ATP Pechino, Djokovic indomabile: umilia anche Nadal e trionfa per la sesta volta

ATP Pechino, Djokovic indomabile: umilia anche Nadal e trionfa per la sesta volta

Novak Djokovic solleva l’ennesimo trofeo di una stagione irripetibile. Lo fa dopo aver battuto Rafa Nadal nella finale dell’Atp 500, torneo in cui non ha mai perso un match, trionfando per 6 occasioni per la prima volta in un evento. Un Djokovic spaziale, che si aggiudica l’ottavo alloro del 2015 presentandosi a Shanghai da assoluto favorito.

Un leone indomabile, questa la frase giusta per descrivere Novak Djokovic nel torneo di Pechino ma in generale in una stagione 2015 davvero strepitosa. Il serbo continua la sua striscia di vittorie nella capitale cinese, battendo in finale un grande rivale come Rafa Nadal ( 6-2 6-2) per la 22 esima volta in carriera, la terza in questo 2015. Lo fa mettendo in mostra un tennis preciso ma allo stesso tempo esplosivo, che non lascia scampo ad un Nadal che seppur molto migliorato soprattutto alla battuta , non é riuscito ad impensierirlo con il dritto uncinato a parte in qualche circostanza in cui si é visto il Nadal dei tempi migliori.  Se possibile Nole ha infatti aumentato ancora l’intensità di gioco diventando una macchina da guerra in una finale comunque molto accattivante e spettacolare caratterizzata da colpi vicinissimi alle righe da parte di entrambi.

Sesto titolo a Pechino, il nono  in terra cinese, se si contano anche le due vittorie a Shanghai e quella nella Tennis Masters Cup nel 2008, per un Djokovic concentrato e perfetto capace di affrondare nel momento giusto. 56esimo alloro in carriera, giunto a coronamento di una settimana fantastica nella città delle Olimpiadi 2008 in un evento dove ha vinto 27 set consecutivi, 29 partite in totale. Ottavo trionfo in questa stagione per il n.1 del mondo, che si presenta a Shanghai come l’uomo da battere.

Un dominio che non accenna a finire per un Djokovic che non ne vuole sapere di lasciare al passo agli avversari presentandosi come una muraglia cinese. Da sottolineare peró anche il progredire del gioco di Nadal, che ha saputo sicuramente tener meglio testa al suo avversario rispetto agli ultimi due precedenti, avvicinandosi passo passo ai livelli del 2013.

LA CRONACA

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Sì parte subito con un break in favore del n.1 del mondo, sceso in campo determinato piú che mai a incrementare la striscia vincente nella capitale cinese. Dopo pochi minuti Nole si ritrova avanti prima per 2-0 poi per 3-1, costretto peró ad annullare due palle break nel sesto gioco approfittando anche di una risposta di dritto steccata da un Nadal minaccioso deciso a far sudare il suo avversario. Nole peró non si fa impensierire, risponde profondo e va a segno con un secondo break alla seconda occasione utile, in seguito ad una volée spedita a rete dal 9 volte campione del Roland Garros. Sul 5-2 senza troppi problemi il tennista di Belgrado fa suo il set con uno spaventoso dritto lungolinea sulla riga. Una frazione in cui ha servito l’88% di prime palle, una percentuale impressionante, come impressionante é il suo gioco.

Secondo set  che persegue sulla scia del primo con protagonista un Djokovic strepitoso, che si porta avanti ancora di un break: 2-1. Attimi di spavento sullo 0-30 del secondo gioco, quando Nadal improvvisamente percepisce un fastidio al piede destro usufruendo di un medical timeout. Al rientro dalla pausa uno scambio spettacolare, che Djokovic si aggiudica con un rovescio incrociato vincente per testare la condizione fisica del suo avversario e a dimostrazione ancora una volta del suo strapotere.

Nole prende il largo anche nel secondo set, trovando due righe in risposta che gli valgono il doppio break di vantaggio ed il game del 4-1. Sesto game spettacolare, caratterizzato da due numeri uno dietro prima di Nadal e poi di Djokovic. Il primo si inventa un dritto in corsa a rientrare quasi impossibile,  mentre il serbo va a segno con una volèe in allungo che fa alzare in piedi il pubblico cinese, dopo la quale con due solide prime di battuta si porta sul 5-1, ad un game dalla vittoria. Il n.1 del mondo sente l’odore del sangue, e nonostante due errori di troppo ( una volèe ed un dritto), mette l’ipoteca sul match al terzo match point utile con un ace ad uscire.

 

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