Una semifinale da protagonista, ma non basta contro Alcaraz
Taylor Fritz ha lasciato il campo centrale di Wimbledon con un misto di orgoglio e amarezza. La sconfitta in quattro set contro Carlos Alcaraz nella semifinale (4-6 7-5 6-3 7-6\[7]) è arrivata al termine di una battaglia combattuta fino all’ultimo punto. L’americano ha accarezzato l’idea di portare il match al quinto set, ma si è dovuto arrendere alla solidità e alla varietà di gioco del campione spagnolo.
In conferenza stampa, Fritz ha mostrato lucidità nell’analizzare la sua prestazione: “Ho avuto le mie opportunità. Ho giocato bene nei punti importanti del tie-break per allungare il match, ma non sono riuscito a concretizzare. Contro Carlos serve qualcosa in più”. L’inizio in salita, con un break subito nel primo game del match – già accaduto in precedenti sfide contro Alcaraz – si è rivelato decisivo: “Non si può partire così contro un giocatore del genere”.
I margini di crescita: risposta e continuità
L’aspetto che più ha colpito Fritz nella partita è stata l’efficacia del servizio dell’avversario: “Serviva davvero bene, con costanza, come me. La risposta poco aggressiva è stata una delle chiavi che ha fatto la differenza”. Un limite su cui il californiano intende lavorare: “Contro giocatori come lui o Sinner, rimettere la palla in campo non basta. Se la risposta non è buona, il colpo successivo è letale. Devo imparare a essere più offensivo anche in risposta”.
Fritz ha sottolineato come alcune scelte tattiche – come provare slice o variazioni improvvise – possano funzionare solo per pochi punti, perché “Carlos si adatta subito e cambia strategia. La vera soluzione è mantenere il mio gioco ma alzare il livello della risposta”.
Le differenze tra Alcaraz e Sinner
Nel confronto tra i due fenomeni della nuova generazione, Fritz non ha dubbi: “Con Sinner mi sento più a mio agio da fondo. Gioca piatto, è potente ma prevedibile. Con Carlos, invece, è tutto imprevedibile. Slice, smorzate, discese a rete, cambi improvvisi: non sai mai cosa aspettarti”. Questo rende lo spagnolo un avversario particolarmente ostico per uno come Fritz, che predilige anticipare e gestire la velocità dell’avversario: “Preferisco il colpo piatto, quello che so dove va. Carlos invece varia tutto e ti toglie i riferimenti”.
La superficie come alleata
Nonostante la sconfitta, Fritz crede che l’erba possa rappresentare un vantaggio nei confronti di Alcaraz: “Sull’erba posso fargli male, sfruttando la velocità del campo. Quando la superficie rallenta troppo, invece, lui diventa quasi ingiocabile: potenza, movimenti, anticipi… ti fa giocare sempre in difesa”. In passato, su superfici più lente come alla Laver Cup, Fritz ha faticato a contrastare la pressione continua di Alcaraz.
L’obiettivo resta lo Slam
Nonostante lo stop, il percorso di crescita di Fritz è evidente. “Ogni volta che gioco contro questi top player, imparo cosa devo migliorare. Il mio obiettivo resta vincere uno Slam, e per farlo devo imparare a batterli”, ha ribadito. Le difficoltà fisiche di quest’anno non lo hanno fermato: l’americano guarda con ottimismo alla stagione nordamericana, dove in passato ha ottenuto risultati importanti.
La fiducia non manca: “Se continuo a giocare partite di questo livello, sono sulla strada giusta. Oggi mi sento più vicino che mai a quel traguardo”.
Il rispetto per un campione
Fritz ha anche elogiato Alcaraz, riconoscendone il valore e la crescita esponenziale: “Sa vincere in tanti modi diversi. Il suo tocco a rete è eccezionale, non sbaglia mai nei momenti importanti. E anche il servizio, che prima era considerato un punto debole, ora è un’arma. Serve agli stessi livelli miei, e con costanza. È davvero impressionante quanto sia migliorato”.
Mentre il sogno di un titolo Slam resta intatto, Fritz lascia Wimbledon con consapevolezza e determinazione. La semifinale 2025 è solo un passaggio in un cammino che, nella sua visione, è destinato a portarlo molto più lontano.


