Dopo un’edizione di Wimbledon 2025 ricca di emozioni per il tennis italiano, Lorenzo Sonego ha raccontato la sua esperienza personale e si è soffermato sul trionfo storico di Jannik Sinner, primo azzurro capace di alzare il trofeo più prestigioso del tennis mondiale. In un’intervista rilasciata a Tuttosport, il tennista torinese ha condiviso riflessioni intense sul proprio percorso e sul significato della vittoria del suo amico e compagno di allenamenti.
Un Wimbledon da protagonista per Sonego
Per Lorenzo Sonego, Wimbledon 2025 è stato un torneo da ricordare. Il piemontese ha raggiunto gli ottavi di finale dopo match intensi e combattuti, tra cui una maratona di oltre cinque ore contro Brandon Nakashima. Anche la sfida con Ben Shelton, uno dei big server più temuti sul circuito, si è rivelata un test probante. “Sono stati giorni fantastici, sia dal punto di vista tecnico che fisico. Me li sono goduti e sono stato veramente bene. Sono fiero di come ha reagito il mio fisico dopo la battaglia con Nakashima e del fatto di aver giocato alla pari contro Shelton”, ha dichiarato Sonego, sottolineando come i precedenti contro l’americano siano sempre stati molto equilibrati.
Il torinese ha evidenziato i progressi fatti negli ultimi mesi, spiegando di aver trovato finalmente quell’equilibrio che gli permette di essere competitivo con chiunque. “Prima o poi troverò il modo per batterlo”, ha aggiunto sorridendo a proposito di Shelton.
L’impresa di Sinner e l’amicizia tra i due azzurri
Il successo di Jannik Sinner a Wimbledon rappresenta un momento epocale per il tennis italiano, e per Sonego ha un valore ancora più speciale visto il legame che li unisce. “In questa stagione ci siamo allenati spesso insieme e in carriera abbiamo anche fatto diversi doppi. Sapevo che Jannik aveva una gran voglia di rifarsi dopo la sconfitta al Roland Garros, e non ha perso tempo. Si è confermato il miglior giocatore al mondo soprattutto a livello mentale”, ha spiegato con entusiasmo.
Sonego ha sottolineato come la forza mentale di Sinner sia stata la chiave per battere Carlos Alcaraz, due volte campione di Wimbledon e suo rivale diretto per la vetta del tennis mondiale. “Jannik ha offerto una grande prestazione sotto ogni punto di vista. È stato coraggioso nei momenti più importanti della partita, per esempio tirando delle seconde palle di servizio che hanno annichilito lo spagnolo. Via via ha tolto le certezze ad Alcaraz ed è andato a prendersi meritatamente il titolo”, ha raccontato, descrivendo un match in cui l’altoatesino ha saputo risalire anche dopo aver perso il primo set.
Per Sonego, la vittoria di Sinner è stata un’emozione condivisa: “La sua emozione è stata anche la nostra emozione, la mia nello specifico, penso quella di tutti gli appassionati che non avevano mai visto trionfare un giocatore italiano a Wimbledon”. Il rapporto tra i due, come ha spiegato lui stesso, va oltre il campo: “Caratterialmente siamo molto simili ed è piacevole anche vivere momenti non di campo insieme. Abbiamo imparato a stimarci e apprezzarci con i passaggi emozionanti vissuti due anni fa in Davis Cup. Gli ho scritto dopo la grande vittoria e passato il post evento sicuramente ci sentiremo con più calma per commentare quanto accaduto”.
Un’immagine simbolo e uno sguardo al futuro
Nel bilancio emotivo di Sonego su Wimbledon, accanto alla gioia per la vittoria di Sinner c’è spazio anche per un momento di commozione. Il torinese ha ricordato infatti il ritiro in lacrime di Grigor Dimitrov durante il confronto con Sinner: un addio toccante, che ha lasciato un segno anche nei cuori degli avversari. “Il bulgaro ha ribadito il suo gran talento e il suo ritiro è stato toccante sempre sotto il profilo emozionale”, ha spiegato Sonego, riconoscendo la grandezza del campione bulgaro.
Il trionfo di Sinner a Wimbledon rappresenta per tutto il movimento italiano un’ulteriore motivazione a migliorarsi. E anche per Sonego, che dopo un torneo positivo guarda già avanti, con l’ambizione di continuare a crescere e magari trovare presto il modo per superare quell’ostacolo chiamato Ben Shelton.


