Il Centrale del Foro Italico avrà finalmente il tetto: via libera ai lavori, inaugurazione prevista nel 2028

Il Centrale del Foro Italico avrà una copertura amovibile entro il 2028. Il progetto da 60 milioni trasformerà l’impianto in uno spazio moderno e multifunzionale.
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Una nuova era per il tennis italiano

Il Centrale del Foro Italico si prepara a un cambiamento storico: entro il 2028, l’iconico stadio romano sarà finalmente dotato di una copertura amovibile, trasformandosi in un impianto moderno e competitivo a livello internazionale. L’annuncio è arrivato durante gli Internazionali BNL d’Italia 2025, nel corso di una conferenza stampa molto attesa, con protagonisti i vertici dello sport italiano, tra cui il presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, il presidente della FITP Angelo Binaghi e il Ministro dello Sport Andrea Abodi.

Un progetto ambizioso da 60 milioni di euro

Il progetto prevede un investimento significativo: 60 milioni di euro stanziati da Sport e Salute. La copertura sarà removibile, una soluzione pensata per garantire la piena funzionalità dell’impianto senza stravolgerne il valore architettonico e paesaggistico. Come spiegato da Mezzaroma, “il concetto utilizzato è di rendere la trasparenza, di garantire una permeabilità visiva in modo da non interrompere la contiguità dei segni visuali fra le varie parti del Foro Italico”.

Ma non ci sarà solo il tetto. Il restyling comprenderà anche una ridefinizione delle facciate per integrarsi al meglio con l’ambiente circostante. L’obiettivo è ambizioso: trasformare il Centrale in una struttura utilizzabile per almeno 150 giorni all’anno, non solo per il tennis, ma anche per eventi culturali e spettacoli, generando ricavi stimati in 22 milioni di euro annui.

Tempistiche e lavori a impatto ridotto sul torneo

Il calendario dei lavori è già stato delineato con precisione. Entro l’autunno 2025 dovrebbero arrivare tutte le autorizzazioni necessarie. “Dal primo dicembre fino ad aprile 2026 potremmo esperire le varie procedure di gara”, ha spiegato Mezzaroma, con l’intento di avviare i cantieri subito dopo l’edizione 2026 degli Internazionali. I lavori si protrarranno per circa 18 mesi, e saranno effettuati esclusivamente fuori dal periodo del torneo, per minimizzare l’impatto su giocatori e spettatori.

Il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha confermato i tempi stimati: “Serviranno ancora un paio d’anni. La macchina è avviata, so che l’amministrazione sta andando avanti. Ci sarà forse qualche disagio, ma necessario per rendere la casa del torneo più moderna e accogliente”. Una modernità che, ha tenuto a sottolineare, “non tradirà la storia del luogo, ma saprà interpretarla con rispetto”.

Binaghi: “Non si può più aspettare”

Determinante è stata anche la spinta di Angelo Binaghi, che ha rivisto la sua posizione iniziale. “Ho sempre sostenuto che la copertura fosse un’opera da fare solo per un ritorno economico. Ma mi sono ricreduto: non possiamo più procrastinare scelte così importanti”. Oltre all’incremento di circa 2000 posti che la copertura renderà possibile, c’è l’esigenza di garantire continuità allo spettacolo, specialmente in caso di pioggia.

Attualmente, tra gli otto tornei Masters 1000 all’aperto, solo Madrid e Shanghai dispongono di campi con tetto. Avere un Centrale coperto renderebbe Roma ancora più competitiva nel calendario tennistico mondiale e offrirebbe al pubblico la certezza di godersi lo spettacolo, anche con il maltempo.

Verso un Foro Italico del futuro

La trasformazione del Centrale rappresenta un passo cruciale verso un Foro Italico sempre più internazionale, polifunzionale e sostenibile. Una struttura pronta a ospitare il grande tennis ma anche eventi di caratura globale, rispondendo a esigenze moderne senza perdere il fascino e la storia di un luogo simbolo dello sport italiano.

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