Amanda Anisimova riscrive la sua storia: dalla pausa per la salute mentale alla finale di Wimbledon

Dopo una lunga pausa per motivi personali, Amanda Anisimova conquista la finale di Wimbledon 2025, superando Sabalenka e dimostrando che la rinascita è possibile.
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Una rinascita che parte da lontano

Amanda Anisimova non è solo la finalista a sorpresa di Wimbledon 2025: è il simbolo di un riscatto umano e sportivo. Dopo anni difficili segnati dalla perdita del padre e da un lungo stop per motivi di salute mentale, la tennista americana è tornata a calcare i palcoscenici che contano, smentendo chi la dava per finita. “Mi avevano detto che non sarei tornata, ma eccomi qua”, ha dichiarato con emozione in conferenza stampa. Una frase che racchiude la determinazione di chi ha scelto prima sé stessa, poi il tennis.

A distanza di due anni dal suo ritiro temporaneo, Anisimova è riuscita a raggiungere la sua prima finale Slam, battendo la numero uno del mondo, Aryna Sabalenka, in una semifinale dalle mille emozioni. Un match durissimo durato due ore e quaranta minuti, in cui ha saputo gestire momenti di tensione altissima. “Nel terzo set ho sentito che dovevo rischiare. Non era il momento di tirarsi indietro”, ha raccontato. Una scelta coraggiosa, che l’ha portata a chiudere la partita dopo aver fronteggiato tre match point non sfruttati.

Coraggio, fatica e determinazione

La partita contro Sabalenka è stata tutto tranne che perfetta, come ha ammesso la stessa Amanda: “È stata una partita nervosa, abbiamo commesso tanti errori, ma era normale: c’era in palio la finale di Wimbledon”. Consapevole di dover alzare il livello, ha scelto di non aspettare gli errori dell’avversaria, ma di prendere l’iniziativa. Un atteggiamento che le è valso i complimenti della stessa Sabalenka, che in conferenza stampa l’ha definita “più coraggiosa”.

Il caldo inusuale di Londra ha messo a dura prova anche la sua resistenza fisica. “Durante il toilet break mi sono vista allo specchio: avevo la faccia tutta rossa e ho capito che dovevo trovare un modo per resistere”, ha raccontato con il sorriso. Nonostante viva a Miami, Anisimova ha ammesso di essersi disabituata a quelle temperature, e di aver dovuto scavare in profondità per trovare energie fisiche e mentali.

Un percorso interiore prima che sportivo

Più che il ritorno alle vittorie, Amanda celebra il ritorno a sé stessa. “Sto imparando ad apprezzare la strada stessa. Quando fai le cose con passione, i risultati arrivano, anche se non puoi mai esserne sicura”, ha detto. Parole che testimoniano una consapevolezza nuova, frutto di un percorso personale che ha richiesto tempo, distanza e introspezione.

Per recuperare equilibrio mentale, Anisimova si è affidata anche all’arte: dipinge quadri astratti che descrive come un rifugio personale, e ha in mente di crearne uno ispirato proprio a Wimbledon. “Sicuramente molto verde e molto bianco, ma in stile mio: senza linee troppo definite”. A fare da colonna sonora a questa rinascita, anche la musica rap che accompagna da sempre i suoi momenti di preparazione.

Ora una finale da sogno contro Swiatek

Sabato, sul Centre Court, Amanda affronterà Iga Swiatek. Non si sono mai sfidate nel circuito maggiore, ma si conoscono da tempo, fin dai giorni della Fed Cup Junior. L’ammirazione è palpabile: “Iga è un’atleta straordinaria, con un’etica del lavoro impressionante. Guardarla giocare è un’ispirazione”. Per Anisimova sarà una sfida durissima, ma il suo obiettivo è chiaro: “Voglio solo godermi ogni momento, senza pensare troppo a cosa c’è in palio”.

Anisimova non sa se sabato alzerà il trofeo, ma in un certo senso ha già vinto. Ha dimostrato che è possibile fermarsi, curarsi, e poi tornare. Non solo a competere, ma ad eccellere. “Con questo risultato voglio dimostrare che si può fare. Che anche se decidi di mettere te stessa al primo posto, puoi tornare in alto”. E forse, proprio questa è la vittoria più importante della sua carriera.

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