Wta Finals: il meglio e il peggio del day 2

Wta Finals: il meglio e il peggio del day 2

Due partite giocate sul filo della tensione. I crolli di Naomi Osaka e Angelique Kerber. Sloane Stephens discontinua ma efficace. Kiki Bertens irriducibile combattente. Il meglio e il peggio del day 2 delle Wta Finals di Singapore.

di Monica Tola

Vietato fare pronostici. Anche la giornata odierna a Singapore ha decretato due risultati a sorpresa. Sloane Stephens si è imposta su Naomi Osaka e Kiki Bertens ha superato in rimonta Angelique Kerber. Stephens e Bertens guidano il Gruppo Rosso ed entrambe hanno ceduto un set.

Quella tra Naomi Osaka e Sloane Stephens era una sfida dal grande valore simbolico. Una di fronte all’altra le campionesse delle due ultime edizioni degli Us Open e le giocatrici che quest’anno si sono spartite i Premier Mandatory dello swing americano Indian Wells-Miami. Un confronto però inedito in quel di Singapore, dato che per entrambe si trattava del primo match in carriera alle Wta Finals. Probabilmente, anzi certamente, ne vedremo altri negli anni a venire, ma oggi a farla da padrona è stata la tensione. La nipponica e la statunitense, oltre che in una partita di tennis, si sono ritrovate a confrontarsi un una difficile guerra di nervi. Lo spettacolo ne ha risentito e parecchio. Errori su errori da una parte e dall’altra con entrambe le giocatrici che si sono ben espresse a sprazzi. Primo tiratissimo set a parte, i momenti migliori di Naomi Osaka hanno coinciso con i peggiori di Sloane Stephens e viceversa. La tennista giapponese, che nel primo parziale non riusciva a tenere una risposta in campo, è comunque rimasta in scia. Aggrappata al servizio, perlomeno quando ha funzionato, ai frangenti nei quali l’esplosività dei colpi dava i suoi frutti e ai gratuiti di Sloane Stephens ha retto fino al 5-5. Poi la volata finale della statunitense. Sloane Stephens, però, anche se ha perso in malo modo il secondo set, non ha mai dato l’impressione di poter rimediare una sconfitta. Chiederle continuità è troppo, viste le caratteristiche della campionessa di Flushing Meadows 2017, ma oggi Sloane ha mostrato  l’innata capacità di trovarsi nel punto giusto al momento giusto, la grazia nei movimenti e la sagacia tattica che le permettono di leggere in anticipo le mosse delle avversarie. Ed è con quelle doti che ha spento la (poca) esuberanza della odierna Osaka. La tennista giapponese ha sofferto tantissimo le variazioni della Stephens: l’alternanza di rasoiate in slace, a palle alte e profonde, le progressioni che hanno prodotto accelerazioni devastanti. Il rovescio lungolinea della Stephens è stato quel valore aggiunto che ha permesso alla numero 6 del mondo di ottenere vincenti rapidi. Naomi Osaka è sparita dal campo nel terzo set, che sarebbe potuto finire con un impietoso bagel. Per l’intero incontro ha spesso parlato in negativo il linguaggio del corpo della tennista giapponese. E’ stata una giornata difficile per entrambe, per Naomi ancor più. La grande sconfitta di questo day 2 è senza ombra di dubbio Angelique Kerber. Arrivata a Singapore con grandi ambizioni e con la ghiotta opportunità di far partire l’assalto alla vetta del ranking, la tedesca ha peccato di presunzione. Ha passeggiato fino al 6-1, 2-0 infierendo su una impietrita Kiki Bertens che non ne azzeccava una. La tennista di Brema, per nove giochi ha fatto il bello e il cattivo tempo, allungando sadicamente gli scambi anche quando aveva a disposizione un varco ampissimo per chiudere. La Kerber avrebbe dovuto prevedere che l’olandese qualche modifica tattica prima o poi l’avrebbe apportata. E’ stato sufficiente che Kiki Bertens smettesse di stare a ribattere da fondo per far girare completamente la partita. La ex numero 1 si è fatta spiazzare dalle traiettorie alte, i rovesci slice tesissimi, le smorzate, dai vincenti tirati a tutto braccio. Sempre più cacciata fuori dal campo e spedita nei teloni, Angelique Kerber ha subito lo show della numero 9 Wta. Dal baratro al terzo set, il cambio di passo di Kiki Bertens è stato destabilizzante per la Kerber. Un terzo set agonisticamente combattutissimo, privo di logica e schemi. Sette break consecutivi, con la Bertens raggiunta per tre volte. La tennista olandese ha accettato nel terzo parziale la sfida su ogni singolo quindici e la sua è una vittoria che vale due volte. Dopo un avvio disastroso ha mostrato le grandi capacità nel gioco di tocco e, soprattutto, ha punito la Kerber sul suo terreno preferito: la lotta fino allo sfinimento.

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  1. Giuliana Cau - 1 anno fa

    Avevo dato uno spiraglio a Stephens ed, in effetti, ha meritato la vittoria perché è stata più lucida e matura nel gestire gioco ed emozioni. Su Kiki non avevo dubbi che non avrebbe mollato, è una combattente che va ridimensionata subito. Superato il black out per il debutto, ha dato una lezione di Tennis alla Kerber, lontana parente della semifinalista degli AO e del trionfo di Wimbledon.

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    1. Monica Tola - 1 anno fa
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    2. Giuliana Cau - 1 anno fa

      Non è colpa nostra se le favorite, alla prova del nove, se la fanno addosso

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    3. Monica Tola - 1 anno fa

      Giusto

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    4. Giuliana Cau - 1 anno fa

      Monica ovviamente domani cambierà di nuovo tutto; mica siamo in Atp dove, a turno, i magnifici tre si danno il cambio per la vetta 😉 Dimitrov, per lo scorso anno, deve ancora accendere 8 ceri alla Madonna di Lourdes

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    5. Monica Tola - 1 anno fa

      4 su quattro, tutte contro pronostico. Non male

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    6. Giuliana Cau - 1 anno fa

      Monica speriamo. Sono stufa di rimetterci la reputazione, per colpa della loro volubilità

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    7. Monica Tola - 1 anno fa

      Ahahahah

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