Djokovic lancia l’Adria Tour: Thiem e Zverev presenti, Federer e Nadal invece…

Djokovic lancia l’Adria Tour: Thiem e Zverev presenti, Federer e Nadal invece…

Il serbo lancia il suo torneo, sperando nel ritorno del pubblico e svelando le costanti comunicazioni tenute con gli altri due campioni durante la pandemia

di Maurizio Petti

Novak Djokovic è già tornato in Serbia.

Il serbo si è messo al lavoro e ha deciso di organizzare un nuovo torneo nella sua terra, dando l’opportunità non solo alle stelle più grandi, ma anche ai giocatori di basso profilo di non perdere la forma e competere, rispettando le misure di sicurezza.

È così che è nato “Adria Tour”, un torneo itinerante che inizierà nella capitale serba, Belgrado.

Il numero uno al mondo ha tenuto una conferenza stampa con il canale sportivo SportKlub per parlare di questo torneo, della sua ragion d’essere, e per svelare quali saranno le città interessate dall’evento.

La prima grande news lanciata da Novak è la conferma di Alexander Zverev, facendo salire così a tre il numero dei Top 10 partecipanti: insieme a Sascha, ci sarà ovviamente Nole, e poi Dominic Thiem, Grigor Dimitrov e Damir Dzumhur.

“Sono molto felice di poter giocare nel mio paese e di viaggiare in tutta la regione. C’è stato poco tempo per organizzare tutto. La natura di questo torneo è totalmente umanitaria, tutto il ricavato andrà alle organizzazioni di beneficenza, inclusa la mia fondazione. Le star che parteciperanno a questo torneo decideranno, individualmente, a quale organizzazione donare i premi”, ha confessato un Novak visibilmente soddisfatto del livello che avrà l’Adria Tour;“Sono molto contento della partecipazione di Sascha, ci sono così tre Top Players (si unisce a Dimitrov e Thiem) che possono giocare nella mia città natale. Tutti i giocatori vengono qui gratuitamente, grazie ai buoni rapporti che ho con loro e per poter fare beneficenza partecipando al torneo. Tutti e tre giocheranno a Belgrado, Zverev giocherà in Croazia e Dimitrov giocherà anche in Croazia e Montenegro”.

Senza cambiamenti o stravolgimenti, il torneo ha già delle tappe precise: Belgrado, Serbia nei giorni 13 e 14 giugno; Zara, Croazia, il 20 e 21 giugno, una località in Montenegro da stabilire il 27 e 28 giugno, e Banja Luka, Bosnia, dal 3 al 4 luglio.

La ciliegina finale in questo tour sarà messa da Djokovic e Damir Dzumhur, con una partita di esibizione a Sarajevo il 5 luglio.

Nole si mostra ottimista anche per un altro aspetto, non meno importante: “Speriamo che il regolamento cambi dal 13 giugno e che possa tornare il pubblico. Rispettiamo le regole imposte dai governi ed è sicuro al 100% che le date si terranno a Belgrado e a Zara. Vogliamo giocare in Montenegro e in Bosnia, ma non è ancora pienamente confermato poiché l’organizzazione di queste date è iniziata più tardi”.

Novak non si preoccupa solo del circuito maschile, il suo obiettivo ambizioso è quello di dare l’opportunità a varie forme di competizione: “Stiamo considerando la possibilità di ospitare un torneo femminile, vogliamo giocare doppi, doppi misti, doppi con leggende come Goran Ivanisevic, ma l’ITF non ha ancora permesso di giocare i doppi”.

Nole ricorda anche il tempo passato in quarantena: “Ho avuto l’opportunità di allenarmi ogni giorno, dato che avevamo un campo in cortile. Non ho caricato nulla sui social network per non disturbare il resto dei giocatori. Ho lavorato duro e in questi ultimi giorni mi sento bene. Sono nel momento migliore della mia carriera, sono il numero uno al mondo e ho l’opportunità di organizzare qualcosa del genere. Spero che faccia una buona impressione sul pubblico, lavoriamo tutti intorno a un nobile obiettivo. Non so cosa accadrà in futuro”.

Infine, il serbo ha fatto una confessione piuttosto importante: è stato in costante contatto con Federer e Nadal durante questa quarantena: “Rafa, Roger e io abbiamo comunicato più del solito a causa di tutti i cambiamenti causati da questa pandemia e per mettere a punto un piano per aiutare i giocatori di livello inferiore. Federer ha ancora problemi al ginocchio, quindi non me la son sentito di invitarlo. So invece che Rafa ha già iniziato ad allenarsi, abbiamo parlato degli Us Open la scorsa settimana, ma non sono sicuro abbia messo in conto di voler giocare anche questo torneo”.

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