Una carriera coronata dal titolo di Cleveland
Sorana Cirstea, tennista rumena con quasi vent’anni di carriera alle spalle, aveva appena conquistato uno dei successi più significativi della sua vita sportiva. A 35 anni, la numero 57 del mondo si era aggiudicata il torneo Tennis in the Land a Cleveland battendo in finale l’americana Ann Li. Quel titolo rappresentava per lei molto più di una vittoria: era il suo primo trofeo su cemento dal lontano 2008, una conferma di resilienza e determinazione.
Il furto nella Grande Mela
Durante il suo soggiorno a New York per disputare lo US Open, la gioia si è trasformata in delusione. Cirstea ha denunciato sui social il furto del trofeo, scomparso dalla sua stanza al Fifty Sonesta Hotel, dove alloggiava. La tennista ha scritto un appello pubblico: “Chiunque abbia rubato il mio trofeo di Cleveland dalla stanza 314, per favore, restituitelo. Non ha valore materiale, solo valore sentimentale! Sarebbe molto apprezzato, grazie”.
Un simbolo dal valore speciale
Più che un semplice oggetto, quel trofeo rappresentava per la giocatrice i sacrifici e le soddisfazioni di un’intera carriera. Cirstea stessa ha sottolineato come il legame con quel premio fosse soprattutto emotivo, legato a una delle giornate più felici della sua vita sportiva. La notizia del furto è arrivata subito dopo la sua eliminazione al secondo turno dello Slam newyorkese contro Karolina Muchova, rendendo ancora più amaro il bilancio della trasferta.
Un appello destinato a restare inascoltato?
Il gesto ha lasciato un profondo dispiacere non solo alla diretta interessata ma anche ai tifosi, che hanno espresso solidarietà alla giocatrice. Cirstea ha scelto di affidarsi alla forza dei social nella speranza che il trofeo possa tornare nelle sue mani, anche se, come spesso accade in casi simili, le possibilità di un lieto fine restano ridotte.


