La Spagna e l’erba: un rapporto che va migliorando

La vittoria di Nadal sull’erba di Stoccarda sarebbe stato un evento straordinario in qualsiasi altro periodo del secolo scorso, se si considera la storia del tennis spagnolo. Dal titolo di Gimeno nel 72 al trionfo a Wimbledon di Rafa Nadal nel 2008 “erba” è sempre stato sinonimo di “utopia” nel tennis spagnolo. Una superficie disprezzata, o meglio, guardata con disprezzo perchè giudicata inespugnabile per quella che era la metodologia dello sport spagnolo.

Per vedere l’enorme differenza tra ieri ed oggi, basta osservare le statistiche di molti giocatori spagnoli di tutti i decenni a partire dal 1970. Manolo Santana vinse Wimbledon nel 1966, ma quando ancora non era arrivata l’era Open; Da Manuel Orantes, presente sia prima che dopo di essa, è sempre aumentato il numero di giocatori spagnoli iscritti a tornei su erba, soprattutto negli ultimi anni. La Spagna, dal 1968, ha ottenuto 9 titoli su questa superficie di cui 8 dopo il 2008, vinti da cinque giocatori, quattro dei quali ancora attivi. Il titolo di Gimeno ad Eastbourne nel 1972, infatti, è stato qualcosa di veramente sconvolgente, tenendo conto della differenza della mentalità spagnola sull’erba rispetto a quella degli altri paesi.

gimeno

Josè Higueras 3-3 (vittorie-sconfitte) / 0-0 (titoli-finali)
Juan Aguilera 2-2 / 0-0
Emilio Sanchez 4-10 / 0-0
Jordi Arrese 0-1 / 0-0
Sergio Casal 1-5 / 0-0
Javier Sanchez 3-8 / 0-0
Sergi Bruguera 5-5 / 0-0
Tomas Carbonell 6-11 / 0-0

Carlos Costa 3-5 / 0-0
Alberto Berasategui 0-2 / 0-0
Alex Corretja 4-7 / 0-0
Albert Costa 2-7 / 0-0
Felix Mantilla 5-10 / 0-0
Galo Blanco 1-6 / 0-0
Albert Portas 3-11 / 0-0
Fernando Vicente 5-12 / 0-0
Alberto Martìn 7-17 / 0-0

Da queste statistiche, si capisce come il tennis spagnolo non sia abituato a sentire l’erba sotto le scarpe. Dopo la terra europea in primavera, la Spagna arrivava a Wimbledon con molti assenti della sua federazione, senza un giocatore in grado di giocare con colpi piatti e veloci. Tra i giocatori più rappresentativi nella top 50 degli anni ’80 e ’90 molti di loro sono entrati in top 10 e top 5 e il team iberico arrivato a totalizzare 52 vittorie e 122 sconfitte sull’erba, senza titoli nè finali conquistati. Gli unici ad invertire la rotta sono, anche se debolmente, Moyà e Ferrero.

Carlos Moya 13-15 / 0-0
Juan Carlos Ferrero 30-19 / 0-0
Tommy Robredo 29-23 / 0-0
Fernando Verdasco 39-26 / 0-1
Nicolas Almagro 13-13 / 0-0

Il cambio radicale arriva con i migliori rappresentanti spagnoli all’interno del circuito, Rafa Nadal e David Ferrer. Assieme a loro Feliciano Lopez, l’unico portato ad un gioco più classico, che ha fatto sì che l’erba fosse un momento cruciale della stagione anche per la Spagna. Alcuni anni fa, Alex Corretja ha ammesso che il tennis iberico deve essere rivisto, dalle fondamenta alla metodologia, puntando sul servizio come arma principale di gioco.

Rafael Nadal 57-15 / 4-3
Feliciano Lopez 48-30 / 2-1
David Ferrer 39-17 / 2-0
Marcel Granollers 7-13 / 0-0
Pablo Andujar 0-12 / 0-0
Guillermo Garcia-Lopez 23-23 / 0-1
Roberto Bautista 10-4 / 1-0

Il cambiamento si è leggermente visto, dato che l’ultimo giocatore a trionfare sull’erba, prima di Rafael Nadal a Stoccarda, era stato Roberto Bautista Agut, uno in grado di vincere la sua prima corona ATP su questa superficie piuttosto che sulla terra.

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