Wimbledon2014: Chi ha vinto, chi vince, chi non convince…

Tennis. Eccoci, come ogni anno, all’emozionante curatissima erbetta di Wimbledon. Detta così potrebbe risultare quasi uno scherzo, ma dietro alla storia di questa superficie possiamo trovare tanti interrogativi così come poche relative risposte. Spiego meglio: ormai a parlare di “green grass” ed a reclamare spettacolo siamo diventati tantissimi, chi con malcelata nostalgia, chi con ancora qualche speranza di vedere la situazione cambiare, anche se ad ora i segnali sembrano pochi e male assestati.

Mancano le idee per rilanciare quello che, per definizione, è il tennis più spettacolare e variegato al mondo, e se per il 2016 arriverà Maiorca con un nuovo step pre-Championships, nelle realtà più provinciali, così come nazionali in generale, un po’ manca la programmazione per un tennis a 360°, sostenibile e fruibile, senza che l’erba sia necessariamente sinonimo di iniquità per per le tasche di chi la richiede e di chi la dovrebbe offrire, non tralasciando il fattore prettamente tecnico del caso.

Se non si arriva preparati alle poche prove sul verde, si rischia di lasciare per strada quelle parti di preparazione, fisica e tecnica, necessarie ad un completamento della figura professionale del tennista professionista, con conseguente indebolimento di tecnica e fantasia, per semplificare, e naturale evoluzione al “tennis dei robot”, il quale spettro aleggia da qualche tempo sui campi di tutto il mondo.

Poche opportunità, poco spettacolo, molti rimpianti e arrivederci al prossimo anno, come peggio non potrebbe essere. Per quest’anno, comunque, possiamo ancora contare su qualche prestigiatore della vecchia guardia, capace eccome di giocarsela su erba così come di stupire noialtri piazzati dietro ad un televisore.

Le teste di serie sono ormai di pubblico dominio e i commenti al riguardo si sprecano, con “quello/a” troppo su e “quell’altro/a” troppo giù. Cabala e accoppiamenti a parte (faremo i conti con loro a tempo debito!), resta da capire chi si potrà davvero imporre in questo terzo Slam stagionale, con le mancanze dei principali rivali ed i propri meriti, con uno sguardo d’eccezione a chi vive di erba da ormai qualche anno.

ATP: Chi crede al Murray-bis? E gli altri come stanno?

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A mio avviso è sacrosanta la scelta di mettere al N.1 Novak Djokovic, tutta un’altra cosa rispetto al “solito” Rafael Nadal di bianco vestito, così come sono giuste le valutazioni in merito agli “inseguitori” subito sotto al podio. Partendo dall’alto, il serbo sembra in forma, decisamente in grado di recitare il ruolo da protagonista che non gli è calzato ai French Open, mentre Nadal, convinti che non si arrenderà ad un altro Darcis, non dovrebbe rappresentare una seria minaccia visto come si è modificato il suo gioco dopo i vari infortuni tra schiena e ginocchio.

Sir Andy Murray, dopo la vittoria nella scorsa edizione, non avrà sicuramente le stesse pesanti pressioni da orgoglio britannico, ma dovrà sicuramente imporre il proprio gioco da top per non perdere terreno in classifica e per confermare quanto di buono fatto fin qui dopo l’operazione dello scorso novembre.

Se per Roger Federer il sogno è l’ottava coppa dorata, l’ennesima vittoria ad Halle non convince comunque a tal punto da vederlo come uno dei favoriti, anche perché sono ormai note le difficoltà del “Maestro” elvetico sui 5 set. Chi più chi meno, tra la forma non ottimale di David Ferrer e la febbre di Stan Wawrinka, gli altri sembrano tutti destinati ad un torneo tutto in salita che come spesso è accaduto potrebbe lasciare spazio a delle sorprese provenienti dal basso.

Ps. Sarebbe stato l’anno di Del Potro, fidatevi.

CHI POTREBBE STUPIRE:  

Tomas Berdych <6>

Grigor Dimitrov <11>

Ernests Gulbis <12>

Joao Sousa

Lukas Rosol

Marinko Matosevic

Steve Johnson

Dustin Brown

 

CHI POTREBBE DELUDERE:

Milos Raonic <8>

Richard Gasquet <13>

Jo-Wilfried Tsonga <14>

Mikhail Youzhny <17>

Vasek Pospisil

Nicolas Mahut

WTA: Sarà “Serena-Schiacciasassi”? Le ex-iridate troveranno la strada perduta?

Così, a naso, i Championships dovrebbero parlare la lingua di Serena Williams, che già qualche titolo in bacheca ce l’ha, anche se le incognite sono tantissime come ad ogni edizione: tornerà la Li in forma? Cosa ci proporrà l’incognita-Halep? E le altre ex di lusso?

Già, quelle che in altre situazioni avremmo definito assolute outsiders quest’anno potrebbero dire tranquillamente la loro, affidandosi ad una consapevolezza ritrovata o alla forza della propria continuità di gioco e di risultati.

Parliamo di Petra Kvitova, campionessa nel 2011, che se di mente sgombra potrebbe fare di tutto e di più, o di Maria Sharapova, fresca vincitrice del RG e regina a Londra nel lontano 2004, che ha buone probabilità di centrare il bersaglio grosso, Sabine Lisicki a parte (la tedesca è solita eliminare le campionesse in carica agli Open di Francia, come Kuznetsova, Li, Serena Williams e proprio la Sharapova). Si cercano conferme anche da Aga Radwanska, che proprio 12 mesi fa aveva l’occasione di sfruttare un tabellone orfano delle grandi favorite, così come da una Victoria Azarenka al rientro e dalla ritrovata Ana Ivanovic, campionessa senza riserve a Birmingham e scheggia impazzita del seeding.

CHI POTREBBE STUPIRE: 

Petra Kvitova <6>

Ana Ivanovic <11>

Eugenie Bouchard <13>

Caroline Wozniacki <16>

Garbine Muguruza <27>

Shuai Zhang

Tsvetana Pironkova

Camila Giorgi

Barbora Zahlavova-Strycova

Madison Keys

 

CHI POTREBBE DELUDERE:

Jelena Jankovic <7>

Samantha Stosur <17>

Lucie Safarova <23>

Klara Koukalova <31>

Bojana Jovanovski

Monica Puig

Heather Watson

Belinda Bencic

Donna Vekic

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