Adel Nour, l’arbitro peggiore del circuito Atp

Durante il match Evans-Khachanov, il giudice di sedia Adel Nour ha commesso un errore incredibile, ma è solo l’ultimo di una lunga serie. Ecco chi è “l’arbitro più scarso” del circuito Atp.

di Antonio Sepe

Considerare gli arbitri del circuito Atp e Wta come semplici persone che stanno sedute su un seggiolone e giudicano se la palla sia dentro o fuori sarebbe quanto mai riduttivo. Con il tempo infatti, quegli uomini e quelle donne che si godono i migliori match di tennis dalla migliore postazione possibile sono diventati parte integrante della cornice di questo sport a tutti gli effetti. Per fare un esempio, è piuttosto raro trovare un appassionato di tennis che non conosca Mohammed Layhani, arbitro svedese che negli anni ha acquisito una popolarità incredibile a tal punto da firmare autografi e scattare foto con i fan durante i tornei (quando si poteva ovviamente) al pari dei giocatori. Purtroppo, però, non tutto il mondo dei giudici di sedia è rose e fiori, anche a causa di alcuni personaggi che non fanno bene a questa categoria.

Premessa: in quest’articolo non si vuole parlare male di una persona che non si conosce personalmente, ma si analizza semplicemente l’arbitro, basandosi sulle immagini e su ciò che trapela dai mezzi di comunicazione.

Coloro che prestano particolare attenzione a chi siede sul seggiolone durante i match lo avranno notato già da tempo, mentre i meno attenti probabilmente se ne saranno accorti solamente nell’ultimo periodo, quando gli errori sono diventati più gravi tanto da fare il giro del web. Stiamo parlando di Adel Nour, arbitro egiziano protagonista in negativo durante il match Evans-Khachanov, valido per i quarti di finale dell’Atp di Anversa. Nour ha infatti dato vita ad un clamoroso ovverule, correggendo il giudice di linea nonostante la palla fosse nettamente in. Khachanov ovviamente non ha preso bene la decisione ed ha invitato l’arbitro a riguardare insieme il punto dopo il match, finendo per perdere l’incontro ed andando su tutte le furie. Al di là di quest’errore madornale, ciò che non convince di Adel è il suo modo di relazionarsi con i giocatori. Come si evince dal video di seguito infatti, l’egiziano tenta di rassicurare Khachanov dicendo di aver visto la palla “this out“, senza provare ad ammettere il proprio errore, né a dare il beneficio del dubbio.

Un altro episodio che non è passato inosservato quando Adel Nour era sulla sedia è il brutto comportamento di Benoit Paire, che circa un mese fa a Roma durante il match contro Jannik Sinner ha dato il peggio di sé. Nonostante ci fossero gli estremi per (almeno) un warning, l’arbitro non è intervenuto in alcun modo, non redarguendo il francese per comportamento antisportivo e dimostrando oggettivamente poca personalità. Anche i commentatori televisivi hanno espresso il proprio dissenso, tanto che al termine del torneo, complici altri errori (tra cui un overrule inspiegabile durante il match Fognini-Humbert), l’ex tennista Paolo Bertolucci ha tuonato su Twitter: “In questo torneo di Roma ho potuto ammirare l’arbitro più scarso della storia tennistica: Adel Nour“.

Come se non bastasse, sul web è piuttosto semplice trovare filmati che evidenziano gli errori di Nour, specialmente nei tornei meno gettonati e dove la copertura televisiva non è sempre garantita. Nel video qui sotto pubblicato da “Tennis Advocate“, al minuto 13:11 si nota come Adel Nour scenda dalla sedia per controllare il segno ma giudichi male una palla abbondantemente out. La giapponese Nao Hibino, frustrata e impotente, non riesce a trattenere le lacrime e si lascia scappare un “E’ davvero terribile“. Nonostante il tentativo del giudice arbitro di tranquillizzarla, Adel decide di buttare altra benzina sul fuoco e le dà un warning per “condotta antisportiva”.

La pessima chiamata nel match di Khachanov potrebbe essere la goccia che farà traboccare il vaso e difficilmente passerà sotto traccia. Fatto sta che forse l’Atp sarebbe dovuto intervenire in anticipo visti i numerosi episodi controversi, magari anche per cercare di riconciliare un po’ due categorie come quelle dei giocatori e degli arbitri che si stanno allontanando sempre di più.

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