Alcaraz non si arrende mai: 15 vittorie di fila e una lezione di resilienza sull’erba

Carlos Alcaraz conquista la 15ª vittoria consecutiva dopo una battaglia epica contro Jaume Munar al Queen’s. Una lezione di resilienza mentale e fisica sull’erba.
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Una vittoria sofferta che vale il record

Carlos Alcaraz ha firmato il suo nuovo primato personale: 15 vittorie consecutive, la striscia più lunga della sua carriera. Il successo, però, non è arrivato senza fatica. Il numero 2 del mondo ha dovuto lottare per oltre tre ore e venti minuti prima di avere la meglio sul connazionale Jaume Munar con il punteggio di 6-4 6-7(7) 7-5, in un match che ha avuto tutti i tratti del dramma sportivo.

È stata una battaglia durissima, e Alcaraz non lo ha nascosto nel post-partita: “Ci sono stati momenti in cui ho faticato molto, sia mentalmente che fisicamente. A un certo punto ero mentalmente fuori dal match, ma ho cercato di restare lì e giocare i miei migliori colpi”. Un match che ha evidenziato quanto anche un talento come il murciano debba attingere a fondo dal suo bagaglio emotivo per prevalere.

Il peso dell’aspettativa e i limiti umani

La tensione è stata palpabile soprattutto nel terzo set, quando Alcaraz si è trovato sotto 2-4. “Mi sentivo frustrato, il mio servizio non stava funzionando. Avevo una percentuale di prime molto bassa, attorno al 50%”, ha ammesso il campione di Wimbledon in carica. E quando Munar lo ha brekkato due volte consecutive, anche la calma tipica di Alcaraz sembrava vacillare: “Di solito controllo le mie emozioni, ma oggi non ci sono riuscito. Non mi sono arreso e sono rimasto aggrappato alla partita come potevo”.

Il match, giocato su erba, è stato ulteriormente complicato dalle condizioni estreme: il caldo, la durata degli scambi e le interruzioni legate alla gestione del tempo tra un punto e l’altro. Entrambi i giocatori hanno manifestato disappunto verso la giudice di sedia per come è stato utilizzato il cronometro, troppo rigido nei momenti in cui serviva recuperare fiato dopo scambi lunghi.

L’importanza della mentalità e della lotta

Il vero valore aggiunto di Alcaraz è però la sua capacità di non mollare mai. “È molto importante pensare in positivo. Ci sono momenti in cui i pensieri negativi arrivano, ma bisogna saperli respingere e continuare a lottare. Il rivale ti darà delle opportunità, e tu devi farti trovare pronto”. Un messaggio potente, che va oltre il tennis e parla a tutti coloro che affrontano ostacoli.

Con questa vittoria, Alcaraz ha migliorato il suo bilancio sull’erba a 26 successi su 29 match in carriera, e ha raggiunto il suo nono quarto di finale stagionale – nessun altro tennista ne ha disputati tanti nel 2025. Ad attenderlo ora ci sarà Arthur Rinderknech, lo stesso avversario del suo debutto nella stagione su erba nel 2023. “Ricordo che fu durissima, poteva battermi. Ma mi aiutò molto per le partite successive”, ha detto il murciano, consapevole che ogni scampolo di gioco su questa superficie serve ad affinare adattamento ed esperienza.

Fuori dal campo: sicurezza e normalità

Alcaraz ha anche toccato un tema delicato riguardante la sua vita fuori dai tornei: la sicurezza personale. “Non mi sono mai sentito insicuro durante un torneo, ma fuori sì. Ci sono fan che ti spingono per avere una foto o un autografo. Se dici che non puoi, non lo capiscono. È in quei momenti che non mi sento sicuro”. Nonostante questo, ha ribadito di non voler avere guardie del corpo: “Mi piace sentirmi una persona normale, soprattutto quando sono a casa”.

Giovani in ascesa: Lehecka e Fearnley sorprendono

Nel frattempo, il torneo al Queen’s Club ha offerto altri spunti interessanti. Jiri Lehecka ha dominato Gabriel Diallo con un netto 6-4 6-2, avvicinandosi alla centesima vittoria in carriera. Il ceco affronterà ora Jacob Fearnley, sorprendente britannico che ha centrato il suo primo quarto di finale ATP. “Ho sognato questo momento sin da bambino, ed è ancora più bello viverlo qui in Gran Bretagna”, ha dichiarato dopo il successo su Moutet.

Con un mix di talento, resilienza e fame di vittorie, la stagione sull’erba promette spettacolo. Ma se c’è una cosa che Alcaraz ha dimostrato, è che per batterlo, serve molto più del talento: serve una prestazione perfetta e soprattutto, saper resistere alla sua forza mentale.

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