Carlos Alcaraz archivia in fretta la delusione della Laver Cup 2025, che ha visto il Team Europa cedere il passo a un Team World trascinato da Taylor Fritz. Per il numero uno al mondo l’esperienza di San Francisco è stata comunque preziosa, non solo per il tennis giocato, ma anche per il clima unico dell’evento: “Il primo motivo per cui amo la Laver Cup è perché ho la possibilità di essere in squadra con altri giocatori con cui durante l’anno sono avversario. Qui posso conoscerli meglio come persone e imparare da loro. Adoro l’energia dei tornei a squadre”, ha raccontato il murciano.
Nonostante la sconfitta, il bilancio stagionale di Alcaraz resta straordinario: sette trofei sollevati, il ritorno al vertice del ranking ATP e il trionfo agli US Open contro Jannik Sinner, che gli ha permesso di vendicare la sconfitta di Wimbledon. Un percorso in cui il campione spagnolo ha dimostrato di aver migliorato anche la tenuta fisica nel finale di stagione, tradizionalmente uno dei suoi punti deboli.
Gli obiettivi dichiarati da Alcaraz
Alcaraz non intende rallentare e ha già fissato con chiarezza i suoi traguardi: “Prima le ATP Finals e poi la Coppa Davis. Voglio essere in perfetta forma per vedere se ce la facciamo”, ha confidato in una conversazione con Pau Gasol, spettatore d’eccezione della Laver Cup.
Le Nitto ATP Finals di Torino rappresentano il primo grande banco di prova, un palcoscenico che il murciano si è assicurato con largo anticipo grazie ai successi raccolti. Subito dopo, l’attenzione sarà rivolta alle Davis Cup Finals di Bologna, dove la Spagna di David Ferrer, dopo l’incredibile rimonta contro la Danimarca, affronterà la Repubblica Ceca nei quarti.
La sua presenza non è stata confermata ufficialmente, ma le parole del campione lasciano pochi dubbi: se le condizioni fisiche lo assisteranno, Alcaraz sarà pronto a guidare le Furie Rosse nella caccia al titolo.
Una stagione da leader
Il 2025 ha già consacrato Alcaraz come riferimento assoluto del circuito. A soli 22 anni ha mostrato la capacità di gestire la pressione da numero uno e di reagire nei momenti cruciali, come dimostrato nella vittoria a New York. Il passaggio diretto da San Francisco a Tokyo, per l’ATP 500, testimonia la volontà di mantenere alta la competitività fino alla fine dell’anno.
Il finale di stagione, con Torino e Bologna come tappe decisive, non sarà solo un banco di prova sportivo, ma anche l’occasione per confermare la leadership di un giocatore che continua a spingersi oltre i propri limiti.


