Wta Finals: il meglio e il peggio del day 7

Wta Finals: il meglio e il peggio del day 7

La quarta vittoria su quattro match di Elina Svitolina e Sloane Stephens. L’ottimo bilancio di Kiki Bertens. Il crollo di Karolina Pliskova. Il meglio e il peggio del day 7 delle Wta Finals di Singapore.

di Monica Tola

Un anno fa, mentre Elina Svitolina faceva la sua fugace e impalpabile apparizione alle Finals, Kiki Bertens meditava il ritiro. A dodici mesi di distanza i destini delle due giocatrici si sono incrociati a Singapore. Per Elina Svitolina una vittoria che vale il rilancio dopo una stagione opaca e complicata. Kiki Bertens, che ha lottato e giocato alla pari fino all’ultimo, ha ottenuto la consacrazione e dimostrato di aver preso la decisione più giusta: proseguire per dare la svolta a una carriera che ancora non le aveva riservato le meritate soddisfazioni. Il duro lavoro sul servizio e sulla ricerca della condizione atletica ottimale sono la chiave dell’ascesa di Kiki Bertens, che si è conquistata un posto nei quartieri alti del tennis e il rispetto di tutte le colleghe, consapevoli di avere a che fare con una avversaria insidiosissima. Qualche considerazione, nonostante mai abbia rischiato di uscire dalla top 10, la merita anche la ritrovata Elina Svitolina. Accreditata alla vigilia delle Finals di una fiducia generale prossima allo zero, ha smentito tutti. La ventiquattrenne di Odessa ha trovato il compromesso tra il fisico esile e il proprio tennis: si muove meglio, si stanca meno e ha sopperito al rischio di perdere peso e incisività dei colpi con un gioco più aggressivo. Con i piedi ben piazzati dentro il campo si è presentata anche oggi e dopo due ore e 38 minuti di lotta su una mai doma Kiki Bertens, ha messo il sigillo sulla finale che domani la opporrà a Sloane Stephens. A passare sono state le tenniste che hanno vinto tutte le partite e, in controtendenza rispetto alle ultime edizioni delle Wta Finals, la Maestra del 2018 sarà colei che avrà portato a casa 5 match su 5.

Elina Svitolina-Kiki Bertens
Elina Svitolina-Kiki Bertens

Tornando a Svitolina-Bertens, un applauso a entrambe per aver regalato una partita ricca di capovolgimenti di fronte e in discussione fino a quando l’ucraina ha sollevato le braccia al cielo. Una affermazione meritata perché ha vinto la più solida. Kiki Bertens ha fatto e distrutto, al contrario della Svitolina che ha superato tutti i momenti di sbandamento. Tanti gli errori: 104 in totale, dei quali ben 63 commessi dall’olandese, letteralmente crollata a fine primo set, tornata in partita nel secondo, pasticciona nel terzo. Sbavature a parte è stato un confronto non solo di nervi ma anche tattico. Variazioni, lunghe sfide sulle diagonali per stringere sempre più gli angoli o trovare un varco per chiudere con il cambio in lungolinea. Su questo fronte, chi ha iniziato peggio è stata Kiki Bertens. Troppo frettolosa, l’olandese ha perso le misure insieme al primo set. Sfondando con servizio e dritto la Bertens è andata a prendersi il secondo parziale, prima dominato e rimesso in discussione per quella fragilità emotiva che a fine partita le è stata fatale e le ha fatto sbagliare le cose più semplici proprio con il suo colpo migliore.

Karolina Pliskova-Sloane Stephens
Karolina Pliskova-Sloane Stephens

Tutt’altra storia è stata la semifinale tra Sloane Stephens e Karolina Pliskova. Due partite parallele, nello stesso match. Quando la ceca è stata perfetta, la campionessa di Flushing Meadows 2017 non era ancora pervenuta in campo e viceversa. Karolina Pliskova è stata ingiocabile nel primo set. Non è stato semplicemente il bagel rifilato a una Stephens spenta e incapace di trovare le contromisure al dilagare dell’avversaria ad impressionare, ma il parziale-capolavoro disputato da Karolina Pliskova. Alla ex numero 1 è riuscito tutto nei 33 minuti di dominio incontrastato e irrefrenabile del primo set, durante i quali si sono visti i risultati del lavoro svolto con Rennae Stubbs, la ex tennista australiana che da qualche mese segue la Pliskova. Rennae Stubbs è stata una grande doppista e sta convincendo la Pliskova a mettere in pratica per intero le proprie potenzialità. Non solo servizio, potenza e chiusure rapide da fondo, ma anche variazioni di ritmo, senso della posizione a rete e tocco. La tennista ceca ha spiazzato Sloane Stephens, proiettandosi a rete alla prima occasione. La statunitense ha vissuto un set da incubo, nel quale si è ritrovata l’avversaria ovunque e pronta a rubarle il tempo per poter organizzarsi e reagire. Karolina Pliskova si è spenta all’improvviso sul 6-0, 2-0 e 40-15 sul proprio turno di servizio. Sono state sufficienti due ottime risposte dell’americana, per rimescolare le carte in tavola e invertire le gerarchie sul campo. Per una Stephens che ha preso fiducia ed è riuscita a manovrare e muovere il gioco, una Pliskova irriconoscibile. La ceca, arrendevole, ha arretrato con i piedi e dall’esterno del campo non è riuscita a impensierire una Stephens scatenata. La statunitense è stata devastante con le accelerazioni in progressione e si è mossa con l’innata grazia che le permette di leggere in anticipo le mosse delle avversarie, per trovarsi sempre nel punto giusto. Sempre più rigida sulle gambe e a corto di energie Karolina Pliskova a testa china ha incassato. Anche nel punteggio. Uno score di 12 giochi a 3 dal punto di rottura fatale, scattato sul 6-0, 2-0.

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  1. Giuliana Cau - 11 mesi fa

    A volte mi chiedo come sia possibile perdere un match così. Pliskova dal punto di vista mentale non vale minimamente la classifica che ricopre. Non poteva non aspettarsi una reazione dell’avversaria, quindi doveva solo cercare di vincere anche soffrendo. Sconfitta assurda, Stephens però brava.

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    1. Monica Tola - 11 mesi fa

      È discontinua anche nel gioco. Magari regge per un set, la Stubbs predica a vuoto ricordandole che non si gioca solo di braccio e con le gambe rigidissime e ricomincia a farlo. Stephens che invece quanto a movimenti non ha proprio problemi. Sembra lenta. Sembra. Invece recupera immediatamente la posizione e ha una sagacia tattica tale da leggere il gioco delle avversarie. Prevedo una finale lunga, domani

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    2. Giuliana Cau - 11 mesi fa

      Sicuramente sì; Svitolina non mollerà un punto e quando Sloane sembrerà sull’orlo del baratro metterà il turbo.

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