Novak Djokovic: “Non inseguo più i punti, gioco solo dove trovo gioia”

Novak Djokovic si prepara agli US Open 2025 con un nuovo approccio: meno ranking, più famiglia e gioia di giocare. Critiche ai Masters 1000 e riflessioni sulla rivalità Sinner-Alcaraz.
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Novak Djokovic è pronto a tornare protagonista agli US Open 2025, dopo la pausa che lo ha visto rinunciare ai Masters 1000 di Toronto e Cincinnati. Alla vigilia del debutto contro Learner Tien, il campione serbo ha parlato apertamente del suo nuovo approccio alla carriera, tra scelte personali, riflessioni sul calendario e la rivalità che sta infiammando il tennis mondiale.

Un nuovo approccio alla carriera

Djokovic ha spiegato che la sua decisione di saltare i tornei di preparazione non è stata casuale: “Ho deciso di non giocare perché volevo passare più tempo con la mia famiglia. Penso di essermi guadagnato il diritto di scegliere dove e quando scendere in campo”. Il serbo ha aggiunto che non insegue più né la classifica né i punti, ma solo la possibilità di ritrovare “motivazione e gioia” nei tornei che contano davvero.

I Masters 1000 nel mirino

Il numero uno ha criticato l’attuale formato dei Masters 1000, ormai spalmati su due settimane: “Non mi piacciono i tornei di due settimane, sono troppo lunghi. È come se giocassimo 12 Slam all’anno”. Djokovic ha però riconosciuto che tornare indietro non sarà facile: “I contratti sono lunghi e solidi. I giocatori si lamentano, ma pochi dedicano tempo ed energie alle riunioni. È faticoso, ma necessario, anche per le generazioni future”.

La priorità della famiglia

La scelta di ridurre il calendario è legata soprattutto alla vita privata. Djokovic non ha nascosto un pizzico di dispiacere all’idea di non poter festeggiare con la figlia, che compirà gli anni il 2 settembre: “La famiglia è la cosa più importante. Se sarò ancora qui quel giorno, vorrà dire che sto lottando per qualcosa di grande”.

Il tema del prize money

Djokovic ha espresso soddisfazione per l’aumento dei premi agli US Open, ma ha ricordato come ci sia ancora molto da fare: “È positivo che gli Slam aumentino i montepremi, ma non è ancora abbastanza. Troppi giocatori non riescono a vivere di questo sport. Non parlo per me, ma in generale: serve fare di più”.

Sinner-Alcaraz, la rivalità che infiamma il tennis

Lo sguardo del campione si è poi spostato sulla nuova generazione, dominata dal duello tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “La loro rivalità è incredibile, un regalo per il nostro sport. Ricorda molto i miei duelli con Federer e Nadal”. Djokovic ha anche auspicato l’arrivo di un “terzo incomodo”, citando nomi come Rune e Fonseca, e ricordando di essersi trovato lui stesso in quella posizione anni fa contro Federer e Nadal.

Conclusione

Djokovic arriva a New York con un atteggiamento diverso: meno concentrato sui numeri e sulle classifiche, più sereno e determinato a scegliere solo ciò che conta davvero. La sua esperienza e le sue parole mostrano un campione che non ha più nulla da dimostrare, ma che continua a giocare per passione e per amore del tennis.

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