazie ad un’infinita pazienza, in attesa che l’emotivo Anderson si facesse logorare dalla propria impreparazione mentale.

Superata questa gogna Djoker ha ritrovato serenità e baldanza, infliggendo un parziale di tre set a zero sia a Cilic che a Gasquet.
I corposi precedenti comprovano l’equilibrio vigente tra i due: 40 sfide, 20 vittorie di Federer e 20 di Djokovic.
Come già illustrato però domani non conteranno i precenti, non conteranno le fatiche accumulate, non conterà il passato.
Domani si aprirà un nuovo capitolo della più autentica ed appassionante rivalità del tennis contemporaneo. Noi siamo pronti a farci mozzare il fiato senza tregua, loro sono pronti a procurarci l’ennesima assuefazione tennistica.

Centre Court
3:00pm

Gentlemen’s Singles – Final

Novak Djokovic (SRB) <1>
v
Roger Federer (SUI) <2>

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