Lorenzo Musetti è uscito sconfitto per il secondo anno consecutivo nella finale dell’ATP 250 di Chengdu, piegato al termine di una battaglia intensa dal cileno Alejandro Tabilo, capace di rimontare e portarsi a casa il trofeo dopo una stagione segnata dagli infortuni.
Una finale amara ma combattuta
La partita è stata decisa solo negli ultimi punti, con Musetti che ha avuto più di un’occasione per chiudere il match a suo favore. Alla premiazione, il tennista toscano ha ammesso la delusione ma ha mostrato grande maturità: “È stata una serata dura per me. Abbiamo lottato fino all’ultimo punto, ma alla fine c’è solo un vincitore. A volte vinci, altre impari. L’ultimo torneo l’ho vinto tre anni fa, ma credo che sia solo questione di tempo prima di tornare a sollevare un trofeo”.
Dall’altra parte, Tabilo ha voluto rendere omaggio all’avversario, sottolineando la qualità della sfida e la soddisfazione per un successo che definisce quasi inaspettato: “Le ultime settimane sono state emotivamente molto intense, non riesco a credere di essere qui con il trofeo”.
La reazione social: “Non sei sconfitto quando perdi”
Musetti non ha nascosto le lacrime al termine della finale, ma poche ore dopo ha affidato ai social un messaggio di resilienza: “Non sei sconfitto quando perdi. Sei sconfitto quando ti arrendi”. Un pensiero che sintetizza la sua voglia di non lasciarsi abbattere da una serie di cinque finali consecutive perse e di proiettarsi subito al prossimo obiettivo.
Il 23enne carrarino, attualmente numero 9 del ranking mondiale, sarà infatti al via del China Open di Pechino, un ATP 500 che gli offrirà l’occasione di riscattarsi immediatamente.
La corsa verso le Finals di Torino
La settimana in Cina, nonostante la sconfitta, ha comunque portato punti preziosi in ottica Race to Turin. Musetti è salito fino al settimo posto, superando Alex de Minaur e aumentando il margine su Felix Auger-Aliassime, primo degli inseguitori. L’obiettivo è ora chiaro: conquistare la prima qualificazione alle ATP Finals di Torino, appuntamento che rappresenterebbe una tappa fondamentale della sua carriera.
Musetti lascia Chengdu con il rammarico di un titolo mancato, ma anche con la consapevolezza di avere gli strumenti e la determinazione per trasformare presto la delusione in un nuovo successo.


