La rinascita di un talento controverso
Alexander Bublik vive uno dei momenti più luminosi della sua carriera. Il 28enne kazako, numero 16 del ranking mondiale, è arrivato al Masters 1000 di Parigi con un obiettivo chiaro: entrare per la prima volta in top 10. Dopo aver superato con autorità il primo turno contro l’australiano Alexei Popyrin (6-4, 6-3), ha raccontato di sentirsi in una fase nuova della sua vita e della sua carriera.
In un’intervista rilasciata a Tennis Channel, Bublik ha spiegato come una promessa fatta al suo allenatore a Roland Garros sia stata la scintilla del cambiamento: “Ricordo di avergli promesso che da quel momento mi sarei dedicato completamente al tennis, senza distrazioni. Volevo capire se dentro di me c’era ancora qualcosa da tirare fuori, e da allora i risultati hanno cominciato ad arrivare.”
Il giocatore, che in passato si era distinto tanto per il talento quanto per gli atteggiamenti imprevedibili, oggi mostra un volto molto diverso: più concentrato, consapevole e sereno. “Essere padre mi ha cambiato,” ha confidato, “non vorrei mai che mio figlio vedesse alcuni comportamenti che ho avuto in passato. Ora voglio solo essere un professionista e dare il 100% in ogni allenamento.”
Una nuova mentalità e la maturità dei 28 anni
L’evoluzione di Bublik non è solo tecnica, ma soprattutto mentale. Il kazako ha sottolineato l’importanza di mantenere la calma nei momenti decisivi e di non lasciarsi sopraffare dalle emozioni: “È importante non impazzire. Se arrivi a un torneo sapendo che puoi ottenere qualcosa di grande, come entrare tra i primi dieci, tutto diventa più facile. Basta avere le idee chiare e non fare doppi falli nei momenti chiave.”
Questa nuova mentalità si riflette anche nella sua gestione delle partite. Bublik si considera ormai un giocatore più lucido nelle scelte, capace di leggere i momenti importanti. “Mi sto avvicinando ai trent’anni, e si sente,” ha detto sorridendo, riferendosi alla maggiore capacità di prendere decisioni con freddezza.
La vittoria e l’episodio della mancata stretta di mano
Nonostante il successo netto contro Popyrin, il match di Parigi ha lasciato strascichi polemici. Al termine dell’incontro, Bublik ha evitato la tradizionale stretta di mano con l’australiano, limitandosi a salutare l’arbitro e il pubblico.
Secondo quanto emerso, il gesto sarebbe stato una reazione al comportamento di Popyrin durante la partita: l’australiano avrebbe vinto un paio di punti grazie a rimbalzi fortunosi sul nastro, senza chiedere scusa come da consuetudine, arrivando anzi a esultare. Un atteggiamento che avrebbe infastidito profondamente Bublik, deciso a non dimenticare l’episodio a fine match.
Il kazako non ha alimentato ulteriori polemiche, ma la scena — ripresa dalle telecamere e diventata virale — ha riacceso il dibattito sul rispetto tra giocatori e sul ruolo dell’etichetta nel tennis moderno.
Un nuovo capitolo per Bublik
Tra ambizione e maturità, Alexander Bublik sembra oggi più pronto che mai a compiere il salto definitivo. Le sue parole e i suoi risultati raccontano la storia di un atleta che, dopo anni di alti e bassi, ha finalmente trovato il proprio equilibrio.
L’obiettivo del top 10 non è più un sogno lontano, ma una meta che riflette la sua crescita personale e professionale. “Ora si tratta solo di giocare a tennis e sfruttare le opportunità,” ha dichiarato. Una promessa mantenuta, che potrebbe davvero cambiare il corso della sua carriera.


