Jannik Sinner: “Il duro lavoro batte sempre il talento. Mi piace molto sentire la pressione”

Dopo la vittoria a Wimbledon, Jannik Sinner racconta la sua filosofia di vita: lavoro, famiglia e pressione. "Il duro lavoro batte sempre il talento."
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Jannik Sinner è il protagonista indiscusso del tennis mondiale. Dopo la cocente sconfitta nella finale del Roland Garros contro Carlos Alcaraz, il numero uno del ranking ATP ha riscritto la storia conquistando Wimbledon. Un successo che lo ha consacrato come primo italiano di sempre a trionfare sui prati della “Cattedrale del tennis”.

Dietro questo traguardo non c’è solo il talento puro, ma soprattutto una mentalità costruita nel tempo, fatta di sacrificio, disciplina e continua voglia di migliorarsi. È lo stesso Sinner a raccontarlo, aprendo uno spiraglio sulla sua filosofia di vita e di lavoro in una serie di interviste rilasciate subito dopo il trionfo londinese.

La pressione come privilegio

Essere il numero uno del mondo significa inevitabilmente convivere con aspettative enormi. Ogni torneo è una nuova sfida e ogni match nasconde insidie. Sinner lo sa bene, ma non si tira indietro. Anzi, considera la pressione un motore fondamentale per la sua crescita personale e sportiva.

“Mi piace molto la pressione. Se non la senti, significa che non ti importa di quello che fai. Mi sento privilegiato a essere in questa posizione: c’è molta pressione e, a volte, sembra di avere un bersaglio sulla schiena” ha dichiarato in un’intervista esclusiva a CNBC.

Questa consapevolezza lo spinge a non fermarsi mai. “Ora tutti sanno come gioco e come mi muovo. Per questo ho dovuto migliorarmi ancora negli allenamenti, e qui entra in gioco il mio team. Stare sotto pressione è un privilegio.”

La rivalità con Alcaraz e il significato della sconfitta

Nel giro di un mese Sinner ha vissuto le due facce dello sport: la delusione di Parigi e la rivincita a Londra. Ma per lui la parola “fallimento” non esiste. “Non credo che esista il fallimento se dai il 100% e fai tutto il possibile. Puoi avere giorni buoni e giorni cattivi: sono fortunato ad aver vissuto entrambi. Senza i giorni difficili, non apprezzi quelli belli.”

La rivalità con Carlos Alcaraz, che ha caratterizzato le ultime stagioni del tennis mondiale, è per Sinner una fonte di stimolo costante. “Quando perdi da qualcuno, vuoi lavorare ancora di più per migliorarti”, ha sottolineato, spiegando come il confronto con il campione spagnolo lo spinga a superare i propri limiti, non solo durante i match ma anche in allenamento.

Il segreto? Non dimenticare mai di sorridere

Dietro ai successi di Jannik Sinner c’è un’etica del lavoro rigorosa ma equilibrata. L’azzurro sa bene quanto sia facile cadere nell’ossessione per il risultato e, proprio per questo, ascolta sempre i consigli del suo team. “Il miglior consiglio che ho ricevuto? I miei allenatori mi hanno detto di continuare a sorridere. Giochiamo tantissimi tornei all’anno: fa parte del percorso, ma bisogna anche goderselo. Altrimenti tutto diventa troppo pesante.”

Per Sinner è fondamentale anche circondarsi delle persone giuste fuori dal campo, per mantenere il giusto equilibrio tra sport e vita privata.

La famiglia al centro del successo

La vittoria a Wimbledon è stata ancora più speciale grazie alla presenza della famiglia, che raramente riesce a seguirlo dal vivo durante i tornei. “Mia madre è arrivata a Londra quella mattina solo per vedere la finale, e questo ha significato molto per me. Era emozionata nel vedermi giocare sul Centrale, e io ero felice di vederli nel mio box.”

La famiglia è un pilastro fondamentale nella vita di Sinner, un punto di riferimento capace di alleviare la tensione e di ricordargli cosa conta davvero. “I genitori si preoccupano sempre per i figli. Di solito non hanno molto tempo libero, quindi sono stato felice che entrambi fossero lì.”

Il futuro passa dalla fatica

Dopo il trionfo londinese, Sinner non si concede troppe pause. Il prossimo obiettivo è la stagione sul cemento nordamericano, dove dovrà difendere 2200 punti e affrontare la concorrenza agguerrita degli avversari. Il percorso inizierà dal Masters 1000 di Toronto, per poi puntare dritto agli US Open.

Il mantra di Jannik Sinner resta sempre lo stesso: “Il lavoro duro supera sempre il talento. Esco in campo ogni giorno con un obiettivo. A volte non hai voglia di allenarti, ma ci vai lo stesso e fai di tutto per rendere la giornata produttiva. Se non lo fai in allenamento, non puoi farlo in partita.”

È questa mentalità che lo ha portato al vertice del tennis mondiale. Un approccio che fa sembrare Sinner quasi un robot, come qualcuno gli ha fatto notare, ma lui ribatte con lucidità: lavorare duramente non significa perdere umanità, significa semplicemente essere pronti a tutto per inseguire un sogno.

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