ATP Finals nel caos: la lettera di fuoco dell’Atp contro la possibile ingerenza del governo

Scontro istituzionale sulle ATP Finals: l’Atp diffida il governo Meloni e difende l’autonomia della FederTennis. A rischio la gestione dell’evento e i rapporti con Sport e Salute.
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Il nodo politico dietro le ATP Finals

Le ATP Finals di Torino, fiore all’occhiello del tennis italiano ed evento di punta del panorama sportivo internazionale, sono finite nel mirino di una crescente tensione istituzionale. Al centro della bufera, l’ultimo Decreto Sport del governo Meloni, che introduce un controllo politico sempre più marcato sull’organizzazione della manifestazione, storicamente gestita dalla Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) guidata da Angelo Binaghi.

Il provvedimento prevede l’inserimento nel comitato organizzatore di enti pubblici come il governo, la Regione Piemonte, il Comune di Torino e soprattutto Sport e Salute, la società partecipata dello Stato oggi diretta da figure vicine a Fratelli d’Italia. Un cambio di governance che ha sollevato pesanti interrogativi sull’autonomia gestionale dell’evento e sul reale obiettivo dell’intervento statale.

L’Atp al fianco della FederTennis: “Vogliamo chiarezza”

L’Association of Tennis Professionals (Atp), l’organo che governa il tennis maschile a livello globale e titolare dei diritti delle Finals, è intervenuta con una lettera ufficiale che Il Fatto Quotidiano ha potuto visionare in esclusiva. Il documento, firmato dal presidente italiano dell’Atp, Andrea Gaudenzi, è indirizzato formalmente alla FITP ma parla in realtà al governo.

Nella missiva, l’Atp chiede “urgenti chiarimenti” in merito al nuovo assetto organizzativo prima di firmare il rinnovo del contratto per le Finals. Viene chiarito in modo netto che il rinnovo “si basa sull’inderogabile assunto che sia la FITP ad organizzare e gestire direttamente l’evento”, mantenendo pieni poteri decisionali sia sul piano operativo che finanziario.

La preoccupazione è chiara: l’Atp non intende riconoscere altri soggetti gestionali oltre alla Federazione, con cui ha sempre interagito nei quattro anni di successi a Torino. L’ingresso di Sport e Salute in un ruolo più operativo, specie nella gestione degli appalti e dei contratti, viene percepito come una minaccia all’indipendenza e all’efficacia dell’organizzazione.

La strategia di Binaghi: fare leva sull’Atp per frenare il decreto

Dietro le quinte, si delinea una strategia ben precisa. Il presidente della FITP, Binaghi, ha ribadito in audizione parlamentare la richiesta di tornare al quadro normativo precedente: “Chiediamo il ripristino della vecchia norma che ha garantito il successo della manifestazione e la piena sinergia con Comune e Regione”.

Binaghi punta a usare la lettera dell’Atp come strumento di pressione politica, sulla falsariga di quanto fatto da Giovanni Malagò ai tempi della riforma del CONI, evocando lo spettro di sanzioni internazionali. Pur senza una minaccia esplicita di revoca dell’evento all’Italia, il messaggio dell’Atp è inequivocabile: se la FITP non manterrà il controllo esclusivo, “il Board valuterà ogni iniziativa utile al fine di tutelare l’evento”.

Una convivenza difficile e un futuro incerto

La tensione tra la FITP e Sport e Salute, già palpabile, rischia ora di compromettere non solo le Finals, ma anche gli Internazionali d’Italia del Foro Italico, altro evento strategico finora organizzato in sinergia. La Federazione sarebbe persino disposta a rinunciare ai contributi pubblici – circa 80 milioni di euro – pur di non cedere il controllo operativo, segnando una frattura profonda tra sport e politica.

I margini per un compromesso appaiono ristretti. Il governo sembra determinato a non arretrare su una norma che garantisce l’accesso diretto alla macchina organizzativa di un evento che genera visibilità e affari. Ma l’ultima parola potrebbe spettare all’Atp: se dovesse passare dalle parole ai fatti, lo scenario diventerebbe incandescente e metterebbe a rischio uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario sportivo italiano.

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