La rincorsa di Lorenzo Musetti verso le ATP Finals di Torino si fa ogni giorno più intensa e logorante. Il tennista carrarino, attualmente ottavo nella Race to Turin — ultima posizione utile per qualificarsi al prestigioso torneo dei maestri — si trova nel pieno di una sfida che unisce ambizione e fatica.
Dopo la vittoria al debutto nel torneo ATP 250 di Bruxelles contro il tedesco Yannick Hanfmann, Musetti ha compiuto un altro passo avanti nella sua marcia verso Torino. Il successo, arrivato in due set equilibrati, gli ha permesso di consolidare la propria posizione, ma il cammino resta in salita: da un lato c’è il canadese Felix Auger-Aliassime, rivale diretto nel tabellone belga, dall’altro Alex De Minaur, momentaneamente fermo ai box per un problema all’anca che potrebbe costringerlo a saltare Vienna e Parigi.
Il prossimo ostacolo per il toscano si chiama Giovanni Mpetshi Perricard, big server francese e avversario temibile sul cemento indoor. Un match che vale la semifinale e, soprattutto, punti pesanti per tenere a distanza i rivali nella corsa alla qualificazione.
Nel post partita, Musetti ha mostrato la sua solita onestà, lasciando trasparire la pressione di queste settimane: “Sta diventando quasi un incubo. Giocare le Finals è sempre un obiettivo, ma sto giocando praticamente ogni settimana da Wimbledon. Sono un po’ stanco, ma mentalmente ci sono”, ha dichiarato ai microfoni dell’ATP Tour. Il toscano ha poi aggiunto: “Le Finals sono il mio obiettivo per questa stagione. Siamo riusciti a fare molti miglioramenti sul cemento, vediamo cosa succederà”.
Nonostante la fatica, l’entusiasmo resta alto. La possibilità di vedere due italiani alle ATP Finals, con Jannik Sinner già qualificato e Musetti in piena corsa, rappresenta un sogno storico per il tennis azzurro. Il giovane di Carrara sa che il margine d’errore è minimo, ma anche che ogni match può cambiare tutto.
La sensazione è che, al di là dei risultati, Musetti abbia trovato una nuova maturità nel suo approccio alle sfide più impegnative. La strada verso Torino è ancora lunga e ricca di insidie, ma la determinazione del tennista toscano non sembra destinata a esaurirsi presto.


