Una finale diversa da quella del 2024
Lo US Open 2025 si è chiuso con il trionfo di Carlos Alcaraz, capace di superare Jannik Sinner in quattro set nella finale di Flushing Meadows. Una partita che ha ribaltato gli equilibri rispetto all’anno precedente, quando era stato l’altoatesino a imporsi. A sottolineare la differenza tra le due stagioni è stato Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, che ha analizzato il match ai microfoni di SuperTennis.
La condizione fisica e il momento dei due campioni
Secondo Binaghi, lo spagnolo si è presentato all’appuntamento in condizioni nettamente migliori: “Alcaraz era più in forma di Sinner, l’anno scorso era il contrario”. Lo spagnolo arrivava da una striscia impressionante di otto finali consecutive e non aveva perso nemmeno un set lungo il torneo. Sinner, invece, ha dovuto fare i conti con qualche difficoltà fisica e un’annata segnata da stop forzati: tre mesi lontano dai campi, il ritiro a Cincinnati e la finale di Roma sfumata per un problema alla gamba.
Nonostante ciò, il presidente FITP ha voluto ribadire la straordinarietà della stagione dell’azzurro: quattro finali Slam centrate e due titoli vinti. “Jannik ha fatto quello che poteva fare, è un fenomeno e un ragazzo d’oro. Anche il secondo set che ha vinto è stato un mezzo miracolo”.
Il confronto con il 2024
Binaghi ha ricordato come dodici mesi fa i ruoli fossero invertiti: Sinner aveva collezionato una sequenza di vittorie tra Cincinnati, US Open, Shanghai, Finals e Coppa Davis, presentandosi agli appuntamenti decisivi con il massimo della fiducia. Quest’anno quello stato di grazia è toccato ad Alcaraz, che ha saputo approfittarne per imporsi a New York.
Un movimento italiano in crescita
Oltre alla prestazione di Sinner, Binaghi ha voluto rimarcare l’ottimo risultato complessivo del tennis azzurro allo US Open. L’Italia è stata infatti l’unica nazione a portare due giocatori nei quarti di finale maschili e ha festeggiato anche la vittoria nel doppio misto. Un segnale forte della crescita del movimento, confermato dall’entusiasmo dei tifosi e dall’impatto sociale sempre più evidente del tennis nel nostro Paese.
Lo sguardo alle Finals
Il bilancio resta quindi positivo, nonostante la sconfitta in finale. “Adesso siamo due Slam a testa, ci vediamo alle Finals dove giocheremo in casa e vediamo che cosa succederà”, ha concluso Binaghi, già proiettato verso il prossimo grande appuntamento del tennis mondiale.


