L’impossibile salvataggio degli Internazionali d’Italia 2020

L’impossibile salvataggio degli Internazionali d’Italia 2020

La FIT tenterà il tutto per tutto per salvare il torneo, ma prima o poi si dovrà arrendere all’evidenza e rimborsare gli appassionati.

di Edoardo Iuretich, @Edo_the_real

Da una parte il torneo di Madrid sulla cui homepage recita la scritta “the 2020 Mutua madrid open will not take place because of covid -19 “ con annesse email già inviate per il rimborso dei biglietti. Dall’altra c’è Roma che sul suo sito scrive un generico “tennis sospeso fino al 7 di giugno” e che di rimborso dei biglietti ancora non ne parla . Roma non si arrende e vuole in qualsiasi modo salvare il torneo a costo di giocarlo in estate o altrove.

Chiariamo subito il discorso e diciamo che è tutto comprensibile e giustificabile. Chi non farebbe di tutto per salvare un torneo che permette alla FIT una dozzina abbondante di milioni di euro di incasso. Ci si prova, si crede nell’impossibile. “Credo quia absurdum” diceva Tertulliano per sostenere con convinzione un qualcosa che va contro la ragione. Forse però un po’ di onestà non guasterebbe e bisogna essere sinceri e dire che il torneo di Roma , come i precedenti quattro master 1000, nel 2020 non ci sarà. Non ci sarà perchè ora lo sport non esiste, non può esistere e non ci sarà perchè programmare o rischeludare ,come dicono i fanatici degli inglesismi, al giorno d’oggi non è possibile.

La stagione tennistica 2020 è appesa ad un filo sempre più sottile. Per il momento è stato cancellato tutto da Indian Wells fino al 7 giugno, escludendo la magata del Roland Garros spostato senza chiedere niente a nessuno al 20 settembre. I francesi hanno preso tempo e si sono accaparrati lo spot di calendario prima che ci arrivi qualcun altro e chissene frega se teoricamente c’è lo US Open poco prima . Questa mossa di Parigi ha spiazzato totalmente l’ATP che è stata praticamente costretta a cancellare tutta la stagione sulla terra. Anche qui ci sentiamo di dire che questa mossa disperata della federazione francese è comprensibile, anche se nasconde una gran dose di egoismo e menefreghismo verso gli altri tornei. Molto più utile sarebbe stato sedersi attorno ad un tavolo e ristrutturare il calendario.

Ma dove vuole infilarsi Roma?

Non si sa ed impossibile saperlo. Premesso che sarà molto complicato che il tennis possa ripartire il 7 giugno. Lo vorremmo tutti , ma pensare tra due mesi e mezzo di essere in campo in Germania ,dove la curva del Coronavirus ricalca perfettamente quella dell’Italia di 8-10 giorni fa, è veramente da pazzi. Ma facciamo finta che il virus miracolosamente verrà sconfitto in maniera definitiva, l’ATP sarebbe chiamata ad una ristrutturazione totale del calendario. Probabile che l’obiettivo sia tenere in piedi i grandi tornei , quindi gli slam e poi via via gli altri, ma è possibile possano aprirsi diverse discussioni e non dimentichiamoci delle Olimpiadi che ancora i giapponesi vogliono salvare nonostante tutto remi contro e la cancellazione sarebbe l’ipotesi più ovvia.

 

 

Ci rendiamo conto di parlare di “aria fritta” e pure con olio di scadente qualità. Occuparsi di queste cose nel bel mezzo di una Pandemia è alquanto inappropiato.

Roma però non si vuole arrendere ed anche importanti quotidiani sportivi e siti online suggeriscono fantasiose ricollocazioni in estate o in autunno , addirittura un cambio di sede per quest’anno. Ipotesi che probabilmente Binaghi e co stanno cercando di capire se sono realizzabili.

Sembra onestamente un esercizio abbastanza inutile e forse sarebbe meglio seguire l’esempio di Madrid e di Montecarlo prima. Scrivere che il torneo è cancellato e far partire  le mail con le istruzioni per il rimborso dei biglietti , evitando mezzucci poco lusinghieri (stile 2019 con la giornata cancellata) per lucrare sulle spalle dei poveri appassionati che hanno speso quattrini per veder il torneo.

E i 13 milioni d’incasso? Andrebbero persi. Pazienza, ci stiamo perdendo tutti in questo momento quindi ci perderà anche la Fit.

Ieri (19 marzo 2020) oltre 4400 contagi e 427 morti in Italia. Il resto non conta.

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