La storica vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon ha acceso l’entusiasmo degli appassionati di tennis e di sport in generale. Per la prima volta un italiano ha alzato al cielo il trofeo sull’erba più prestigiosa del mondo, un’impresa che ha scatenato festeggiamenti in tutto il Paese. Ma sui social non sono mancate anche polemiche e tensioni, soprattutto nei confronti di Federica Pellegrini, ex campionessa olimpica di nuoto e oggi membro del CIO.
La “Divina” si è ritrovata al centro di un’ondata di attacchi da parte di alcuni tifosi di Sinner, che le rimproverano dichiarazioni fatte mesi fa in merito alla squalifica per doping del tennista altoatesino. Dopo la positività al Clostebol, un anabolizzante vietato, Sinner era stato sospeso per tre mesi. In quell’occasione, Pellegrini aveva espresso pubblicamente dubbi sulla gestione del caso, sostenendo che il trattamento riservato al campione fosse stato più morbido rispetto ad altri atleti.
“Jannik è molto amato e viene difeso sotto ogni aspetto, a prescindere. E questo lo trovo giusto. Ma credo che la sua vicenda sia stata trattata diversamente dal 99% dei casi”, aveva dichiarato in un’intervista a La Repubblica, scatenando un dibattito destinato a prolungarsi nel tempo.
L’attacco social dopo il trionfo a Wimbledon
Dopo il trionfo di Sinner a Wimbledon, la questione è tornata prepotentemente alla ribalta. Sotto i post Instagram di Federica Pellegrini sono comparsi centinaia di commenti provocatori e polemici. Molti utenti le hanno chiesto pubblicamente di scusarsi per le dichiarazioni passate, mentre altri si sono limitati a sfotterla con messaggi come “Ti saluta Jannik” o “Il fegato è integro?”.
Di fronte a questa pioggia di messaggi, l’ex nuotatrice non è rimasta in silenzio. Ha risposto senza giri di parole ai suoi detrattori, rivendicando la propria posizione e rifiutando l’idea di doversi scusare. “Comprensione del testo come sempre sotto zero” ha scritto in un commento, sottolineando come le sue osservazioni sul caso doping non fossero mai state un attacco personale al tennista, ma una riflessione generale sul trattamento riservato agli atleti nei casi di positività.
“Io sono molto umile e soprattutto coerente” ha aggiunto Pellegrini, chiarendo di non aver mai cambiato idea e di non voler rinunciare alla sua opinione, nonostante le critiche. A chi le ha contestato di aver tifato contro Sinner, la campionessa ha replicato seccamente: “Voi state male… moooolto”.
Il caso Clostebol e la polemica mai sopita
Il tema della disparità di trattamento tra atleti è particolarmente caro a Federica Pellegrini. Già in passato aveva tirato in ballo anche altri sportivi per sostenere la sua tesi, tra cui il collega Thomas Ceccon. “Io so cosa pensa”, aveva detto alludendo a come anche altri campioni italiani condividessero la sua lettura dei fatti.
Nonostante il clima teso sui social, Pellegrini non ha mai spostato il focus dal tema che le sta a cuore: la necessità di un criterio uniforme nella gestione dei casi di doping. Anche dopo la vittoria di Sinner, ha ribadito il concetto su X (ex Twitter), scrivendo: “Rimango della mia pacata opinione, nonostante il vostro modo di porvi nei miei confronti continui ad essere aggressivo/repressivo. Non ho altro da aggiungere”.
Un confronto acceso tra tifo e opinione pubblica
Il caso dimostra quanto lo sport, soprattutto ai massimi livelli, sia oggi sempre più intrecciato con i social e con l’opinione pubblica. La legittima gioia per il trionfo di Sinner si è trasformata in alcuni casi in un attacco personale verso chi, come Pellegrini, aveva sollevato critiche legittime nei mesi precedenti. L’ex nuotatrice ha scelto di non arretrare di fronte alla tempesta mediatica, difendendo il proprio punto di vista senza cedere alle provocazioni.
La vicenda racconta molto anche della complessità del dibattito sportivo odierno, dove la linea tra tifo e discussione critica è sempre più sottile. Federica Pellegrini, da sempre figura schietta e diretta, non ha mai avuto paura di esprimere le sue opinioni e questa volta non fa eccezione.
“Io sono coerente e voi non state bene”, ha concluso in uno dei suoi post, segnando un ulteriore capitolo in una vicenda che, al di là delle polemiche, pone interrogativi importanti sul rapporto tra giustizia sportiva, percezione pubblica e fair play.


