Abodi sull’assenza delle istituzioni alla vittoria di Sinner a Wimbledon: “La cosa più importante è celebrare Jannik”

Dopo la vittoria storica di Jannik Sinner a Wimbledon, scoppia la polemica per l’assenza delle istituzioni italiane in tribuna. Il ministro Abodi spiega i motivi e guarda al futuro.
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La storica vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon ha acceso l’entusiasmo degli italiani, ma ha anche sollevato un acceso dibattito per un’assenza che non è passata inosservata: quella delle istituzioni italiane in tribuna durante la finale. A differenza di quanto accaduto per Carlos Alcaraz, che ha potuto contare sul supporto diretto del Re di Spagna Felipe VI, del ministro dell’Interno spagnolo e dell’ambasciatore a Londra, per Sinner non era presente alcun rappresentante del governo italiano né del CONI.

L’assenza delle istituzioni spiegata dal Ministro

Il primo a intervenire sulla questione è stato proprio il Ministro dello Sport e dei Giovani, Andrea Abodi, che ai microfoni di “La Politica del Pallone” su Gr Parlamento ha spiegato il perché di questa scelta. Il ministro ha confessato di aver seguito la finale da casa, accanto alla famiglia, sottolineando che “capita anche a un ministro a volte di fermarsi, di passare una giornata con i propri cari”.

Quella di Abodi non vuole essere una giustificazione, ma una spiegazione che prova a inquadrare la vicenda in un contesto più ampio. “Dispiace per l’assenza delle istituzioni italiane. Sarebbe stato molto più bello essere lì presenti, ma ci sono circostanze della vita che a volte ci impediscono di farlo. Non penso che questo debba meritare un giudizio che distolga dalla grande gioia che dovrebbe accomunarci”, ha dichiarato il ministro.

Le polemiche

La polemica ha acceso il dibattito sui media e sui social, dove molti hanno sottolineato come la presenza istituzionale in eventi sportivi di questa portata sia un segnale importante per il Paese. Per alcuni osservatori, il confronto con la Spagna è stato inevitabile: mentre la delegazione spagnola ha celebrato Alcaraz a bordo campo, l’Italia ha lasciato Sinner solo a rappresentare sé stesso, insieme ai dirigenti della Federazione Italiana Tennis e Padel.

Nonostante il rammarico per la mancata presenza, Abodi ha voluto ribadire che il focus deve restare sull’impresa sportiva di Sinner. “La cosa più importante è poter gioire comunque, da presenti o da diversamente presenti, per un’impresa che riunisce tutti”, ha detto.

La celebrazione ufficiale

In merito a un possibile incontro ufficiale tra Sinner e le massime cariche dello Stato, Abodi ha lasciato intendere che non mancherà un’occasione per celebrare il campione: “A ogni vittoria c’è stata una celebrazione e sono convinto che non mancherà nemmeno questa volta. Il tema è trovare un punto d’incontro tra l’agenda delle istituzioni e soprattutto quella sportiva di Jannik, che ha per noi la priorità. Quando lui sarà pronto, saremo tutti qui pronti ad accoglierlo e ad abbracciarlo, insieme alla Coppa che ha meritatamente vinto a Londra”.

L’assenza a Wimbledon, per quanto criticata, non sembra dunque destinata a oscurare la portata storica della vittoria di Sinner. Per Abodi, il successo dell’altoatesino rappresenta un momento di orgoglio collettivo che va oltre la presenza o meno delle figure istituzionali. La priorità resta quella di celebrare il trionfo sportivo e consolidare il percorso di un atleta che sta rivoluzionando la storia del tennis italiano.

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