Flavio Cobolli: dalla svolta di Bucarest al sogno Davis, tra amicizia e rivalità con Musetti

Flavio Cobolli racconta la sua stagione di rinascita: dal primo titolo ATP al sogno Davis Cup, passando per il ritiro contro Musetti e l’ammirazione per Sinner e Alcaraz.
Italy's Flavio Cobolli gives the ball back as he plays Serbia's Novak Djokovic during a quarterfinal men's singles match at the Wimbledon Tennis Championships in London, Wednesday, July 9, 2025. (AP Photo/Kin Cheung) 


Associated Press / LaPresse
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Italy's Flavio Cobolli gives the ball back as he plays Serbia's Novak Djokovic during a quarterfinal men's singles match at the Wimbledon Tennis Championships in London, Wednesday, July 9, 2025. (AP Photo/Kin Cheung) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Una stagione di rinascita

Il 2025 ha rappresentato un punto di svolta per Flavio Cobolli, protagonista di una crescita che lo ha portato a conquistare il suo primo titolo ATP a Bucarest. Dopo un avvio di stagione complicato dai problemi fisici ereditati dall’anno precedente, l’azzurro ha saputo ritrovare fiducia fino a raggiungere risultati di prestigio come il successo ad Amburgo e i quarti di finale a Wimbledon, dove ha coronato il sogno di giocare sul Campo Centrale. “Non ho mai mollato, Bucarest e Amburgo mi hanno dato una spinta incredibile per credere in me stesso. Ora ho aspettative più alte anche con me stesso”, ha raccontato durante un evento al Park Tennis di Genova.

Il ritiro contro Musetti e le scuse

Nonostante i successi, l’annata ha riservato anche momenti difficili. Agli US Open, Cobolli è stato costretto a ritirarsi nel derby italiano contro l’amico Lorenzo Musetti, fermato da un forte dolore al braccio. Un gesto che il romano ha voluto spiegare: “Mi dispiace ancora per Lorenzo che meritava di vincere con un punteggio pieno e spero non se la sia presa con me. Non ce la facevo più e ho dovuto fare una scelta per la mia salute”. Oggi il 23enne assicura di essere completamente ristabilito.

L’importanza del gruppo azzurro

Il movimento italiano sta vivendo un momento d’oro, con dieci giocatori stabilmente in Top 100. Cobolli sottolinea il ruolo della Federazione e l’importanza di un ambiente competitivo e solidale: “Abbiamo formato un grande gruppo in Nazionale, poi c’è un giocatore che comanda questa truppa. Jannik Sinner ci sta dando una forte spinta per lavorare sempre di più e provare a mettere in difficoltà tutti i campioni”. Non manca un riferimento a Musetti, definito “il mio più grande amico, ci sfidiamo sul campo ma siamo molto amici fuori”.

Guardando a Sinner e Alcaraz

Cobolli ammira la capacità di Jannik Sinner di voler innovare il proprio gioco, nonostante il livello già altissimo: “Va apprezzato perché non tutti hanno il coraggio di farlo. Io, nel mio piccolo, ho dovuto cambiare approccio passando dalla terra al veloce e oggi mi sento a mio agio su queste superfici”. L’azzurro guarda con interesse anche alla rivalità tra Sinner e Carlos Alcaraz, spiegando di voler imparare da entrambi: “Tutti e due insegnano e io posso prendere tante cose da loro”.

L’obiettivo Davis Cup

Tra i traguardi più desiderati c’è la Davis Cup Finals di Bologna, un appuntamento che Cobolli considera un obiettivo prioritario: “È il primo obiettivo sin dall’inizio della stagione, spero di far parte della squadra. Siamo tutti amici, ci sfidiamo sul campo e lottiamo ogni giorno per migliorarci”.

Con la maturità acquisita nell’ultimo anno e la voglia di mettersi in gioco, Flavio Cobolli sembra pronto a consolidare il suo ruolo nella nuova generazione del tennis italiano, divisa tra rivalità accese e un senso di squadra che sta diventando la vera forza del movimento.

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