Alla scoperta della forma fisica di Federer mentre si avvicina lo U.S. Open

Vestendo una maglietta rosa lampone e dei pantaloncini blu scuro, Roger Federer è sembrato più ben vestito che mai, muovendosi e destreggiandosi nel campo con l’agilità di un gatto.
Si è mosso senza errori e non ha avuto problemi a superare la linea di fondo, togliendo Bautista Agut dalla sua “comfort zone” e giocando più agevole che mai. In un certo senso, Bautista Agut era l’avversario iniziale perfetto. Come la maggior parte dei difensori da fondo, non ha mai messo in difficoltà Federer, perchè non aveva la forza di ricacciarlo indietro, o di punirlo una volta sceso a rete. Così, anche se il punteggio segna un successo, lo svizzero è ancora ovviamente traballante sul tempismo e l’esecuzione dei colpi.

La ruggine non si toglie facilmente. Roger ha fatto il pieno di pause e allenamenti durante l’estate, ma niente può sostituire le sensazioni di una partita. Aveva bisogno di giocare nonostante le rughe. Pensando al suo gioco verticale, Federer si è dimostrato non molto preciso col dritto, tirandone diversi sia lunghi che sotto il nastro. Questo non è centrato molto, visto che l’elvetico ha difeso senza problemi i sui turni di battuta, e nonostante il misero 43% di punti con la prima, Bautista Agut non ha visto nemmeno l’ombra di una palla break.

La buona notizia per il 34enne di Basilea è la “primavera” dei suoi piedi. Aveva un atteggiamento rilassato, come il suo comportamento, come se fosse una sessione di allenamento. Anche se pasticciava un colpo, andava avanti, velocemente e metodicamente, e questo spiega perchè abbia finito una partita così poco brillante in poco più di un’ora, apparendo pronto e fresco per il prossimo incontro.

Il tennis difensivo di Roger è sempre stato sottovalutato. Un’altra volta, questa caratteristica sarà necessaria per cercare un settimo titolo a Cincinnati e il primo agli U.S. Open dal 2008. E’ un programma molto duro, ma le sue caratteristiche gli daranno diverse possibilità per vincere almeno un titolo nelle prossime settimane.

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Il potere del tabellone
Se giocatori come Bautista Agut, Robredo (no, lo U.S. Open 2013 non influirà minimamente su quello 2015 per Federer), Gilles Simon, David Ferrer o David Goffin saranno nella sua parte di tabellone, lo svizzero avrà il vantaggio di mostrare il suo strapotere e vantaggio. Non ha mai avuto problemi con questi giocatori, finchè il loro gioco implode.
anche il numero due del mondo Andy Murray, l’ultimo prototipo di questo genere di giocatori, ha raramente sconfitto Federer nei match importanti, e il match è stato spesso dipeso solo dallo svizzero. Ovviamente, lo scozzese può essere difficilmente paragonato ai giocatori di quella categoria, e la sua giovinezza ed energia in questo periodo dell’anno potrebbero far impensierire Federer e le sue possibilità allo U.S. Open.
Il problema sorge se si ritrova contro dei giocatori che colpiscono forte. Se questi trovano il loro gioco per un paio di ore, potrebbero far riemergere quello che ha fatto Safin allo Australian Open 2005.

Ecco chi poterbbe essere pericoloso per un possibile match:
Il veterano Tomas Berdych ha vinto diverse partite importanti contro Federer, grazie al suo grande servizio e dritto. Nick Kyrgios ha battuto Federer a Madrid qualche mese fa. Jo-Wilfried Tsonga ha superato in potenza il “Maestro” svizzero in Canada un anno fa. Il compatriota Wawrinka si è dimostrato capace di far benissimo fronte a Federer, anche se sempre su terra..

Ai quarti degli U.S. Open dello scorso anno, Federer ha dovuto recuperare da due set di svantaggio contro l’atletico Gael Monfils. Quindi ha perso contro un Marin Cilic in splendida forma, che gli ha tolto un ghiotta occasione del 18esimo slam, poichè in finale c’era Kei Nishikori.
Qua c’è la parte complicata per Federer, ossia quando un campo così neutrale può fargli giocare match complicati, per poi portarlo a perdere in semifinale con uno come Djokovic o Murray.

Come sempre Roger dovrà essere un servitore sagace. Dovrà creare il suo gioco offensivo così come insegnato dal coach Stefan Edberg. Lo svizzero ha accettato questo cambiamento, e anche il fatto di prendersi più rischi per cercare di fare il punto. Magari la chiave di tutto il gioco sarà quanto riuscirà il suo gioco di gambe e la sua fase difensiva. Dovrà portarsi velocemete all’offensiva, perchè degli scambi prolungati da fondo con Murray o Djokovic permettono di fare davvero pochi punti. C’è ancora tempo per pensare allo U.S. Open, mentre Federer gioca a Cincinnati, ma gli occhi sono di nuovo tutti sul campione svizzero, e sulla sua possibilità di fare un altro grande risultato a New York.

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