Jasmine Paolini a Wimbledon: “Non penso all’anno scorso, voglio scrivere una nuova storia”

Jasmine Paolini torna a Wimbledon con nuove ambizioni e un approccio più maturo. Dopo la finale dello scorso anno, l'azzurra vuole scrivere una nuova storia sull'erba inglese.
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Ritorno a Wimbledon con nuove consapevolezze

Jasmine Paolini torna a calcare i prati di Wimbledon con un mix di emozioni, ricordi e nuovi obiettivi. Finalista lo scorso anno, quando sfiorò il titolo contro Barbora Krejcikova, oggi si presenta ai Championships da numero 4 del mondo, ma con la stessa discrezione e umiltà che l’hanno sempre contraddistinta. “Questo è un torneo incredibile, un luogo magico. Sono felice di essere di nuovo qui”, ha dichiarato durante il media day, accogliendo con entusiasmo l’atmosfera speciale dell’All England Club.

L’erba, la pressione e l’importanza del primo turno

Nonostante la sua crescita nel ranking e il trionfo recente agli Internazionali d’Italia, Paolini mantiene il profilo basso. Il suo approccio resta quello della giocatrice concentrata sul presente, che evita distrazioni legate al passato o alle aspettative. “Cerco di mantenere basse le aspettative. L’erba è una superficie imprevedibile, il mio obiettivo è giocare bene sin dal primo match”, ha spiegato, consapevole dell’insidia che rappresenta il debutto contro Anastasija Sevastova, attuale numero 402 ma con un passato da top 15.

La toscana sa bene che ogni edizione fa storia a sé: “Devo liberarmi di quello che è stato lo scorso anno. L’importante è dare il meglio e scrivere una nuova storia”. Un modo per non farsi schiacciare dal peso del passato e affrontare il torneo con energia rinnovata.

Fiducia ritrovata e un team in evoluzione

Dopo la semifinale conquistata a Bad Homburg, Paolini arriva a Wimbledon con buone sensazioni. Nonostante una stagione intensa, la sua tenuta mentale e fisica è rimasta solida, anche grazie alla serenità trovata nel nuovo assetto tecnico. Il cambio di coach da Renzo Furlan a Marc Lopez è stato, secondo le sue parole, “piuttosto naturale”. A fare la differenza, il feeling umano: “È importante trovarsi bene con il proprio team, dal punto di vista personale e umano, non solo per le competenze”.

Se da un lato Lopez e Furlan non differiscono molto nei consigli, cambia il modo di comunicare: “Per ora sta andando bene, ma sarà interessante vedere come si evolverà il lavoro quando avremo più tempo per allenarci”, ha aggiunto.

L’aiuto del doppio e l’energia del pubblico

Un altro elemento chiave nella crescita di Paolini è stato il doppio, in particolare la collaborazione con Sara Errani. La vittoria del titolo olimpico e del Roland Garros nel doppio femminile ha influito positivamente anche sul suo singolare: “Mi ha aiutato molto, soprattutto con il servizio e le volée. Mi piace giocarlo e continuerò”, ha raccontato con un sorriso.

Infine, la toscana non dimentica ciò che Wimbledon può offrire, a livello emotivo e sensoriale. “Devo trovare le migliori sensazioni, l’energia positiva che questo posto può darti se lo prendi nel modo giusto”, ha detto, consapevole che l’ambiente del torneo può fare la differenza. Sotto il sole o col tetto chiuso, Paolini è pronta ad affrontare questa nuova sfida con determinazione e spirito libero.

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