Crisi Tsitsipas: tra infortuni, critiche e un tennis che cambia, il greco cerca la via per ripartire

Stefanos Tsitsipas vive un 2025 difficile tra infortuni, crisi di risultati e un circuito sempre più competitivo. Baghdatis e Ivanisevic analizzano la situazione del tennista greco.
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Stefanos Tsitsipas sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua carriera. Dopo anni passati stabilmente nei piani alti del tennis mondiale, il 2025 per il tennista ateniese si sta rivelando un vero e proprio calvario sportivo e personale. Problemi fisici, difficoltà psicologiche, decisioni discutibili e un contesto competitivo sempre più agguerrito hanno messo in discussione il futuro di uno dei talenti più luminosi della sua generazione.

Un 2025 da dimenticare: il crollo di Wimbledon

La recente uscita di scena a Wimbledon ha rappresentato per Tsitsipas un punto di rottura. Il greco si è ritirato dopo due set nel primo turno contro il francese Royer, confermando i problemi alla schiena che da tempo lo tormentano. In conferenza stampa, non ha nascosto le proprie paure: “I problemi alla schiena mi condizionano ormai da anni e, di questo passo, anche continuare a giocare a tennis potrebbe diventare impossibile”.

Parole pesanti, che rispecchiano lo stato d’animo di un giocatore in crisi. L’ex numero tre del mondo ha visto scivolare il proprio ranking fino alla posizione 26, nonostante il titolo vinto a Doha a inizio stagione. Una parabola discendente che ha trovato eco nelle dichiarazioni del suo nuovo coach, Goran Ivanisevic, che non ha usato mezzi termini dopo la sconfitta londinese: “Non ho mai visto un giocatore in peggior stato di forma in vita mia”.

Il parere di Baghdatis: “Tsitsipas ha perso il suo percorso”

Anche Marcos Baghdatis, ex top ten e connazionale cipriota, ha espresso la sua preoccupazione per il momento difficile del greco. In un’intervista a Ubitennis, Baghdatis ha sottolineato come Tsitsipas si trovi in un limbo tecnico e mentale: “Vedo che alcune decisioni che ha preso negli ultimi due anni gli stanno andando male. Ha perso un po’ il suo percorso. È normale quando sei perso, inizi a dubitare di te stesso”.

Baghdatis, pur condividendo la severità dell’analisi di Ivanisevic, ha criticato il modo in cui il coach croato ha espresso le sue considerazioni pubblicamente: “Se fossi un allenatore non direi queste cose ai media, le direi al team e al giocatore. Se poi non vuole ascoltarmi, me ne andrei e basta”. Un approccio più protettivo, ma non per questo meno lucido.

L’ex finalista agli Australian Open ha suggerito a Tsitsipas di prendersi un periodo di riflessione, magari affrontando qualche torneo da solo per ritrovare se stesso: “Io l’ho fatto ed è stato cruciale. Bisogna capire cosa serve alla propria carriera, al proprio tennis, e non solo alla persona. È molto importante”.

Un circuito più competitivo e fisico: il nuovo contesto del tennis mondiale

Oltre ai problemi personali, Tsitsipas si è trovato a dover fronteggiare un tennis che negli ultimi anni è cambiato radicalmente. Lui stesso ha ammesso come il livello generale del circuito sia cresciuto rispetto a quando ha iniziato: “Oggi ci sono molti più giocatori capaci di mettere in difficoltà un top 10. Giocare un terzo o quarto turno di un Masters 1000 adesso è più complicato rispetto a dieci anni fa”.

La crescita, secondo il greco, è anche di tipo fisico: “Il tennis è arrivato a un punto in cui il fisico è migliorato enormemente, grazie anche alla tecnologia e agli strumenti a disposizione. Ci sono molti più bravi allenatori e buone organizzazioni tennistiche rispetto al passato”.

Tsitsipas ha citato come esempio l’evoluzione del tennis italiano: “Guardate cosa ha fatto l’Italia negli ultimi due anni. Da una federazione che non lottava per i grandi tornei sono arrivati ad avere tantissimi giocatori tra i primi 200, sia nel maschile che nel femminile”.

Tra dubbi e speranze: quale futuro per Stefanos?

La situazione attuale di Stefanos Tsitsipas non è semplice, ma chi lo conosce bene crede ancora nel suo ritorno. Baghdatis, da buon compatriota, lo dice chiaramente: “Spero che trovi di nuovo l’amore per il gioco e torni dove merita di stare, tra i migliori del mondo”.

Il cammino per risalire non sarà facile, soprattutto in un contesto così competitivo e con un corpo che sembra non voler collaborare. Ma forse, proprio da questo momento di crisi, il greco potrebbe trovare le risposte che cerca. Il primo passo sarà capire chi vuole essere davvero, come uomo e come atleta. E per farlo, potrebbe essere necessario fermarsi, riflettere e, come suggerisce chi ci è già passato, ritrovare il gusto di decidere per sé stesso.

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