Zio Toni Nadal: “Federer? Estetica eccezionale, tecnica quasi perfetta…”

In attesa del pieno recupero del campione di Basilea, la parola passa da Luthi a Zio Toni, che non risparmia complimenti al Re

di Maurizio Petti

Ieri, su queste pagine, si leggevano le parole di Luthi circa le condizioni di Roger Federer.
Per carità, nessun allarmismo, solo la constatazione che la ripresa non era così veloce come auspicato.

E fino a qui, nulla di strano, visto che comunque si parla di un uomo di 38 anni, che ha inevitabilmente tempi di recupero più lunghi rispetto a un ventenne.

Luthi ha lasciato intendere che se a settembre si ripartirà sul serio, il Re sarà di nuovo lì, con la grinta e la classe che lo contraddistinguono, e con la fame di successi che non lo ha mai abbandonato.

Probabilmente, la pandemia ci “ha risparmiato” un’edizione di Wimbledon con un Roger non al 100%.
Ora, prima che i detrattori di Roger mi mettano al rogo per questa affermazione, chiariamolo, casomai ce ne fosse bisogno: è una battuta.

Nessuno è contento di questo virus, dei danni che ha portato, dei danni che porterà, ci mancherebbe.
Sportivamente parlando, questo stop prolungato però potrebbe riconsegnarci un Roger tirato a lucido.

Lo zio di Rafa, lo zio più famoso del circuito, ha recentemente rilasciato un’intervista al quotidiano Blick, e non ha lesinato complimenti al campione di Basilea: “Estetica eccezionale, tecnica quasi perfetta”, ha esordito, tanto per chiarire la sua sincera ammirazione; “è fortunato (Federer, nda) perché è in grado di fare tutto sul campo da tennis. In passato, mi piaceva guardarlo, forse anche più di quanto non mi piaccia ora”.

Zio Toni poi svela un altro aspetto tattico: “Come per mio nipote Rafa, che, per inciso, è molto migliorato al servizio, anche Roger Federer ha modificato il suo gioco allo scopo di correre di meno e chiudere prima gli scambi”.

L’età porta spesso la maturità e la saggezza, e questi due campioni ne sono la prova vivente.

“La decisione di utilizzare una racchetta con l’ovale più grande ha aiutato molto Roger, soprattutto sul lato del rovescio, che è stata la vera e propria arma letale nella finale degli Australian Open 2017 contro Rafa”, racconta zio Torni, che però conclude dicendo: “Nonostante Federer sia riuscito a conquistare altri tre Slam tra il 2017 e il 2018, mio nipote dista una sola lunghezza e – se dovesse disputarsi il Roland Garros quest’anno – potrebbe centrare lo storico aggancio”.

 

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