Benoite Paire positivo al covid-19

Benoit Paire positivo al covid-19. La “bolla” di New York rischia di scoppiare. US Open a rischio?
di Nicola Devoto

di Michele Alinovi, @MicheleAlinovi1
Gli US Open, al via lunedì 1 settembre non vedrà ai nastri di partenza Benoit Paire il n. 22 del mondo francese che è risultato positivo ad un test anti-COVID-19.
Si tratta del primo giocatore a risultare positivo da Sars CoV-2 all’interno della “bolla” di New York dove si è appena concluso il Masters 1000 di Cincinnati che ha visto il n. 1 del mondo Novak Djokovic conquistare il trofeo battendo in finale il canadese Milos Raonic al terzo set in un match durato poco più di due ore di gioco.
Benoit Paire era la testa di serie n. 17 del tabellone principale e avrebbe dovuto incontrare al primo turno il polacco Kamil Majchzak. Come da regolamento verrà ripescato al suo posto un giocatore inserito nel main draw del doppio.
Benoit Paire in campo contro la Spagna
Il tennista francese verrà messo in quarantena per due settimane e sono stati messi in isolamento fino a nuove disposizioni anche il resto della squadra francese: Richard Gasquet, Adrian Mannarino, Edouard Roger Vasselin, Gregoire Barrere e l’allenatore Nicolas Copin.
La bolla creata a Flushing Meadows dalla USTA è un ambiente controllato dove 350 giocatori e i relativi accompagnatori – non più di 3 per ogni tennista – alloggeranno nei prossimi giorni fino alla loro eliminazione dallo Slam Newyorkese. L’area sicura comprende il ‘Billie Jean King National Tennis Center’ di Flushing Meadows, l’albergo ufficiale del Marriott Long Island, quello secondario del Garden City con la relativa transportation.
Una zona protetta, disposta su tre livelli dove ogni tennista ha a portata di mano tutto ciò di cui necessita. È un sistema a livelli disegnato per dividere i vari gruppi di persone in modo tale da ridurre al minimo o azzerare ogni possibilità di diffusione del virus . Sono previsti inoltre frequenti test diagnostici che permettono alla USTA di poter isolare le persone infette.
Non risulta quindi ben chiaro come e quando Benoit Paire possa esser stato contagiato, essendo sempre risultato negativo da prima della partenza per gli Stati Uniti. C’è da chiedersi se può essersi verificata una falla nella rigida organizzazione prevista dai protocolli sanitari adottata nella bolla dei tennisti e se qualcuno possa aver trasgredito le regole.
Nicola Devoto
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