Stan, se non ora, quando?

Stanimal, Stan The Man e poi, più simpaticamente Duploman. Sono tanti i soprannomi che il buon Wawrinka si è guadagnato in rete. Alcuni di essi portano firme illustri, quali quelle di un ex giocatore dalla lingua particolarmente appuntita, Brad Gilbert (citofonare Lorenzi, a proposito).

Fatto sta che il giocatore elvetico sa come fa parlare di sè, senza essere personaggio. Cosa che evidentemente ne fortifica la fama. La finale del Roland Garros 2015 lo vedrà protagonista, a sorpresa. Non tanto, e non solo, per la nona testa di serie della quale era accreditato, ma per il risultati yo-yo del 2015.
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Salomoniche le dichiarazioni di Stanislas alla vigilia: “Non penso alla vittoria al RG, anzi, credo che chi lo abbia vinto sia una sorta di extraterrestre”, alternate a: “Tra Murray e Djokovic non cambia molto, sono due ottimi giocatori, li rispetto molto”, eccetera eccetera. Stan sa benissimo che la fama di giocatore da one slam show rischia di appiccicarsi alla sua variopinta maglietta. Intendiamoci, tutti i giocatori professionisti pagherebbero per vedersi affibbiata questa etichetta, ma per Stan le cose forse stanno in modo diverso. Il suo talento, enorme, non ha prodotto i risultati che avrebbe potuto raccogliere, perdendosi spesso proprio davanti ad obiettivi importati, rimasti al di là del guado per i limiti psicologici che lo hanno sempre tormentato, in campo e fuori.

L’arrivo di Norman ha cambiato le cose, offrendo un nuovo equilibrio, una nuova dimensione all’elvetico. La presenza ingombrante di Federer ha influito sulla sua crescita, ma evidentemente Norman ha giocato la carta opposta, ovvero quello per cui Roger rappresenta l’ombrello al riparo del quale crescere serenamente, ed esprimere quel mix di potenza e tecnica che è la cifra distintiva del suo tennis.

Se le “pause” agonistiche di Stan daranno tregua, la finale di domenica potrà essere il momento della svolta definitiva, la conquista di un trofeo che significa la consapevolezza raggiunta, il raggiungimento della “maggiore età”.

In bocca al a lupo, e che vinca il migliore, of course!

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