L’ascesa di Sinner e la stagione da incorniciare
Jannik Sinner continua a vivere un 2025 straordinario. Il tennista altoatesino ha raggiunto la finale dell’ATP 500 di Vienna, l’ottava della sua stagione — un risultato che lo conferma tra i migliori del circuito, alle spalle solo di Carlos Alcaraz per numero di finali conquistate. Dopo la vittoria in semifinale contro Alex De Minaur, il numero due del mondo si prepara ad affrontare Alexander Zverev per un nuovo titolo, il quarto dell’anno e il ventiduesimo della sua carriera.
Mentre il campo di gioco continua a sorridergli, intorno a Sinner non mancano i riflettori per alcune scelte extra sportive, come il forfait alla Coppa Davis. Il tennista ha voluto ribadire le proprie motivazioni, chiarendo che la decisione è legata esclusivamente alla necessità di recuperare energie e prepararsi al meglio per la prossima stagione. “Lorenzo Musetti farà sicuramente un buon lavoro. Abbiamo una grande squadra, con un ottimo mix di giovani talenti ed esperienza. La pausa di dicembre sarà molto importante per prepararmi al meglio e affrontare al massimo il 2026”, ha dichiarato in conferenza stampa.
Il futuro di Darren Cahill: tra riconoscenza e incertezza
Accanto ai successi sul campo, resta aperta la questione più delicata del momento: la permanenza di Darren Cahill come coach principale. Il tecnico australiano, che ha compiuto 60 anni, ha avuto un ruolo decisivo nella crescita di Sinner, sia dal punto di vista tecnico che umano. Il loro sodalizio ha portato il giovane azzurro a compiere un salto di qualità evidente, dentro e fuori dal campo.
Sinner ha voluto sottolineare la stima e il legame profondo che lo unisce a Cahill: “Mi ha dato molto e gli sono grato. Non è solo un allenatore, ma qualcosa di più. Mi piacerebbe che restasse, ma dobbiamo ancora parlarne”. Le sue parole lasciano trasparire il desiderio di continuare insieme, ma anche la consapevolezza che una decisione definitiva non sia ancora stata presa.
All’interno del team, formato anche da Simone Vagnozzi, la questione è ancora in fase di riflessione. “Simone e io non abbiamo ancora discusso su chi potrebbe essere il prossimo allenatore, ma di certo ci serve un secondo coach. Anche lui ha bisogno di qualche settimana libera per stare con la sua famiglia”, ha spiegato Sinner.
Il tennista sembra quindi determinato a garantire equilibrio e continuità alla propria squadra, consapevole che il giusto assetto tecnico sarà cruciale per affrontare gli appuntamenti più importanti della prossima stagione.
Verso il finale di stagione e un nuovo inizio
Con Vienna, Parigi e le ATP Finals di Torino ancora da disputare, Sinner guarda al futuro con lucidità e ambizione. Darren Cahill continuerà a seguirlo almeno fino alla fine dell’anno, accompagnandolo negli ultimi tornei del 2025. Poi, sarà il momento delle decisioni: capire se il percorso comune potrà proseguire o se l’australiano chiuderà davvero la sua lunga carriera da allenatore.
In ogni caso, la solidità mostrata da Sinner e la maturità con cui sta gestendo la propria crescita — tecnica, atletica e mentale — confermano un dato ormai certo: il futuro del tennis italiano passa ancora dalle sue mani.


