Jannik Sinner si ritira a Shanghai: le “condizioni brutali” denunciate da Panatta e la corsa al numero 1 con Alcaraz

Jannik Sinner si ritira dal Masters 1000 di Shanghai a causa delle condizioni estreme di gioco. Panatta parla di “condizioni brutali”. Il ritiro pesa sulla corsa al numero 1 con Alcaraz.
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Il Masters 1000 di Shanghai si sta trasformando in un vero banco di prova di resistenza per i tennisti. Le temperature oltre i 30 gradi e un tasso di umidità vicino al 90% stanno mettendo a dura prova gli atleti, provocando una serie inusuale di ritiri. Tra questi anche quello di Jannik Sinner, costretto a lasciare il campo durante il terzo set contro Tallon Griekspoor a causa dei crampi. L’azzurro, visibilmente provato, ha abbandonato il terreno di gioco sorretto dal fisioterapista, senza nemmeno la forza di portare il borsone.

Le parole dure di Panatta: “Condizioni brutali”

L’ex campione Adriano Panatta, intervenuto a La Domenica Sportiva, non ha usato mezzi termini per descrivere la situazione. “Sinner non ha perso contro l’avversario, ma contro un problema fisico naturale, perché le condizioni di gioco a Shanghai erano brutali”, ha commentato. Panatta ha denunciato l’assurdità di giocare in un contesto ambientale tanto estremo: “Ci sono stati ritiri, svenimenti… si gioca con 36 o 37 gradi e un’umidità del 95%. Inoltre, l’inquinamento è all’84%, un livello considerato malsano e che sconsiglia l’attività sportiva”.

Le sue parole hanno riacceso il dibattito sull’organizzazione dei tornei in condizioni climatiche estreme. Nonostante la globalità del tennis imponga di competere in ogni continente, il tema del benessere fisico degli atleti è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione.

Un colpo alla corsa verso il numero 1 mondiale

Oltre all’aspetto fisico, il ritiro di Sinner ha avuto ripercussioni dirette sulla classifica mondiale. Campione in carica a Shanghai nel 2024, l’altoatesino perde ben 950 punti ATP, scendendo a quota 10.000 punti. In assenza di Carlos Alcaraz, che non ha preso parte al torneo, lo spagnolo guadagna un vantaggio importante: con 11.340 punti totali, si porta a 1.340 punti di distanza dal rivale italiano.

La corsa verso il numero 1 si complica anche nella ATP Race che conduce alle Finals di Torino: Alcaraz guida con 11.040 punti, mentre Sinner segue a 8.500. Una differenza che rende quasi impossibile la rimonta entro la fine dell’anno, anche se non tutto è perduto.

Le prossime occasioni per Sinner

Nelle prossime settimane, Sinner avrà due occasioni chiave per provare a ridurre il distacco: l’ATP 500 di Vienna e il Masters 1000 di Parigi-Bercy. Entrambi tornei che l’anno scorso non aveva disputato, e quindi con ampi margini di guadagno in termini di punti. Alcaraz, al contrario, difende solo 100 punti a Parigi e 200 alle Finals, lasciando teoricamente aperta una finestra per un possibile riavvicinamento.

Il cammino, però, dipenderà anche dalla condizione fisica dell’azzurro dopo il malessere di Shanghai. La priorità, come sottolineano molti osservatori, dovrà essere recuperare energie e forma fisica prima di tornare in campo.

Una battuta d’arresto, ma non una resa

Il ritiro di Sinner rappresenta una battuta d’arresto più simbolica che tecnica: il campione italiano resta stabilmente tra i protagonisti assoluti del circuito e, nonostante le difficoltà, ha mostrato una crescita costante nell’ultimo anno.

Shanghai, con le sue condizioni estreme e i numerosi forfait, ha messo in luce i limiti del calendario tennistico e la necessità di una riflessione sul rapporto tra competizione e salute degli atleti. Come ha ricordato Panatta, “quando fai sport in tutto il mondo, può capitare di giocare in condizioni difficili, ma qui si è superato il limite del ragionevole”.

Sinner dovrà ora ripartire da questa esperienza con la consueta lucidità e determinazione, pronto a riprendere la rincorsa verso il vertice mondiale.

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