Le ATP Finals resteranno a Torino anche nel 2026. La conferma è arrivata direttamente da Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, durante un incontro pubblico in cui ha annunciato ufficialmente l’estensione di un anno dell’accordo inizialmente previsto per il quinquennio 2021-2025. Una notizia che rafforza ulteriormente il legame tra la città sabauda e uno degli eventi più prestigiosi del tennis mondiale.
Con questa scelta, Torino si assicura per almeno un’altra edizione il ruolo di palcoscenico delle sfide tra i migliori otto tennisti della stagione, in un torneo che nel tempo è diventato un appuntamento imprescindibile del calendario ATP. La decisione arriva in un momento in cui il tennis italiano sta vivendo una stagione d’oro, trainata dalle imprese di atleti come Jannik Sinner, vincitore proprio delle ATP Finals 2024.
Numeri da record per le Finals 2025
L’entusiasmo per l’evento è testimoniato dai numeri. Per l’edizione 2025, infatti, sono già stati venduti 149.410 biglietti, registrando un incremento del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’interesse ha ormai superato i confini nazionali: sono ben 100 i Paesi da cui provengono gli acquirenti dei tagliandi, dodici in più rispetto all’edizione 2024. L’affluenza italiana, comunque, continua a farla da padrona, dimostrando come il pubblico locale abbia accolto con entusiasmo il torneo. Visti i dati attuali, il sold out appare quasi inevitabile.
Binaghi ha sottolineato come questi numeri rappresentino un successo non solo sportivo, ma anche organizzativo e commerciale. L’evento è diventato un vero e proprio volano per il turismo e l’economia locale, trasformando Torino in una delle capitali internazionali del tennis, almeno per una settimana all’anno.
Le preoccupazioni per il futuro oltre il 2026
Nonostante i traguardi raggiunti, il futuro delle ATP Finals in Italia non è privo di incognite. Nel corso dell’annuncio, Binaghi ha espresso alcune perplessità riguardo agli anni successivi al 2026, lasciando intendere che potrebbero sorgere difficoltà legate al rapporto tra la Federazione e le istituzioni governative.
“Sono un uomo delle istituzioni, un umile servitore dello Stato”, ha dichiarato Binaghi, ricordando l’appoggio ricevuto dagli attuali ministri. Non ha nascosto però un certo rammarico per il mancato supporto ricevuto in altre circostanze, ad esempio quando si trattava di potenziare ulteriormente il torneo di Roma. “Mi sarebbe piaciuto vedere questo interesse per il tennis italiano qualche mese fa, quando cercavamo di far crescere Roma”, ha spiegato.
Proprio per evitare che il suo ruolo diventi un ostacolo al dialogo con le istituzioni, Binaghi ha comunicato di aver messo a disposizione il proprio mandato negli organismi federali che collaborano con altri enti nella gestione dei grandi eventi. “Se il problema fosse la mia visione di una federazione protagonista, il mio incarico è totalmente disponibile. Mi sembra il momento migliore per chiudere questa esperienza di 25 anni. Lo abbiamo vinto tutto, siamo ai vertici del mondo: se necessario, mi farò da parte subito.”
Torino e il tennis: un legame da non perdere
Il rinnovo fino al 2026 rappresenta una vittoria per Torino, ma anche un punto interrogativo sul futuro a lungo termine delle ATP Finals in Italia. Dopo i successi di Alexander Zverev (2021), Novak Djokovic (2022 e 2023) e Jannik Sinner (2024), la città si prepara ad accogliere un’altra edizione da record, ma resta da capire se questa sarà l’ultima o solo un nuovo punto di partenza.
Il dibattito tra sport e politica, gestione degli eventi e visioni strategiche per il tennis italiano è quindi più aperto che mai. L’auspicio di Binaghi è che si possano trovare soluzioni compatibili con gli obiettivi ambiziosi della Federazione, che punta a confermarsi come una delle più importanti del panorama mondiale. Nel frattempo, il pubblico può godersi lo spettacolo: le ATP Finals, almeno per un altro anno, resteranno sotto la Mole.


