Circuito WTA: Margarita Gasparyan, la rinascita dopo l’infortunio

Circuito WTA: Margarita Gasparyan, la rinascita dopo l’infortunio

Il Jiangxi Open di Nanchang ci ha riproposto una tennista di cui non sentivamo parlare da tanto tempo: la russa Margarita Gasparyan. Tornata a vincere dopo oltre due anni di stop forzato, sembra aver recuperato finalmente l’uso del ginocchio sinistro, martoriato da ben tre interventi chirurgici.

di Giuliana Cau

Il torneo WTA International di Nanchang, in Cina, non brilla certamente per l’affollato parterre di stelle, ma di sicuro offre lo spunto per tornare a parlare di una giovane tennista che, negli ultimi due anni a causa di infortuni e sventure di ogni tipo, ha ripreso a giocare e, come per magia, a vincere un incontro ufficiale dopo anni di forzato digiuno. Si tratta di Margarita Gasparyan, russa di classe 1994, assente dal circuito dal lontano torneo di Miami del 2016. 63 75 ad Annika Beck e poi l’oblio. Gasparyan nel 2016 stava vivendo il miglior momento della sua carriera: dopo il primo titolo WTA, a Baku nell’estate precedente, la giocatrice russa aveva iniziato un percorso di crescita graduale che l’aveva portata, però, ad incamerare successi importanti contro Karolina Pliskova (6-1 6-1 in Qatar), Kiki Mladenovic (reduce dai quarti di finale degli US Open in cui perse da Roberta Vinci), Camila Giorgi, Sara Errani, passando per un confronto lottato contro Ana Ivanovic e, in particolar modo, con Roberta Vinci. Ad Indian Wells Margarita giocò una partita di grande livello contro la miglior versione della nostra finalista degli US Open, appena assestatasi in top-10. Finì 6-3 6-7 7-6 per Roberta, con Gasparyan che sprecò due match point sul 5-3 del terzo set. Poi iniziarono i problemi al ginocchio, conditi da dolori sempre più fastidiosi che le rovinarono la primavera e dopo Wimbledon la costrinsero a sottoporsi ad un intervento chirurgico. Ne sarebbero arrivati altri due, purtroppo, obbligandola in breve tempo ad uscire fuori dagli scenari sportivi che tanto le si addicevano. Prima di questi risultati di spessore, nel 2013, aveva preso parte alla finale di Fed Cup contro l’Italia, quella giocata a Cagliari e vinta dal nostro storico duetto Errani-Vinci, accettando con gioia la convocazione, arrivata dopo il forfait di tutte le migliori giocatrici sovietiche del periodo: Sharapova, Kuznetsova e Pavlyuchenkova. Dopo l’operazione al ginocchio, di lei si è saputo molto poco. Gli stessi giornalisti russi non avevano grandi notizie, se non in riferimento ad una sporadica apparizione nella sfida di Fed Cup tra Russia e Taipei dove lei, a bordo campo, incitava le sue compagne di squadra. Si pensava che avrebbe rimesso piede nel rettangolo di gioco nel giro di un mese, ma così non è stato dato che se ne sono resi necessari altri sei. A metà ottobre del 2017 Gasparyan, senza più classifica, è ritornata in campo dopo quasi un anno e mezzo dall’ultimo match. Ha perso sul fil di lana contro la greca Grammatikopolou e ha raccontato parte di quello che aveva dovuto affrontare, ovvero dei tre interventi chirurgici subìti di cui l’ultimo a febbraio. I primi due erano stati eseguiti in Russia ma, non riuscendo a recuperare l’autonomia motoria, per il terzo si era dovuta recare in Austria, dove ha incontrato il fisioterapista che la segue tuttora. L’ultima riabilitazione è durata tre mesi; piano piano è tornata a camminare e poi a correre senza più avvertire dolore. Non è stato chiaro cosa abbia procurato questo problema così rognoso da risolvere, ma il ginocchio sinistro interessato ieri portava un grande cerotto in prossimità della rotula, come già accaduto in passato. Margarita, infatti, ha iniziato ieri la sua corsa al titolo di Nanchang, in uno dei tornei WTA più accessibili dopo una lunga convalescenza, perché la presenza di top-100 è limitata appena a quattro giocatrici, tra cui la top-30 Shuai Zhang. Il tournament cinese può essere quindi lo scenario migliore per scalare il più rapidamente possibile una classifica che la vede, per ora, al numero 504 dopo aver toccato, nel 2016, il best ranking di numero 41 (subito dopo il trionfo a Baku). L’obiettivo minimo, ossia quello di vincere la prima partita ufficiale, è stato raggiunto, in quanto Gasparyan ha battuto in due set la cinese Xu Shilin e al prossimo turno sarà impegnata, appunto, contro la testa di serie numero 1 Zhang.

Gasparyan con la fasciatura al ginocchio
Gasparyan con la fasciatura al ginocchio sinistro

Inutile rimarcare come, in un circuito femminile così altalenante per dominio e risultati e in assenza di una vera e propria leader stabile, risulti sempre positivo recuperare una potenziale campionessa o comunque una giocatrice capace di esprimere un tennis solido e competitivo, nonché dotata di rovescio ad un braccio, ormai diventato un colpo di nicchia nella WTA. Speriamo per Margarita che l’odissea iniziata due anni e mezzo fa sia finalmente conclusa e che la risalita nella classifica le possa garantire, quanto prima, una buona posizione per poter accedere alle qualificazioni del prossimo slam newyorkese. Considerato che tra le donne azzardare pronostici è quanto meno rischioso, le possiamo solo augurare, per il momento, di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Il resto siamo certi che verrà da sé.

http://www.tenniscircus.com/brevi/margarita-gasparyan-contenta-di-essere-tornata-a-giocare/

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  1. Pino Silvestre - 3 settimane fa

    Brutta vera

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    1. Lucilla Pellegrino - 3 settimane fa

      Ha parlato Brad Pitt

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    2. Pino Silvestre - 3 settimane fa

      Lucilla mettice la faccia

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  2. Maria Diomede - 3 settimane fa

    Spero che il suo periodo nero sia passato…la ricordo benissimo..gioca davvero bene..Visto il suo ranking attuale mi auguro che le vengano date wc per i tornei americani..

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  3. Monica Tola - 3 settimane fa

    Sul torneo, stendiamo un velo pietoso ahahah. Fortuna che c’è Marga. La sua presenza e quel rovescio nobilitano Nanchang. Speriamo che la cattiva sorte abbia smesso di accanirsi con lei

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    1. Giuliana Cau - 3 settimane fa

      Più che un torneo WTA sembra un challenger della parrocchia, però i punti sono sempre quelli, perciò speriamo che la russa ne prenda quanti più può 😉

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