Maria Sharapova, il crollo di un impero da 250 milioni di dollari

Maria Sharapova, il crollo di un impero da 250 milioni di dollari

A seguito delle dichiarazioni di lunedí sera molti tra i piú importanti sponsor hanno “abbandonato” Maria Sharapova. Proprio coloro che secondo la rivista Forbes le avrebbero permesso di accumulare una fortuna di 250 milioni di dollari.

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Secondo la rivista Forbes la fortuna accumulata negli ultimi dieci anni da Maria Sharapova ammonterebbe a circa ai 285 milioni di dollari. Atleta femminile più pagata al mondo per 11 anni di fila la tennista di Njagan (siberia occidentale) deve questi numeri, non solo, ai successi raccolti sui campi da tennis ma, principalmente, ai compensi derivanti dai contratti firmati con gli sponsor ed all’entrate delle sue aziende. 250 milioni derivano, infatti, da sponsor, esibizioni; 35 milioni dai premi vinti in carriera.

Bella, intelligente, determinata e vincente la Sharapova ha, lentamente, costruito un impero economico. Oggi vanta un proprio brand che più che un marchio rappresenta un vero e proprio stile di vita. Un “way of life” che, tuttavia, potrebbe essere seriamente penalizzato dalla recente vicenda del doping. A seguito dei controlli effettuati durante gli ultimi Australian Open, la bella Maria, è risultata positiva al Meldonium un farmaco anti-ischemico solitamente prescritto a chi ha problemi di cuore (aiuta a sciogliere il sangue) da poco tempo incluso nella lista delle sostanze proibite. Sharapova ha affermato di avere fatto uso di questo farmaco  per un decennio, causa vari problemi di salute ma, come dicevamo, è stato aggiunto alla lista delle sostanze vietate dalla World Anti-Doping Agency il 1 gennaio, perché può migliorare la resistenza negli atleti.

Incredibilemte, nè lei nè il suo staff sapevano di questo. La Sharapova rischia,ora, due anni di squalifica che potrebbero mettere fine alla carriera della ventottenne tennista russa.  Ma, parliamoci chiaro, il tennis è l’ultimo dei pensieri della siberiana. Era da tempo, ormai, che Maria si trovava in crisi di risultati. Da quel lontano Wimbledon 2004 ne sono passati di anni e di sconfitte. Di contro invece, il suo impero economico continuava a crescere. Maria, dopo avere lanciato “Sugarpova” nel 2012, la sua redditizia azienda produttrice di caramelle gommose,  si apprestava ad aggiungere, anche, prodotti a base di cioccolato. Con l’obiettivo di ampliare, quanto prrima, il suo marchio fino alla vendita di prodotti per la casa, pigiameria…

Gli appassionati di tennis rappresentano, infatti, un mercato molto attraente per le aziende. Tendenzialmente benestanti, se non ricchi, con alti redditi disponibili da spendere in attrezzature da tennis, scarpe, orologi e automobili. Ed il fascino esercitato dalla russa era davvero incredibile. Come ha determinato la società di ricerche Repucom che da tempo studia il grado di fiducia riposto dalle persone nei confronti dei personaggi famosi, nessuno è stato più attraente per gli sponsor di Maria Sharapova. Il grado di “fiducia” che gli appassionati ripongono o, forse sarebbe meglio dire riponevano, nei suoi confronti è pari a quella della leggende del baseball Derek Jeter. Superiore a quello di qualsiasi altra atleta di sesso femminile. Eguagliato solo dal monumento Serena Williams.

Ma all’indomani delle dichiarazioni fatte da Maria questo appeal rischia di svanire nel nulla.  Ed il suo impero di scioglersi come neve al sole. Già all’indomani della conferenza stampa in cui Maria Sharapova ha annunciato al mondo la sua positività ai test antidoping i primi sponsor hanno rescisso i primi contratti. Tag Heuer, sponsor di Maria dalla vittoria a Wimbledon nel 2004. La Sharapova e Tag erano in trattative per rinnovare il contratto scaduto alla fine del 2015. Ma, ora, come recita un comunicato diffuso martedi: “In considerazione della situazione attuale, il marchio di orologi svizzero ha sospeso i negoziati e ha deciso di non rinnovare il contratto con la signora Sharapova.”. 

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Anche, la nota casa automobilistica Porsche, con cui Maria aveva firmato un contratto nel 2013, martedì ha “scelto di rinviare attività previste” con la Sharapova “fino a quando ulteriori dettagli verranno rilasciati e sarà possibile  analizzare fino in fondo la situazione”. Il noto marchio sportivo Nike, sempre martedì, ha rilasciato una dichiarazione in cui si dice: “Siamo rattristati e sorpresi dalla notizia su Maria Sharapova. Abbiamo deciso di sospendere il nostro rapporto con Maria, mentre l’indagine prosegue”.

Il contratto firmato nel 2010 da Maria Sharapova con Nike ammontava ad un valore di quasi 70 milioni di $ in otto anni, compresi i diritti d’autore e bonus. Ma, Maria, non è l’unica testimonial Nike a finire nei guai. La Sharapova si va ad aggiungere ad una lunga lista di campioni. Tra questi: il ciclista Lance Armstrong , il giocatore di football americano Adrian Peterson , il quarterback Michael Vick , il running back Ray Rice , Oscar Pistorius. Od ancora il pugile Manny Pacquiao allontanato dopo i suoi commenti sessisti riguardo le relazioni tra persone dello stesso sesso. Negli anni Maria ha firmato contratti con Avon, Evian, Canon, Motorola, Colgate-Palmolive,  Land-Rover, Pepsi, Sony.

Si apprestava anche a chiudere un contratto con American Express per promuovere il marchio soluzioni di pagamento alle prossime due US Open. Nei dodici mesi successivi alla vittoria di Wimbledon nel 2004 aveva incassato 18 milioni di dollari da ricompense in denaro. Sharapova era una delle più grandi attrazioni del circuito WTA. Per una esibizione è arrivata a chiedere fino a $ 500.000. Le sono stati offerti contratti mai visti prima come quello siglato per potere dare il suo nome ad un grattacielo in India. Per anni le sue scarpe sono state quelle più vendute.

Nell’anno compreso tra giugno 2014 e giugno 2015 “l’azienda Sharapova” ha conseguito con un utile di $ 29,7 milioni. Ora è legata ad un verdetto che sancirà la sua innocenza o colpevolezza. Quello che, invece, è già stato sancito è la ennesima sconfitta dello sport, così come De Coubertin lo ha intesso, stretto sempre tra scandali scommesse ed atleti dopati. Sempre più lontano dal raggiungere il suo scopo principale, quello di educare le giovani generazioni alla eguaglianza, alla solidarietà, alla fatica ed al lavoro onesto .

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  1. Giulio Abbate - 11 mesi fa

    Io fossi al posto suo manderei tutti a quel paese, smantellerei il suo interessato staff e mi dedicherei alla vita privata come ha fatto Flavia Pennetta….

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  2. Paolo Polo - 11 mesi fa

    Può appiccare la racchetta al chiodo. E campare di rendita. Se prendeva questo farmaco per 10 anni se è dopante ora lo era anche prima. Se è vietato qualcosa fa. E questo aiuto lo ha preso lecitamente per anni.

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  3. Nidia Avvelenata - 11 mesi fa

    N ce more de fame…

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    1. Fabrizio Messina - 10 mesi fa

      😉

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  4. Cristian Grosso - 11 mesi fa

    Francesco Cavaliere

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