Aon Open Challenger Genova: la sfida per il futuro del torneo che rischia il declassamento

L’Aon Open Challenger di Genova ha visto il trionfo di Luciano Darderi e un pubblico record. Ma il torneo rischia il declassamento senza interventi sullo stadio Beppe Croce.
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L’edizione 2025 dell’Aon Open Challenger – Memorial Giorgio Messina ha regalato a Genova una settimana di grande tennis, culminata con la vittoria di Luciano Darderi. L’italo-argentino, reduce dal terzo turno agli US Open, ha conquistato il titolo battendo in finale Andrea Pellegrino con un netto 6-1 6-3 davanti a uno stadio Beppe Croce gremito. Con questo successo, Darderi ha celebrato anche il suo ingresso nella Top 30 del ranking ATP, un traguardo storico per il torneo ligure.

“È una giornata speciale, questa vittoria significa tanto. Ora punto ai Top 20 e alla Coppa Davis”, ha dichiarato un emozionato Darderi, sottolineando le difficoltà logistiche affrontate per arrivare a Genova dopo l’eliminazione a New York. Dall’altra parte, Pellegrino ha riconosciuto i meriti dell’amico-avversario: “Luciano ha mantenuto un livello altissimo, io non sono riuscito a complicargli la partita. Spero un giorno di vincere questo torneo”.

Un torneo in crescita, ma a rischio declassamento

L’edizione 2025 ha attirato circa 20mila spettatori durante la settimana, segnale di una popolarità crescente del tennis a Genova. Nonostante questo successo, il torneo rischia un declassamento se non verranno effettuati interventi significativi sull’impianto. Lo storico stadio Beppe Croce, costruito negli anni ’60 e con una capienza di 2.000 posti, mostra tutti i segni dell’età.

Il presidente del comitato organizzatore, Mauro Iguera, è stato chiaro: l’impianto necessita di un rifacimento radicale per adeguarsi agli standard internazionali. “È stata un’edizione spettacolare con un gioiello come Darderi, ma ora serve un impianto moderno”, ha commentato.

L’impegno delle istituzioni

Anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha ribadito la necessità di un intervento istituzionale: “Vogliamo evitare a tutti i costi un declassamento. I criteri per organizzare eventi internazionali sono sempre più stringenti e il Comune, insieme alla Regione, deve intervenire per garantire un futuro al torneo”.

La possibilità di un restyling della struttura o persino di un nuovo impianto è al centro del dibattito. L’obiettivo è mantenere il livello 125 ATP, con la prospettiva di un futuro upgrade a 175. Una sfida che potrebbe trasformare Genova in un punto di riferimento stabile per il grande tennis europeo dopo lo US Open.

Un futuro da scrivere

L’Aon Open Challenger, nato nel 2003, sembra aver raggiunto i limiti della sua crescita attuale. Per continuare ad attrarre giocatori di alto livello e un pubblico sempre più numeroso, serviranno investimenti concreti. Se le istituzioni sapranno cogliere l’opportunità, il torneo potrà consolidare la sua importanza nel panorama internazionale, proseguendo su una strada di crescita che oggi appare tanto promettente quanto delicata.

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