Us Open, dichiarazioni. Vinci: “Vorrei entrare in campo senza sentire dolore…”, Djokovic: “Polso va meglio”

Non è stato un match di terzo turno semplice per Roberta Vinci a dispetto di quanto ci si potesse aspettare. La tarantina avanti 6-0 5-3 ha perso 4 game di fila prima di strappare il pass per gli ottavi degli Us Open nel terzo set. “Talvolta vincere il primo set 6-0 è un’arma a doppio taglio, rischi di abbassare la guardia… Comunque tutti i game si concludevano ai vantaggi. Nel secondo lei è cresciuta, sul 5-4 ho servito per il match ma quel game l’ho perso male e mi sono innervosita. Sono stata brava e lucida a partire bene nel set decisivo, le ho fatto capire che l’aver perso il secondo parziale non mi pesava più di tanto, che ero pronta a lottare se necessario. Ho fatto bene a rischiare e a cercare i punti al volo” ha ammesso la tarantina.

L’esperienza– Sicuramente a fare la differenza è stata anche l’esperienza della n.1 d’Italia che nonostante il nervosismo è riuscita a sfogarsi e a riprendere saldamente in mano un match che sul 3-3 del terzo set avrebbe potuto scapparle via. Il tendine le fa ancora un po’ male ma Roberta cerca di non pensarci: “L’età dovrà pur servire a qualcosa, mica ti regala solo acciacchi come questo tendine che ancora mi preoccupa. Vorrei entrare in campo senza sentire dolore… Va meglio anche se non sono al massimo ma non ci devo pensare. Ora ho un giorno di riposo prima degli ottavi di domenica”. 

Prima e dopo– La testa ha avuto una grande importanza nel salto di qualità della Vinci che ha iniziato a prendere tutto con filosofia: “Tutte sappiamo giocare a tennis, la testa fa tanto. Prima la sconfitta per me era una tragedia, ora a 33 anni la prendo con più filosofia, riesco ad accettarla. Il salto di qualità l’ho fatto dal punto di vista psicologico” ha concluso Roberta che domenica agli ottavi affronterà Lesia Tsurenko battuta piuttosto facilmente a Doha ad inizio anno.

Novak Djokovic vs. Mikhail Youzhny

Chi ha dovuto faticare poco o nulla per scrivere il proprio nome tra i primi 16 del torneo è stato Novak Djokovic. Il serbo, dopo aver vinto abbastanza facilmente il primo turno nonostante un set perso, ha approfittato prima del forfait di Vesely e poi del ritiro di Youzhny dopo appena 6 game. Una situazione non per forza positiva come ha dichiarato il numero 1 del mondo in conferenza stampa: “Dipende da come la si vede. Non mi è mai successo a livello Slam ma considerando la parte di stagione in cui siamo, il numero di match giocati e i problemi fisici con cui ho dovuto fare i conti, penso sia ottimo avere giorni di riposo. Fisicamente mi sento meglio quindi sono fiducioso che tutto andrà per il verso giusto”.

La conferenza stampa è poi continuata con domande decisamente degne di nota. Una su tutte riguarda la Rod Laver Cup, nuova esibizione lanciata a New York la scorsa settimana. “Una grande idea. Se dovessi partecipare sarei contento. Penso che abbia un format già usato nel Golf con la Ryder Cup, uno degli eventi sportivi che ha avuto il maggiore successo nella storia… Perchè non cercare di usarlo nel nostro sport? Roger e Rafa sono i protagonisti dell’evento così come Borg e McEnroe. Non so se settembre sia il mese giusto per disputarla, non c’è mai un periodo giusto o sbagliato. L’ho detto molte volte e credo ancora che si debbano apportare cambiamenti in calendario in modo da salvaguardare la salute dei giocatori. Si vedono sempre più infortuni, non si vuole vedere carriere corte, giusto? Quindi dovremo rivedere il calendario” ha affermato Djokovic che proprio pochi giorni fa è stato eletto nuovo presidente del consiglio giocatori Atp.

Dal baratro agli ottavi– Non ci potrebbe essere frase migliore per raccontare la partita di terzo turno di Madison Keys. La giovane americana si è trovata in svantaggio 5-1 nel terzo set contro Naomi Osaka ed è riuscita a rimontare prima di imporsi al tie-break. “Ovviamente non è stato un match tra i più divertenti ma sapevo che se fossi rimasta lì avrei avuto la chance di rientrare. L’unica cosa era non pensare al punteggio e provare a rimontare. Sono poi riuscita a ritrovare il mio gioco, a quel punto sapevo che avrei dovuto giocare step by step altrimenti sarei tornata a casa. Sono una combattente che non si arrende mai”.

Fonti: LiveTennis.it, TWI, Us Open

 

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