Lettera dal profondo del cuore a Francesca Schiavone

Lettera dal profondo del cuore a Francesca Schiavone

Forse, anzi quasi certamente, Francesca non leggerà mai queste righe. Una lettera che vuole essere un modo per esprimere riconoscimento e gratitudine e per ringraziarla delle emozioni che grazie alla sua tenacia e determinazione è riuscita a regalarci e riuscirà ancora a donarci con immenso coraggio.

“Cara Francesca,

Sono passati ben 18 anni da quando sei diventata professionista. 18 lunghi anni in cui hai macinato record su record ( migliore italiana negli Slam e prima a vincere un Major, best ranking per una tennista azzurra, 3 Fed Cup, oltre 1000 match giocati) e in cui ci hai fatto emozionare insieme a te. Sono troppe le cose che non dimenticherò mai ma in particolar modo quel magico 5 giugno del 2010.

Non dimenticherò mai il match point contro Samantha Stosur al Roland Garros, il momento in cui ti sei lasciata cadere a terra per assaporare la terra rossa del Philippe Chatrier, l’abbraccio stupendo con Corrado Barazzutti, tu che hai sollevato orgogliosa la coppa dedicata a Suzanne Lenglen, e soprattutto le note dell’Inno di Mameli che risuonarono per te, la nostra Leonessa. Quel soprannome che hai consigliato tu in un’intervista quando nel 2011 hai raggiunto  i quarti agli Australian Open.

L'esultanza di Francesca Schiavone dopo la maratona vinta con Svetlana Kuznetsova agli AO 2011
L’esultanza di Francesca Schiavone dopo la maratona vinta con Svetlana Kuznetsova agli AO 2011

La forza, la tenacia, la lotta, la voglia di crederci fino all’ultimo sono state sempre tue caratteristiche fondamentali, doti che ti hanno portato a vincere quella partita indimenticabile contro Svetlana Kuznetsova. Il match più lungo di sempre in un Major ( 4 ore e 44 minuti) in cui sei riuscita a mettere la tua firma dopo aver salvato 6 match point regalandoti il best ranking di n.4 al mondo (eguagliando Adriano Panatta). Indiscutibile la tua passione per questo sport, quell’amore che nonostante l’avanzare dell’età e una maggiore consapevolezza ti spinge ancora a bagnare i campi di tutto il mondo con le gocce di sudore e ad allenarti costantemente per cercare di reggere il ritmo delle nuove leve. A tal proposito ricordo ancora come se fosse oggi i trionfi contro Bouchard e Muguruza agli Internazionali Bnl d’Italia 2014 al termine dei quali hai esultato saltando come una ragazzina e la vittoria nel Wta International di Rio nel mese di febbraio, torneo nel quale sei tornata davvero a ruggire dopo 3 anni conquistando il settimo titolo di una irripetibile carriera.

Tutte emozioni che da indomabile combattente ci hai regalato nel corso degli anni lasciando un segno indelebile nei nostri cuori. Non c’è cosa più bella di vederti saltellare a 36 anni dopo un match vinto, quella partita contro Laura Siegemund che per un po’ ho temuto potesse essere l’ultima perla della tua storia sportiva. L’abbraccio sentito a rete con la tedesca, il bizzarro progetto Schiavo Channel “Sette lettere ogni giorno per sette futuri diversi” ma soprattutto il video che hai denominato “stare con se stessi” al termine del quale mi è uscita anche una lacrimuccia, facevano pensare indubbiamente al ritiro.

Domenica scorsa, lo ammetto, ho passato il pomeriggio a controllare la tua pagina Facebook in attesa della decisione finale ma quando finalmente hai pubblicato il video esordendo con “Sapete una cosa? Questa camicia a me sta stretta ancora” ho subito gioito e capito che avresti continuato per noi ma soprattutto per te. Hai scritto per accompagnare il video che “le scelte vengono dal cuore” ed è proprio dal più profondo del cuore che ti vogliamo ringraziare per tutto ciò che hai fatto e per quello che coraggiosamente farai. Non dare ascolto a chi ti critica, a chi ti consiglia di appendere la racchetta al chiodo per evitare figuracce. Divertiti fin quando vorrai e noi ti sosterremo sempre perchè di Schiavo ce n’è solo una”.

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