Il sogno si ferma al terzo turno, ma Darderi guarda già avanti
Luciano Darderi esce di scena da Wimbledon al terzo turno, battuto in quattro set dall’australiano Jordan Thompson con il punteggio di 6-4 6-4 3-6 6-3. Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca, ma anche la consapevolezza di un percorso in crescita in uno Slam che gli ha regalato soddisfazioni inedite. È lo stesso tennista azzurro a riconoscere i meriti dell’avversario, senza cercare scuse per un risultato che, alla vigilia, sembrava alla portata: “Non sono uno che dà scuse, lui oggi è stato più bravo”, ha ammesso con lucidità.
Un problema fisico alla vigilia del match
A complicare ulteriormente il compito dell’azzurro è stato un problema fisico sorto la sera prima della sfida. “Ieri sera ho avuto un po’ di febbre, anche stamattina. Durante il match stavo un pochino meglio, ma ho fatto fatica a stare al 100%”, ha spiegato Darderi, evidenziando come anche un lieve malessere possa influenzare l’equilibrio in incontri così combattuti. “Sono dispiaciuto di non aver potuto giocare nelle condizioni migliori, ma lui è forte e ci si può perdere”, ha aggiunto, rendendo onore a Thompson per la qualità del suo tennis.
Episodi curiosi e riflessioni sul regolamento
Il match è stato segnato anche da un episodio quantomeno curioso: un punto importante giocato da Thompson con il cappello in mano, fatto che ha generato un attimo di confusione. “Pensavo si dovesse ripetere il punto, perché lo aveva preso con la mano sinistra mentre giocava. Ma l’arbitro non ha detto nulla”, ha raccontato Darderi, che si è fermato per un istante in attesa di un intervento del giudice. “Non mi sembrava normale, ma non ha cambiato la partita”, ha chiarito con sportività.
Non è stato l’unico aspetto a fargli storcere il naso. Darderi ha anche fatto notare come l’avversario gestisse con molta lentezza il tempo tra la prima e la seconda di servizio: “Mi sembrava ci mettesse un po’ troppo. Non c’è un timer, e questo può diventare un vantaggio per chi rallenta”. Un problema di regolamento ancora irrisolto, che emerge in modo evidente nei momenti chiave dei match.
Il momento chiave nel quarto set
Dopo aver vinto il terzo set e riaperto l’incontro, l’azzurro ha iniziato a credere nella rimonta. Ma le energie residue non sono bastate. “Sinceramente stavo calando un po’. Cercavo di restare su con l’atteggiamento, ma ero un po’ giù”, ha raccontato. Il momento decisivo è arrivato sul 3-2 per l’australiano, che ha strappato il servizio e chiuso senza lasciare spiragli: “Ha giocato bene quel game, mi ha brekkato lì e poi non mi ha dato più chance”.
Un bilancio positivo e lo sguardo già rivolto al futuro
Nonostante la sconfitta, Darderi lascia Londra con il sorriso di chi ha fatto un passo avanti nella propria carriera. Per la prima volta ha raggiunto il terzo turno in uno Slam, e lo ha fatto su una superficie ancora ostica per molti italiani. “Sono molto soddisfatto per questa settimana, ho raccolto molte indicazioni positive”, ha detto in conferenza stampa, riconoscendo il valore dell’esperienza appena vissuta.
Adesso si torna sulla terra battuta, con Bastad e Umago all’orizzonte, ma con una piccola modifica ai piani: “La settimana prossima avrei dovuto giocare un challenger, ma alla luce di quel che è accaduto preferisco cancellarmi e allenarmi per prepararmi bene”. L’obiettivo è chiaro: accumulare punti in vista della stagione sul cemento e avvicinarsi sempre più al sogno top 20.


