Il tifoso italiano medio, un male da estirpare

Il tifoso italiano medio, un male da estirpare

Quella che andremo a trattare è una delle specie umane che più attanagliano il variegato mondo del tennis contemporaneo e, complice la presenza incontrollata sui social, fanno perdere allo sport il suo scopo più nobile.

Con la celebre colonna sonora di Super Quark in sottofondo, andiamo alla scoperta di una sempre più emergente classe di tifosi (?) tennistici che sembrano ormai aver invaso le più profane stanze dell’Internet. Gruppi, pagine e bacheche non sono più al sicuro da loro, dal classico tifoso medio, che non perde occasione per screditare gli avversari del proprio beniamino ed esaltare, contrariamente, le sue doti. Dov’è finita la nobiltà che ha da sempre contraddistinto il tennis e il suo contorno da altri ambiti sportivi? Non si arriva a risse sugli spalti ma, credete, a volte (sempre più spesso) si assiste a dialoghi virtuali a dir poco raccapriccianti.

Tifosi, abusiamo del significato di questo termine, di Federer che danno del dopato a Nadal, quelli dello spagnolo che hanno da ridire sui trofei dello svizzero, Djokovic che suo malgrado attira insulti razzisti e spesso senza senso, Murray giudicato come un miracolato e chi più ne ha più ne metta. Menzioniamo, perché no, anche il circuito femminile, che seppur mitigatamente, conserva la sua buona parte di insulti alle giocatrici, e a coloro che la pensano diversamente da essi. Il tifoso medio si erge a verità assoluta, ipse dixit, confutando con toni rivedibili, pur senza oggettivi e validi elementi, le tesi altrui, che normalmente conservano un che di personale.

Ci sono gli sportivi che sono contenti già solo di assistere a un match del loro beniamino e che continueranno a rispettare e stimare l’avversario anche se il risultato non li favorisse. E poi coloro pronti a trovare la scusa, a denigrare gli altri e, perché no, facendo sfoggio della loro grande supponenza. Persino un’opinione diversa diventa l’occasione per dimostrarsi quello che sono, pretendendo che tutti sottostiano ai dogmi del proprio tennista. L’occasione per mandare allo scoperto la figura dello pseudo tifoso è la finale tra Nadal e Federer, rivali in campo ma profondi amici fuori. C’è chi ancora parla a vanvera, quando dopo quasi sei anni dall’ultima volta, i due tornano a scontrarsi in una finale Slam, e anziché accogliere la buona notizia con gioia e soddisfazione, non perdono l’occasione per dimostrare la loro vera essenza. Questo match, qualunque sia il finale, rappresenta il tennis, quello vero, nel suo abito migliore. Rimpiangerete questi tempi, ah se li rimpiangerete!

Il loro habitus non è, ahinoi, modificabile, avendo loro una mentalità e una concezione distorta di ciò che rappresenta il tennis, ma più in generale lo sport. Non esiste una soluzione a questo male, destinato sempre più a dilagare nel malsano e incontrollato mondo del web. Quasi dimenticavo: prerogativa del tifoso medio è il possesso di un profilo falso, in modo da aggirare segnalazioni che potrebbero arrivare a suo carico. Noi vi abbiamo avvisati, se vi imbattete nella non più rara specie del tifosotto della domenica, avete un solo modo per salvarvi, quello di scappare dinanzi a codesta creatura. E un consiglio anche a loro, speriamo in pochi a leggerci: cambiate hobby, magari trovate quello che più si confà alle vostre “qualità”.

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