Il dramma di Dimitrov a Wimbledon
Grigor Dimitrov lascia ancora una volta il campo tra le lacrime. Il campione bulgaro è stato costretto al ritiro durante gli ottavi di finale di Wimbledon 2025, proprio mentre conduceva per due set a zero contro il numero uno al mondo, Jannik Sinner. Il dolore improvviso al pettorale destro, manifestatosi dopo un ace nel quarto gioco del terzo set, ha spezzato l’equilibrio del match e, con esso, le speranze di Dimitrov.
Il pubblico del Centre Court ha assistito a una scena tanto toccante quanto crudele: Dimitrov accasciato a terra, soccorso dallo stesso Sinner e dai medici, prima di lasciare il campo temporaneamente. Tornato in campo dopo pochi minuti, ha provato a riprendere, ma il dolore era troppo forte. Il ritiro è stato inevitabile.
“Ha giocato un tennis incredibile per due set. Non è questo il modo in cui un giocatore vorrebbe chiudere il match” ha commentato con dispiacere Sinner in conferenza stampa. Uno di quei casi in cui, come spesso si dice, non vince davvero nessuno.
Un ritiro che entra nella storia (in negativo)
L’episodio di Wimbledon 2025 è entrato direttamente nella storia degli Slam, ma non nel modo auspicato. Dimitrov è diventato il primo tennista nell’Era Open a ritirarsi da cinque tornei del Grande Slam consecutivi: Wimbledon 2024, US Open 2024, Australian Open 2025, Roland Garros 2025 e, infine, Wimbledon 2025.
Inoltre, quello contro Sinner rappresenta un’altra rarità statistica: è solo la quarta volta in oltre cinquant’anni che un tennista si ritira in uno Slam mentre è in vantaggio di due set. Prima di lui era successo solo a Belkin nel 1969, Mathieu nel 2007 e Darcis nel 2012. Ma nessun episodio aveva mai riguardato un match così atteso, tra due protagonisti del tennis mondiale.
Un talento ostacolato dal fisico
Quello di Dimitrov è un talento cristallino, ma sempre più tormentato da un fisico fragile e imprevedibile. I numeri parlano chiaro: dieci ritiri negli Slam in carriera, un record nell’Era Open, davanti anche a nomi come Tipsarevic (8), Djokovic, Llodra e Ferreira (7).
Solo nel 2025, su 11 tornei disputati, Dimitrov si è ritirato in ben cinque occasioni. Una media che spiega quanto il suo corpo stia diventando un ostacolo insormontabile per il prosieguo della carriera.
Eppure, appena un anno fa, a Miami, il bulgaro aveva ritrovato il sorriso con una finale entusiasmante proprio contro Sinner. “Per me la cosa più importante è la parte fisica. Quando sento di poter contare su quella, allora posso passare a focalizzarmi sul resto”, aveva dichiarato durante il torneo, consapevole che solo la salute gli avrebbe permesso di competere ad alti livelli.
Il legame spezzato con il tennis
Il percorso di Dimitrov negli ultimi anni assomiglia a una montagna russa emotiva. Dopo una promettente rinascita che lo aveva riportato tra i top ten, è stato travolto da una nuova spirale di sfortuna. L’ultimo Slam che è riuscito a concludere è stato il Roland Garros 2024, con una sconfitta nei quarti proprio contro Sinner.
Anche Wimbledon si è rivelato spesso terreno ostile: su 15 partecipazioni, cinque ritiri. Un dato che fa riflettere e che racconta quanto il rapporto tra Grigor e l’erba londinese sia complesso.
Ciononostante, il vincitore del premio Stefan Edberg per la sportività continua a essere un punto di riferimento nel circuito, ammirato per il suo stile elegante e il rispetto verso avversari e pubblico. Il suo amore per il gioco resta intatto, così come la speranza di tornare a competere. Perché, come dimostrano le ovazioni che lo hanno accompagnato fuori dal campo, il tennis ha ancora bisogno di Grigor Dimitrov. E, forse, anche lui ha ancora bisogno del tennis.


