Tsitsipas tra crisi e rinascita: “Mi manca solo un grande torneo per ritrovare fiducia”

Stefanos Tsitsipas attraversa uno dei momenti più difficili della sua carriera. Dopo la crisi di risultati e i problemi fisici, il greco si confessa: "Mi manca solo un torneo per ritrovare fiducia".
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Stefanos Tsitsipas sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua carriera. Dopo anni trascorsi ai vertici del tennis mondiale, il campione greco si ritrova oggi a fare i conti con un calo di rendimento che lo ha spinto a scendere fino alla 27ª posizione del ranking ATP, la più bassa dal 2018. Nonostante qualche lampo di classe nel 2024, come il terzo successo a Monte-Carlo e la finale a Barcellona, il resto della stagione ha confermato un trend preoccupante.

A testimoniare questa fase di difficoltà sono arrivati anche i recenti risultati: negli ultimi due mesi, Tsitsipas ha raccolto appena una vittoria al Roland Garros, una ad Halle e si è ritirato a Wimbledon dopo aver perso i primi due set contro il qualificato francese Giovanni Mpetshi Perricard. Dietro a questa flessione, c’è anche un problema fisico non di poco conto: un fastidio alla schiena che, come ha confessato lui stesso, lo sta limitando pesantemente in campo.

La sincerità di Tsitsipas: “Mi merito di più, ma devo lavorare e fare sacrifici”

In un’intervista a Tennis365, Tsitsipas ha parlato senza filtri della sua situazione attuale, ammettendo le difficoltà e tracciando la strada per un possibile ritorno ai vertici. “Sento che mi manca solo un torneo per far scattare di nuovo tutto, per far quadrare i conti. Non solo un paio di partite. Ho bisogno di un grande torneo per sentire che sono dove voglio essere”, ha dichiarato il 26enne di Atene, che nel 2021 aveva toccato il terzo posto del ranking mondiale.

Tsitsipas non nasconde il fatto che, nei match più complicati, la sua fiducia non sia emersa come dovrebbe. “Il mio livello è lì, ma ho perso qualche punto qua e là e tutti sappiamo che il tennis si decide proprio su quei punti. Non ho prestato attenzione ai dettagli e non direi che si tratta solo di fortuna, a volte serve un po’ di abilità e un pizzico di fortuna. È da questo che dipende come va a finire una partita.”

Il campione greco è consapevole che per tornare competitivo dovrà rimboccarsi le maniche e accettare di fare sacrifici quotidiani. “Voglio riprendermi da tutto questo perché so che dove sono ora non è un buon posto. Mi merito molto di più, ma per riuscirci devo dare il massimo e sostenere i sacrifici necessari ogni giorno. Stare tra i primi cinque o dieci del mondo non è semplice: non puoi mai pensare di appartenere a quel posto per diritto, se vuoi essere lì devi ottenere risultati.”

Nuovi obiettivi: ripartire dalle semifinali e dalle finali

Dopo la delusione di Wimbledon e i risultati altalenanti della stagione, Tsitsipas ha deciso di cambiare prospettiva, puntando su obiettivi più concreti e graduali. “Vorrei iniziare con traguardi più piccoli, semplicemente per rivedermi nei grandi momenti. Per me i grandi momenti sono dalle semifinali alle finali. Sono le partite che sogno di giocare, perché quando arrivi lì ti mancano una o due vittorie per lottare davvero per il tuo sogno.”

Il suo desiderio è quello di ritrovare quella sensazione di lotta e competizione ai massimi livelli, che oggi gli sembra lontana. “Se finisci i tornei al terzo turno o ai quarti di finale, non sei ancora arrivato dove vuoi. Il mio obiettivo è lavorare sodo e fare tutto quello che serve per darmi un’altra possibilità.”

Ivanisevic e la spinta a reagire

A peggiorare il clima intorno a Tsitsipas ci ha pensato anche una dichiarazione del suo nuovo coach, Goran Ivanisevic, che ha scelto la via della franchezza per provare a scuoterlo: “Mai visto uno in condizioni peggiori delle sue”, avrebbe detto il tecnico croato, secondo quanto riportato da fonti vicine al team. Un’affermazione dura, ma forse proprio quella scossa che Stefanos aspettava per ritrovare motivazioni e orgoglio.

Il talento di Atene, che in carriera ha già collezionato 12 titoli ATP e 16 finali, sa bene cosa serve per risalire la china. E ora è pronto a mettersi al lavoro, con l’obiettivo di tornare a vivere quei “grandi momenti” che gli mancano tanto. La sfida è appena cominciata.

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